Toscana zona rossa, le associazioni di categoria: 'È un disastro, una beffa'

I commenti di Confartigianato Firenze, Confesercenti Toscana e Cna Firenze

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sabato 27 marzo 2021 11:55

Siamo rimasti amareggiati e anche sorpresi che la Toscana sia finita in zona rossa considerando che fino a 24 ore prima tutti ci avevano assicurato che con ogni probabilità saremmo rimasti in zona arancione". E' quanto dichiarato da Alessandro Sorani, presidente di Confartigianato Firenze, all'indomani della notizia della Toscana in zona rossa da lunedì 29 marzo.

 

"Di fronte ad un aumento dei contagi il primo obiettivo che dobbiamo coltivare è sicuramente quello della sicurezza e della salute dei cittadini e quindi del pieno rispetto delle regole che impediscono alla pandemia di diffondersi ulteriormente. Tuttavia non possiamo non rilevare quanto questa misura improvvisa e inattesa colpisca in maniera ancora più forte decine di imprese artigiane e commerciali che speravano in questa settimana, precedente alla Pasqua, di poter fatturare qualche euro in questa drammatica situazione”, afferma Sorani.

 

Molte aziende rischiano di chiudere e di non riaprire più. E' evidente che da questo momento in poi occorreranno misure in grado di mettere in sicurezza le imprese. Chiediamo quindi a chi ci governa sia livello regionale sia a livello nazionale una sola cosa: la chiarezza dei comportamenti e la certezza delle azioni perché abbiamo bisogno, nel momento in cui ci viene chiesto di chiudere le nostre attività e di non incassare un euro per altre settimane, di costruire un sistema di protezione reale per il nostro tessuto economico.

 

“Il nostro territorio si caratterizza per una diffusione di piccole imprese, spesso a conduzione familiare, e quindi ogni volta che una serranda viene abbassata e una bottega di un artigiano viene chiusa, questo significa che quella famiglia che vive su quel reddito, entra nella fascia di povertà. E come sappiamo anche in Toscana questa fascia si sta allargando in maniera preoccupante. Chiediamo quindi al presidente Giani di farsi interprete verso il Governo affinché i cosiddetti ristori siano veramente in grado di salvare le imprese nuovamente costrette a chiudere per rispettare le regole della zona rossa. I sacrifici a senso unico non servono e non bastano più.” Conclude Sorani.

 

Giacomo Cioni, presidente di Cna Firenze Metropolitana, all’annuncio del passaggio della Toscana in zona rossa: “Non possiamo che prendere atto del passaggio in zona rossa e comportarci come le regole impongono, ricordando però che a maggiori restrizioni devono corrispondere maggiori sostegni. Non metto in discussione i coefficienti che definiscono i passaggi da una zona all'altra, ma a volte i dati andrebbero interpretati non dico con flessibilità, ma con un po' meno integralismo, specie se sono stati oggetto di ricalcolo in una situazione, suppongo, confusa. Cambiare di fascia, con tutto ciò che ne consegue per un territorio economicamente già oltremodo provato, per una sola unità è un azzardo oltre che una beffa”.

 

“Il passaggio della Toscana in zona rossa, dopo affermazioni nelle quali veniva assicurato il mantenimento in arancione, comporterà la perdita di centinaia di milioni sui fatturati di imprese già stremate da questa situazione. È un disastro, una beffa: stiamo parlando di quasi 20.000 negozi che da lunedì dovranno chiudere: almeno 50.000 persone che non potranno lavorare", afferma Nico Gronchi, Presidente Confesercenti Toscana.

 

“I contagi sono aumentati nonostante un’ampia parte del territorio regionale sia da settimane in zona rossa, con quindi le imprese del settore commerciale chiuse al 90%: un segnale che non è questo il comparto responsabile dell’aggravamento dei dati. Serve davvero un cambio di passo generale. Poche cose, ma efficaci ed efficienti. A partire dalle date certe per le riaperture con regole, controlli e sanzioni. Per quanto riguarda, invece, il decreto collegato al nuovo scostamento di bilancio, annunciato dal presidente Draghi per metà aprile, occorre che questo sia pensato e costruito in modo da operare con efficacia chirurgica. Ovvero che non sia strutturato come una serie di finanziamenti a pioggia, ma con fondi destinati solo ed esclusivamente per le imprese chiuse, con automatismi semplici: indennizzi diretti per le aziende chiuse nelle zone rosse o arancioni. Ecco, il prossimo sia davvero, nella sostanza, un Decreto Sostegni".

 

Immagine di repertorio

 

 

 

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