Bloccati a Dubai con i figli appena adottati, la storia di Elisabetta e Alberto

I due genitori fiorentini bloccati a Dubai con i bambini

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giovedì 16 aprile 2020 13:56

Anni di attese e burocrazia, poi finalmente l'adozione. Ma ora, a causa del lockdown per il coronavirus, Elisabetta e Alberto non riescono a tornare a casa con i loro figli. E' la storia di due genitori fiorentini, da più di un mese lontani dall'Italia, e da settimane bloccati a Dubai con i loro due bambini, appena adottati. 

 

Settimane passate a rimbalzare tra gli alberghi, a inventarsi giochi e cacce al tesoro tra i mobili delle camere, col solo desiderio di tornare finalmente a casa. Desiderio che adesso sembra stia per avverarsi.


Elisabetta e Alberto, siete bloccati da settimane a Dubai con i vostri figli appena adottati. Vi va di raccontarci cosa è successo?

 

Siamo partiti dall'Italia il 29 febbraio per andare in India a prendere i nostri bambini, due fratelli di 9 e 12 anni, dopo anni di attese, procedure burocratiche lunghe ed estenuanti e un impegno emotivo ed economico notevole. Dovevamo essere in Italia già il 13 marzo ma per complicazioni non siamo riusciti a prendere il volo per Roma di quel giorno, che era l'ultimo disponibile per rientrare prima delle chiusure per coronavirus. 


Come e dove avete passato queste settimane?


Siamo rimasti quasi sempre in albergo... In realtà di alberghi ne abbiamo cambiati 5. Due in India e 3 qui a Dubai, compresa una notte nell'albergo dell'aeroporto (che non rientra proprio nella categoria degli economici) prima di essere costretti a uscire da lì ed entrare a Dubai, dopo aver fatto i visti per i bambini. Il 31 marzo abbiamo ricambiato albergo perché quello che avevamo trovato ha dovuto chiudere per mancanza di prenotazioni causa covid-19. Grazie all'aiuto di amici italiani, abbiamo trovato un altro albergo e qui ci siamo trasferiti. Da oltre 10 giorni non usciamo nemmeno 5 minuti perché non si può. Le restrizioni sono giustamente vincolanti anche qui. Durante il giorno giochiamo i bambini, guardiamo la TV, e facciamo un po' di italiano insieme a loro. Ci siamo inventati cacce al tesoro usando i nomi dei mobili e delle stanze come indizi e abbiamo preparato puzzle da fare. Abbiamo usato i calzascarpe trovati in camera come mazze da cricket e calzini come palline...
 

Le preoccupazioni maggiori immagino siano per i bambini. Come stanno, e come state anche voi?


I bambini stanno bene, ci chiedono quando si parte e resistono con una pazienza e una tenacia invidiabili. In tutti questi giorni abbiamo cercato di non far pesare la nostra preoccupazione e la nostra stanchezza e di lasciarli tranquilli, pur informandoli passo passo dei nostri movimenti. Sinceramente siamo ancora nella fase in cui ci chiediamo stupiti come abbiamo fatto a passare in questa situazione tutti questi giorni, a resistere fisicamente ed emotivamente e ad iniziare a fare famiglia e a creare la nostra relazione in un posto che non è casa di nessuno di noi. 


Siete in contatto con le autorità locali e italiane?


Sì dal 13 marzo siamo in contatto telefonico con il consolato italiano di Dubai. Sono giunti poi poco dopo anche i primi contatti con la Farnesina e la CAI commissione adozioni internazionali. L'ente a cui ci siamo affidati per l'adozione internazionale in questi 50 giorni non ci ha mai, nemmeno per un giorno, fatti sentire soli. Da loro siamo stati sempre costantemente seguiti. Come siamo in contatto anche con l'associazione di genitori adottivi Le Querce in fiore che ha sede a Sesto Fiorentino ma che è punto di riferimento e di costante confronto anche delle tante famiglie fiorentine. 


Avete avuto novità sul vostro rientro?


Sì. Il passaparola e il clamore suscitati dalla stampa hanno attirato l'attenzione del Presidente di Toscana Aeroporti Marco Carrai che, lavorando congiuntamente con il Sindaco Nardella e con le altre istituzioni, ci ha offerto nel tardo pomeriggio di ieri il suo prezioso aiuto. A lui va principalmente il nostro ringraziamento perché ha messo a disposizione un volo privato che domani 17 aprile ci riporterà finalmente a casa. E sinceramente non vediamo tutti e quattro l'ora. 
 

Immagine di repertorio

 

Irene Grossi

 

 

 

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