Confartigianato: 'Lampioni spenti? #SpegniamoFirenze perché non rimanga al buio'

La proposta: 'I fiorentini spengano tutto, per lanciare un messaggio al Governo'

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martedì 12 maggio 2020 13:22

Ci auguriamo che le misure drastiche annunciate dal sindaco di Firenze Dario Nardella sull'ipotesi di spegnere i lampioni per risparmiare sul bilancio non siano attuate, ma una cosa è certa: la nostra città è sull'orlo del baratro e non può essere lasciata sola".

 

Sono le parole di Alessandro Sorani, presidente di Confartigianato Firenze, in riferimento alle dichiarazioni del sindaco Nardella che ieri, intervenendo a Radio Bruno, si è detto preoccupato per il bilancio cittadino, tanto da prendere in considerazione l'idea di non accendere l'illuminazione pubblica per risparmiare, e dirottare i fondi su altri servizi.  

 

"E' bene quindi lanciare un messaggio chiaro al Governo. Per questo motivo, sulla scia della provocazione del sindaco, proponiamo al Comune di Firenze, a tutti i cittadini, associazioni, stakeholder della nostra città di rimanere al buio per un'ora e far capire in modo netto quale tetro spettacolo ci appare all'orizzonte se non ci saranno interventi immediati e concreti.

 

Così Sorani lancia l'iniziativa #SpegniamoFirenze in cui si appella al sindaco e ai fiorentini per programmare una manifestazione in cui la città resti al buio per un'ora. “Sarebbe bello se fossero coinvolte tutte le città d’Italia - continua Sorani - perché questo è il buio in cui si trovano le nostre imprese, è il buio informativo per la totale disattenzione del Governo nel fornire indicazioni chiare, è il buio che ci aspetta se la situazione non cambia. E’ fondamentale far ripartire i fondi per i Comuni ed è altrettanto necessario che questi vengano poi utilizzati anche per aiutare gli artigiani del territorio”

 

Sia il Comune a indicarci una data e un orario – spiega Sorani – e noi lavoreremo perché questa iniziativa abbia larga partecipazione e adesione. Purtroppo era cosa nota a tutti che il nostro tessuto economico si basasse in percentuale elevata sul turismo e nessuno avrebbe potuto immaginare quello che oggi sta accadendo. E' chiaro che per almeno un anno non vedremo più quelle folle in piazza Duomo a cui eravamo abituati, milioni di turisti che tenevano in piedi l'economia della nostra città e sui cui ora non possiamo più contare. Per questo motivo il messaggio deve arrivare forte e chiaro al Governo perché tutte le città non sono uguali e quelle, come la nostra, che vivevano prevalentemente di turismo, ma che contribuiscono con la loro bellezza a far conoscere il nostro Paese, rischiano di rialzarsi con molta più difficoltà rispetto alle altre".

 

 

 

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