Toscana verso l'arancione, Confcommercio: 'No alla chiusura di bar e ristoranti'

Confesercenti: 'Cerchiamo di salvare il salvabile posticipando il passaggio a lunedì 15 febbraio'

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giovedì 11 febbraio 2021 17:08

Da Confcommercio arriva il no alla chiusura di bar e ristoranti in zona arancione. “Il divieto imposto a bar e ristoranti in zona arancione di servire i propri clienti all’interno dei locali, pur osservando tutte le regole su sanificazione e distanziamento, è profondamente ingiusto e lesivo della libertà di fare impresa”. Sono le parole del presidente di Fipe – Confcommercio Toscana Aldo Cursano, che della federazione dei pubblici esercizi è anche vicepresidente vicario nazionale, ora che la Toscana probabilmente tornerà arancione. 

 

Bar e ristoranti devono seguire il destino dei negozi e rimanere chiusi solamente in zona rossa. In tutte le altre situazioni, quando sono concessi la mobilità individuale, lo shopping e il lavoro in presenza, i locali devono poter stare aperti per offrire alle persone il servizio fondamentale di ristoro per il quale sono nati e che possono svolgere in piena sicurezza”, prosegue Cursano. 

 

“È ora di finirla con la mortificazione del nostro settore” aggiunge, “siamo alla vigilia di una nuova stagione politica, che rimetterà al centro il lavoro e l’impresa e non è possibile inaugurare questa fase con altre chiusure, che rappresenterebbero un colpo durissimo per un settore che aveva appena cominciato a rimettersi in moto. L’algoritmo adottato nel pieno della pandemia non può essere applicato allo stesso modo e con le stesse rigidità ora che la campagna vaccinale procede spedita. Altrimenti rischiamo di far passare l’idea che in questo anno non abbiamo fatto nulla per contrastare il virus. Non è così: i tracciamenti sono molto più efficaci, i cittadini rispettosi delle misure di sicurezza e distanziamento, i gestori dei locali attenti a seguire le regole e scongiurare gli assembramenti. Queste buone pratiche vanno premiate, allentando le misure restrittive. A cominciare da quelle su bar e ristoranti, che devono poter lavorare anche in zona arancione. A cominciare da subito”. 

 

Se arriverà la conferma dell’ingresso in area arancione a partire da domenica 14 febbraio, i ristoranti toscani perderanno il pranzo di San Valentino: “molti colleghi hanno il tutto esaurito, qualcuno ha già fatto gli ordini ai propri fornitori per prepararsi. Non si può comunicare decisioni del genere soltanto con 24 o 48 ore di preavviso”, ribadisce il presidente di Fipe Confcommercio Toscana, “come dico sempre, le nostre imprese non sono interruttori che si spengono e si accendono senza problemi. Ci vuole più rispetto per un comparto che finora ha dato tanto alla nostra economia, in termini di occupazione e di ricchezza prodotta, e alle nostre città in termini di servizi e accoglienza”.  

 

Preoccuoazione arriva anche da Confesercenti. "Nelle ultime ore continua a crescere l’ansia per il possibile passaggio in zona arancione; e se i dati non potranno scongiurare questo passaggio almeno cerchiamo di salvare il salvabile posticipando il passaggio a lunedì 15 febbraio; così da permettere al settore ristorazione di poter lavorare nel fine settimana di San Valentino. Sarebbe davvero un terribile disastro per bar e ristoranti, che hanno già raccolto le prenotazioni per il fine settimana e si trovano ora di fronte alla necessità di provvedere agli acquisti per il pranzo di domenica. E’ inaccettabile continuare a lavorare in un clima di incertezza costante e senza programmazione".

 

“Ci troviamo ancora in una situazione di profonda incertezza per le nostre imprese.– afferma Claudio Bianchi Presidente Confesercenti Firenze - Bar, pub, ristoranti e le altre attività del food sono al limite. Stiamo subendo un meccanismo stop and go che mortifica ed annichilisce il lavoro, l’impresa, gli investimenti e chiunque progetti di continuare a mandare avanti la propria attività autonoma; chiediamo rispetto e certezze per il nostro lavoro. Non possiamo rinunciare all’idea di tornare in una situazione di pseudo normalità e convivenza con il virus; auspichiamo di trovare nel nuovo Governo un interlocutore capace e competente per superare questo insostenibile momento di stallo”.

 

“Tutti noi crediamo che sia fondamentale tutelare e salvaguardare l’aspetto sanitario, rispettando le regole e misure previste; ma questa situazione è diventata insostenibile. – afferma Franco Brogi Presidente Fiepet Confesercenti Firenze – E’ inaccettabile riuscire a sapere solo il venerdì sera se il passaggio in zona arancione avverrà da domenica o da lunedì; e tutto questo diventa ancora più drammatico in vista del weekend di San Valentino, con i ristoranti che hanno già preso le prenotazioni. Occorre mettere in campo una nuova politica di convivenza con il virus. Fatta di nuovi strumenti normativi, che non possono limitarsi a divieti e limitazioni all’attività di impresa. Ma anche di aiuti veri, concreti, sostanziali, che non tengano conto, per esempio del Codice Ateco, ma del calo sostanziale del fatturato.”

 

Di ieri le reazioni di Confartigianato e Ristoratori Toscana

 

Immagine di repertorio (Foto di Nenad Maric da Pixabay)

 

 

 

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