Museo della Lingua italiana, il premier Conte: 'Firenze è la sede migliore'

Rufilli: 'Opportunità per valorizzare storia della nostra città e tradizione linguistica'

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mercoledì 22 gennaio 2020 15:27

Un Museo della Lingua italiana a Firenze. Lo ha annunciato il premier Giuseppe Conte, intervenendo ieri all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Firenze.

 

"In questa sede, desidero anche fare mia l’istanza di un gruppo di studiosi che, interpellando il Ministro Franceschini, che si è dimostrato molto sensibile alla richiesta, domandano da qualche tempo la creazione di un Museo della lingua italiana, grande, ricco, tecnologico; penso che la sede migliore sia proprio Firenze - ha detto Conte - So che il ministro Franceschini ne ha già accennato al Sindaco Nardella, siamo pienamente convinti di questa scelta, e sarebbe veramente bello potere rivederci qui per inaugurare un museo che celebri e insegni la storia dell’italiano che, come ogni lingua, è lo specchio di una comunità che dialoga, che si confronta civilmente; di una società che si interroga, che si evolve. Insomma, il tesoro che si tramanda di generazioni in generazioni. Quindi mi auguro che la proposta del Museo della lingua trovi accoglienza presso tutte le istituzioni coinvolte, interessate che potranno sostenerla; e che il settecentesimo genetliaco dello studio fiorentino si saldi con la celebrazione della nostra lingua come bene comune. 

 

A seguito dell'intervento di Conte, il consigliere referente per la valorizzazione e la promozione della Fiorentinità Mirco Rufilli ha annunciato: "Una grande soddisfazione che il presidente del Consiglio abbia annunciato la volontà di fare proprio a Firenze un Museo della Lingua Italiana”. 

 

“Una proposta che ha trovato l’amministrazione entusiasta e pronta a fare la propria parte, lavorando a stretto giro sull’individuazione di una sede adeguata -  ha proseguito Rufilli - Non solo si tratta di una grande opportunità per Firenze ma del punto d’approdo atteso di una storia e di una tradizione in cui la nostra città è protagonista ed è importante che ciò sia stato riconosciuto a livello nazionale. È qui che la nostra lingua ha preso forma, che è stata costruita e modellata da Dante, Petrarca e Boccaccio. In questo modo si potranno valorizzare anche espressioni e termine della Firenze di un tempo, adesso entrate nel linguaggio comune, ma che qui sono nate e magari anche con storie particolari di cui ormai si sono perse le tracce. O ancora, espressioni che, al contrario, hanno smesso di essere utilizzate ma che hanno una forte valenza simbolica e che non dobbiamo perdere ma piuttosto riscoprire. È importante che nasca un luogo di conoscenza e divulgazione, non solo per addetti ai lavori ma a disposizione di tutti, per valorizzare come merita un’altra delle tante eccellenze della nostra città”.

 

Immagine di repertorio

 

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