Recovery fund, le azioni e la strategia di intervento per la ripartenza di Firenze

Oggi l’intervento in Consiglio comunale del sindaco Nardella e dell’assessore Del Re

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lunedì 14 giugno 2021 19:00

Riparare i danni economici e sociali della pandemia e accompagnare la transizione digitale e ambientale attraverso il finanziamento di sei missioni di intervento: innovazione, verde, mobilità, inclusione e salute. Sono gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza che si traducono per le città in interventi concreti sul territorio fiorentino. 

 

Le linee progettuali che l’amministrazione ha inviato ad Anci per il territorio comunale fiorentino sono state illustrate oggi in Consiglio comunale dal sindaco Dario Nardella insieme all’assessore con delega al coordinamento progetti Recovery Plan Cecilia Del Re. Dal potenziamento delle infrastrutture tecnologiche per l’erogazione del 100% di servizi digitali alla riqualificazione dello stadio Franchi, fino al recupero dei grandi edifici culturali di Firenze, agli investimenti per la mobilità sostenibile, gli spazi verdi e l’abitare: sono solo alcuni delle idee progettuali proposte nelle schede di intervento per la ripartenza della città, in linea con il Piano nazionale di ripresa e resilienza Italia, che attualmente l’Unione europea sta vagliando. 

 

“Da mesi sosteniamo che le città devono essere in prima linea nella stesura e nell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza - ha dichiarato il sindaco Dario Nardella - e dalla lettura del Piano, e delle azioni che prevede, traspare il ruolo significativo degli enti territoriali a cui competono investimenti pari a oltre 87 miliardi di euro. Per Firenze si tratta di 21 macro-azioni per oltre 150 interventi per un valore totale di oltre 3 miliardi di Euro. Per questo con il coordinamento città metropolitane dell’Anci abbiamo ribadito la volontà di collaborare per attuare assieme allo Stato il Piano, ma con chiarezza dei compiti e distribuzione dei fondi per competenza: quindi far sì che sia le Regioni che i Comuni possano essere enti attuatori e gestire la concreta realizzazione degli interventi. Anche per questo, ho chiesto - a nome di tutte le Città metropolitane - un tavolo politico permanente tra il Governo e i sindaci delle grandi città per monitorare questo complesso percorso”.

 

Il sindaco ha ricordato che “ad oggi non possiamo conoscere tutti i dettagli dei finanziamenti, in quanto la struttura del piano e le norme di tutela della concorrenza e trasparenza garantite dall’evidenza pubblica non permettono di sapere cosa sarà effettivamente realizzato e in che misura. Solo a seguito dell’approvazione del Piano nazionale da parte della Commissione e del Parlamento Europeo, della definizione delle strutture di dettaglio e della redazione dei necessari bandi e gare pubbliche arriveremo a conoscenza dei singoli progetti finanziati e delle loro effettive entità”.

 

In merito all’istruzione, il sindaco ha ricordato che “vengono destinati circa 32 miliardi al rafforzamento del sistema educativo, alle competenze digitali e tecnico-scientifiche, alla ricerca e al trasferimento tecnologico. Firenze ha previsto interventi per aumentare le strutture scolastiche di prossimità, nell’ambito della lotta contro l’abbandono scolastico, così come l’efficientamento delle strutture scolastiche esistenti in una logica di efficientamento energetico”. “Pochi giorni fa - ha aggiunto - ho avuto l’occasione di incontrare la Ministra per l’università e la ricerca Maria Cristina Messa: dalla conversazione sono emerse le possibilità per Firenze di lavorare concretamente su progetti legati a questi finanziamenti partecipando ai bandi che il Ministero predisporrà nei prossimi mesi. Abbiamo quindi attivato una task force specifica su questo tema”.

 

“È questa l’occasione - ha concluso il sindaco - per rilanciare due grandi questioni alle quali tengo molto: la necessità per tutti gli enti pubblici di dotarsi di personale tecnico qualificato nella progettazione, gestione e rendicontazione di progetti di questo tipo e la necessaria semplificazione delle norme che riguardano le procedure di appalto e definizione dei contratti pubblici. La grande sfida del Piano Nazionale di ripresa e resilienza potrà essere vinta solo risolvendo alcuni nodi strutturali legati a questi due ambiti: apprezzo l’operato del governo Draghi in questo senso, dall’attività del Ministro Renato Brunetta per il personale al DL Semplificazioni appena approvato. Ma ci tengo a sottolineare che la scadenza del 2026 ci pone, in questo momento, ad agire con decisione e celerità”.

 

“Il Recovery Plan Italia è stato presentato all’Unione europea a fine aprile ed è in corso la valutazione dell’Europa dei piani da approvare. L’amministrazione comunale ha inviato a settembre scorso le progettualità per il nostro territorio in linea con il Pnnr: solo una volta pubblicati i bandi ministeriali e istituita la cabina di regia nazionale saranno definiti i progetti specifici - ha spiegato l’assessore Del Re - L’Europa ha in questo momento un ruolo fondamentale nell’indicare una bussola ai paesi Ue, ad esempio sulla transizione ecologica che si innesta su un terreno proattivo nella nostra città. È un momento chiave per spingere in questa direzione, che riguarda anche un cambiamento culturale e di abitudini quotidiane. Stessa importanza rivestono digitalizzazione e inclusione sociale. In tema di personale, lo sblocco del turn over è una buona notizia non solo per il Recovery Fund ma per rafforzare l’amministrazione in modo da arrivare alle assunzioni in tempi rapidi e consentire alla macchina di rispondere al meglio. L’interlocuzione con i ministeri ha riguardato anche il tema dell’economia circolare, sui quali sono stati presentati progetti su ecocompattatori e altri aspetti già sollecitati anche dal Consiglio comunale. Una visione di città che il sindaco Nardella ha proposto ad Anci, lavorando sui temi ammissibili ed escludendo interventi, come la viabilità, non ammessi dal piano. Ci siamo basati su un terreno già avviato, come in tema di infrastrutture, per far seguire a questa crisi una serie di opportunità e obiettivi da raggiungere in tempi rapidi, pena la esclusione dai finanziamenti. Sarà poi l’Europa a misurare i risultati che dovranno essere dimostrati in fase di attuazione. L’abbattimento delle divergenze generazionali, di genere e territoriali è l’obiettivo finale e trasversale da raggiungere, parallelamente alle riforme da adottare in tema di giustizia, fisco e concorrenza in stretto collegamento agli obiettivi che il Recovery Plan individua. Il lavoro degli enti locali entra dunque ora nel vivo su questi progetti, per i quali siamo pronti a un lavoro anche nelle commissioni competenti. È un'occasione da non perdere e da cogliere tutti insieme”.
 

 

 

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