Firenze, caso Alberghiero Saffi: il Comitato Genitori Responsabili a difesa del docente

Il docente avrebbe dato uno schiaffo ad uno studente

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martedì 21 gennaio 2020 19:49

"L'Istituto Alberghiero Saffi di Firenze è stato teatro in questi giorni di un gravissimo episodio di ingerenza di una madre nella normale attività didattica. Invece di redarguire il figlio per aver più volte ignorato l'invito a non disturbare un'esercitazione, la signora ha ritenuto di convocare carabinieri e stampa per denunciare il docente, alterandone il profilo con un danno d'immagine forse irreparabile".

 

E' il commento del Comitato di Genitori Responsabili per la Riforma della Scuola in merito alla vicenda accaduta nella mattina di venerdì 17 gennaio nella scuola fiorentina.

 

"Tutto ciò perché il docente, spazientito dal comportamento arrogante dello studente, lo ha colpito con un semplice scappellotto nel difendersi da una minaccia non solo apparente. Ne è nato uno scandalo indecoroso, tanto più grave avendo la madre distorto le informazioni omettendo le responsabilità del figlio. Il docente, in dignitoso riserbo, non ha neppure avuto la possibilità di fornire la propria versione. Risulta tra l'altro che il ragazzo sia stato portato al pronto soccorso dove, a dimostrazione del danno irreparabile è stata stilata una ridicola prognosi di due giorni, senza, peraltro, che se ne conoscano le motivazioni".

 

"In preda a un'evidente crisi di nervi la madre ha inoltre parlato di figlio umiliato, in stato di shock, e pretende adesso, anche attraverso un legale, che il professore sia bandito dalla scuola prima di rimandarvi il figlio. Il nostro Comitato di Genitori Responsabili per una Riforma della Scuola stigmatizza il comportamento della signora, la quale non si rende conto di aver provocato un danno gigantesco all'autorevolezza del corpo insegnante già assai indebolita, dunque un danno alla scuola nel suo complesso".

 

"Risulta tra l'altro che l'incidente sia avvenuto durante una lezione di laboratorio in cucina e non in classe. Un'attività che presuppone attenzione e partecipazione degli studenti. Come ci ha spiegato un collega del docente: Se uno studente si rifiuta di seguire e disturba anche durante le lezioni pratiche che dovrebbero interessarlo al massimo, non si capisce che cosa ci faccia in una scuola professionale. Tutto ciò per dire che l'ingerenza nella scuola di genitori iperprotettivi è soltanto dannosa per l'istituzione e per i figli stessi che si abituano così a una sostanziale indulgenza sempre e comunque, fino a diventare irresponsabili delle proprie azioni e del proprio comportamento".

 

"La scuola rigida e punitiva di un tempo non è più accettabile, ma non è neppure accettabile che studenti e genitori ne siano il dominus a scapito degli insegnanti. La scuola pubblica italiana è passata un estremo all'altro, mentre occorre trovare un equilibrio per il bene di tutti", conclude la nota del presidente Caspare Politti.

 

 

 

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