Firenze, attivato rischio clinico aziendale per il decesso del giovane diversamente abile

Il 21enne deceduto nel pronto soccorso del Santa Maria Nuova. Era caduto per una buca davanti all'università

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mercoledì 15 gennaio 2020 18:08

E' stato attivato il Rischio Clinico aziendale dell’Azienda Usl Toscana Centro in merito alla morte del giovane diversamente abile, deceduto nel pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova nella serata di lunedì scorso.

 

Il giovane si trovava ancora all’interno della struttura di emergenza e urgenza (dov’era giunto per un trauma), quando è stato colto da un improvviso malore che lo ha portato al decesso, nonostante le manovre rianimatorie, fa sapere l'Azienda.

 

Il ragazzo, 21enne studente di Lettere, era arrivato in pronto soccorso a causa di una caduta, avvenuta nella stessa giornata di lunedì, fuori dalla facoltà di Lettere in piazza Brunelleschi, nei pressi della Rotonda. 

 

Da chiarire la dinamica del fatto: sembra che il giovane sia rimasto con la carrozzina incastrata in una buca, cadendo a terra. Il ragazzo era cosciente, ed è stato portato in ospedale, dove però in serata è deceduto per un malore.  

 

Il direttore del pronto soccorso ha così inoltrato la segnalazione al Rischio Clinico aziendale che, a sua volta, ha attivato la procedura di pre-analisi dalla quale non sono emerse criticità clinico-assistenziali.

 

L’Azienda ha comunque deciso di dare seguito alla procedura e, quindi, di analizzare il caso attraverso la metodologia del Rischio Clinico che prevede il coinvolgimento di tutti gli operatori sanitari che erano presenti in pronto soccorso quando il giovane è morto.

 

Il 21enne era un rappresentante di Lista Aperta, che su Facebook lo ricorda pubblicando una lunga lettera al Rettore e alla dirigenza dell'Ateneo. 

 

"Carissimi, vi scrivo per avvisarvi che ieri sera dopo cena è venuto a mancare all’improvviso Niccolò Bizzarri, studente ventunenne regolarmente iscritto al Corso di Studio in Lettere Antiche e rappresentante degli studenti nel suo CdS e nel Dipartimento SAGAS. Niccolò soffriva dalla nascita di una malattia degenerativa (la Sindrome di Duchenne) che lo ha progressivamente costretto alla disabilità motoria, tanto da vivere gli ultimi dieci anni in carrozzina. Ieri pomeriggio, uscendo dalla Biblioteca Umanistica in p.zza Brunelleschi, ha avuto una brutta caduta che inizialmente sembrava non avesse portato a danni irreversibili, ma in seguito, verso le 21, un arresto cardiaco lo ha condotto alla morte. Oltre che per informarvi del triste accaduto, però, ci tenevo a scrivervi per raccontarvi chi è Niccolò. Innanzitutto – e scrivo a nome della nostra Lista e di tutti i suoi amici – ci colpiva molto la sua serietà nello studio, nonostante la sua condizione e l’incertezza sul futuro: noi a volte, nella fatica, studiamo motivati dall’aspettativa di un lavoro, Nicco, invece, studiava gli esami con grande dedizione, piegato sul libro ma mai con affanno, come occasione di crescita nel presente. Solo per citare un esempio tra molti, lo scorso settembre aveva anche cominciato a seguire un seminario settimanale sul Simposio di Platone con alcuni studenti di filosofia, approfondendo liberamente e con impegno anche questo particolare. Commovente il suo modo di vivere la rappresentanza studentesca: nello scorso aprile era stato eletto nel Consiglio di Corso di Studio in Lettere; da allora non aveva perso una riunione. Era in Brunelleschi punto di riferimento per tutti, sempre sorridente, affabile, in movimento con la sua carrozzina fra l’uno e l’altro dei plessi del centro storico (memorabile per noi il suono del clacson con cui ci divertivamo nelle pause dallo studio). Dai portinai che gli aprivano la barriera ai tornelli ai custodi – che già ci sono venuti a chiedere notizie dell’accaduto, con grande apprensione –, dai compagni di corso ai professori, tutti l’avevano presente, lo stimavano e lo salutavano. Nicco era una persona impegnata nella realtà in tutti i suoi aspetti, e questo è ancora più commovente considerando la fatica che – senza farlo mai pesare – doveva fare. Per esempio quando per raggiungere l’università ogni mattina suo padre doveva accompagnarlo fino a p.zza Santissima Annunziata; o quando spesso chiedeva ai professori di spostare le aule per i corsi perché non riusciva a raggiungerle – finché, per sua grande gioia, non hanno cominciato a farlo senza sua sollecitazione, perché lo conoscevano –; o quando, infine, rimaneva per diversi minuti fuori dal portone della Biblioteca aspettando che qualcuno arrivasse perché da solo non riusciva ad aprirlo. Grazie a Nicco, abbiamo richiesto all’Ateneo di automatizzare quel portone (e l’intervento è stato ultimato lo scorso settembre), portando un beneficio a tutti gli studenti nella sua condizione. Insomma, era una presenza che non passava inosservata! Ci potremmo dilungare molto nel raccontarvi la sua vita, e saremmo ben contenti – se vorrete – di farlo a voce in una prossima occasione. Concludendo ci colpivano, nella costante incertezza del futuro, la serenità, la certezza, la fede e la passione con cui viveva la vita da universitario e da giovane uomo nel presente. Nonostante il dolore e la mancanza che Nicco ha lasciato tra tutti noi, suoi compagni di studio e amici, rimane la presenza e la testimonianza che è stato per noi e tra noi".

 

 

 

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