La Toscana accoglie quattro bambini palestinesi per cure urgenti: una neonata ricoverata al Meyer di Firenze
La nuova operazione Medevac ha portato in Italia 26 pazienti e 91 loro familiari
martedì 10 febbraio 2026 10:58
Una neonata di meno di un mese intubata in aereo durante il viaggio di ritorno e ora presa in carico dagli specialisti dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Sono 26 i pazienti, per lo più piccoli o piccolissimi, arrivati in Italia in cerca di cure urgenti che nella striscia di Gaza non potevano avere. Quattro saranno accolti in Toscana. Con loro 91 familiari, tra genitori, fratelli e sorelle, e una sacca di peluches donati da un’associazione per rendere il viaggio meno grave di ansia.
Sono stati tre gli aerei dell’Aeronautica militare impegnati nella nuova operazione umanitaria congiunta Medevac di evacuazione sanitaria: dopo essere partiti nel tardo pomeriggio di ieri, 9 febbraio, da Eilat in Israele sono atterrati nella notte in Italia. Uno di questi, un C-130 con a bordo l’assessora al diritto alla salute della Toscana Monia Monni, è arrivato poco prima delle quattro a Pisa, mentre gli altri si sono diretti a Ciampino e Linate.
“E’ un viaggio difficile ma anche un viaggio bellissimo per la speranza che porta – ha commentato Monni - E’ stato reso possibile grazie ad una grande collaborazione nazionale e internazionale ma anche perché su quel volo ci sono le nostre sanitarie e sanitari e i nostri volontari toscani”. “Alla solidarietà senza confini della Toscana – ha proseguito - aggiungiamo la qualità delle cure della nostra sanità pubblica, dimostrata anche in questo caso”.
Diciannove su 26 pazienti bisognosi di assistenza sono minorenni e i bambini che arrivano in Toscana sono questa volta tra i più piccoli: due neonati e altri due sotto i due anni di vita. Andranno al Meyer, alle Scotte e in due all’ospedale del Cuore di Massa.
La neonata originaria di Gaza, accompagnata solo dalla zia, al momento si trova ricoverata nella Terapia intensiva neonatale del Meyer, in prognosi riservata. La piccola, che ha meno di un mese, ha una complessa malformazione vascolare del collo che ne compromette la respirazione. Il momento più delicato del viaggio è stato quello dell’intubazione, anche perché i medici sono stati costretti a eseguire la manovra a bordo dell’aereo. “L’intubazione è stata molto complessa – ha spiegato il dottor Roberto Baggi – ma una volta eseguita, il viaggio è stato relativamente tranquillo”. Dal Meyer fanno sapere che le condizioni della bambina sono stabili, ma dovrà essere sottoposta a una lunga serie di accertamenti per capire la natura della malformazione e decidere come procedere.
Non è la prima volta che la Toscana apre il suo cuore al mondo, offrendo la capacità e l’esperienza dei propri sanitari. “L’eccellenza della sanità toscana – ha commentato il presidente Eugenio Giani – si mette a disposizione, come sempre, di chi nel proprio Paese non può ricevere cure adeguate. Non importa se si tratti di una guerra, di una cataclisma naturale o di altro ad impedirlo. La Toscana è pronta ad allargare ogni volta le proprie braccia”. “Continueremo a farlo – ha concluso – ispirati da equità, accesso universale e lotta alle disuguaglianze che sono alla base della sanità pubblica in cui crediamo”.
L'operazione che ha portato complessivamente 117 palestinesi in Italia (tra cui ventisei pazienti) è stata resa possibile grazie al coordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri e alla sinergia tra il Ministero della difesa, il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il Ministero dell'interno, il Ministero della salute e il Dipartimento della Protezione civile, con il contributo della Croce rossa Italiana e delle strutture sanitarie coinvolte.
Foto Toscana Notizie
