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Firenze piange la scomparsa di Lara-Vinca Masini: 'Figura di riferimento per l'arte per molte generazioni'

Nardella: 'Firenze perde un faro prezioso'

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domenica 10 gennaio 2021 12:13

Firenze e il mondo dell'arte piangono la scomparsa di Lara-Vinca Masini, grande storica dell'arte.

 

“Ci ha lasciato non solo una grande storica dell’arte ma anche una tra le voci critiche più libere e lucide del nostro tempo. Con lei Firenze perde un faro prezioso che le aveva indicato la via della sperimentazione e della contemporaneità”, dice il sindaco Dario Nardella.

 

“Da sempre legata al mondo dell’architettura e del design, critica acuta e coraggiosa, punto di riferimento per capire l’arte contemporanea - ricorda il sindaco - Firenze le deve molto in termini di visione e progettualità: il grande evento ‘Umanesimo Disumanesimo nell’arte europea 1890/1980’ da lei fortemente voluto proprio a Firenze spalancò le porte all’arte contemporanea e dimostrò che una visione dinamica e innovativa dell’arte era non solo possibile ma anche auspicabile anche in una città fino a quel momento prevalentemente vocata al Rinascimento”.

 

“Ci ha lasciato Lara-Vinca Masini. Una critica e storica dell’arte che ha influenzato con la sua profonda ricerca intere generazioni di intellettuali e storici del nostro Paese. Un punto di riferimento di straordinario talento e valore che mancherà moltissimo alla nostra città. Le dedicheremo subito un convegno nazionale sui musei italiani per dopo Covid”, dice l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi. Lara-Vinca Masini che da anni abitava a Firenze. È stata autrice di saggi, monografie e curatrice di mostre dedicate alle arti visive contemporanee, all’architettura, al design e alle arti applicate.

 

“Ritengo fondamentale riconoscere anche dopo la sua dipartita il decisivo apporto che i suoi studi critici, il lavoro di organizzazione culturale e la valorizzazione delle arti contemporanee hanno dato alla cultura, e a quella italiana in particolare” aggiunge l’assessore Sacchi che ricorda il suo ruolo di primissimo piano nella critica d’arte già a partire dagli anni ’60. Nel decennio successivo è stata alla guida del Museo Progressivo d’Arte Contemporanea di Livorno, uno dei progetti più sperimentali dell’Italia di quegli anni con la prima Biennale d’Arte Contemporanea della città, curata insieme a Vittorio Fagone, che affiancava alla collezione permanente del museo, 150 opere di artisti italiani e promuovendo negli stessi anni una importante campagna di nuove acquisizioni. Successivamente, nel 1978, ha partecipato alla Commissione italiana per le Arti Visive e per la Sezione Architettura della Biennale di Venezia e ottenuto il Premio dei Lincei per la Critica nel 1986. A fianco degli artisti, ha scritto importanti saggi come Arte Contemporanea. La linea dell’unicità (Firenze, 1989), il Dizionario del fare arte contemporaneo (Firenze, 1992), L’arte del Novecento. Dall’Espressionismo al Multimediale proposto dall’Espresso.

 

“Lara-Vinca Masini è stata un punto di riferimento non solo per Firenze, per una visione contemporanea dell’arte. Con ‘Umanesimo Disumanesimo nell’arte europea 1890/1980’, la manifestazione che organizzò nel 1980, invitò a Firenze artisti internazionali a realizzare interventi site-specific nello spazio urbano della città rinascimentale. Fu in assoluto il primo segnale forte del “nuovo” e la prima vera riflessione su rapporto tra arte pubblica e spazi urbani nella Firenze dei nostri giorni. È davvero una grande perdita per la cultura della città e dell’intero paese” conclude l’assessore Sacchi. 

 

(foto di Selfhabitat su Facebook)

 

 
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