Meyer, intervento con un robot su un bambino con una malformazione cerebrale

Il bambino è stato dimesso e le crisi epilettiche sono controllate.

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mercoledì 21 agosto 2019 10:28

Operato un bambino di 11 anni all'ospedale Meyer con una complessa malformazione cerebrale con un innovativo intervento neurochirurgico neuroendoscopico condotto con l’aiuto del robot stereotassico.

 

L’intervento chirurgico, durato 8 ore, è stato condotto con l’ausilio di diverse tecniche integrate: utilizzando un casco stereotassico, secondo quanto riportato da una nota dell'ospedale, è stato fatto un piccolo foro nel cranio attraverso il quale è stata inserita una microtelecamera di 6 mm (tecnicamente un neuroendoscopio) dotata di un sistema laser di coaugulazione e mobilizzata da un braccio robotizzato controllato dal neurochirurgo. In questo modo, l’amartoma ipotalamico, malformazione profonda del cervello spesso causa di epilessia farmaco-resistente, è stato disconnesso e in parte distrutto, per circoscrivere e interrompere i circuiti neuronali responsabili delle crisi epilettiche.

 

Questo concentrato di tecnologie, gestite da un team multidisciplinare altamente specializzato, ha permesso di eseguire con successo l'intervento utilizzando una procedura meno invasiva e più accurata di quella a mano libera adottata tradizionalmente. Il bambino è stato dimesso in benessere e le crisi epilettiche sono controllate.

 

 L’intervento apre una nuova prospettiva terapeutica nell’ospedale fiorentino: “Il robot stereotassico, già utilizzato al Meyer da più di tre anni per altre procedure stereotassiche di alta complessità come biopsie e impianto di elettrodi cerebrali a scopo diagnostico e terapeutico, si è rivelato estremamente preciso ed efficace anche nelle procedure neuroendoscopiche – spiega il dottor Flavio Giordano, responsabile della Struttura SOSA Neurochirurgia funzionale e dell'epilessia, che ha condotto l’intervento – Questa triplice combinazione robot stereotassico/ neuroendoscopio /coagulazione laser potrà in futuro essere applicata anche al trattamento dei tumori cerebrali”, annuncia. Fondamentale, per l’acquisto di questa dotazione tecnologica all’avanguardia, è stato il sostegno della Fondazione Meyer.

 

 

 

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