Al Meyer nasce C’è Da Fare Safe Teen Firenze: un progetto per la salute mentale degli adolescenti

Il progetto per potenziare gli interventi sulla salute mentale in età adolescenziale

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venerdì 06 marzo 2026 19:55

Potenziare l’intervento precoce e intensivo nella salute mentale degli adolescenti: questo l’obiettivo di CDF Safe Teen Firenze, il progetto sviluppato da C’è Da Fare ETS in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer – IRCCS e la Fondazione Meyer, nell’ambito dell’Ambulatorio Adolescenti afferente alla Struttura complessa di Psichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’ospedale fiorentino.

 

L’iniziativa è stata presentata questa mattina nella Sala Pegaso di Palazzo Sacrati Strozzi. A spiegare i dettagli del progetto rivolto ai giovanissimi sono stati Silvia Rocchi e Paolo Kessisoglu, fondatori di C’è Da Fare ETS. Presenti il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, Marco Carrai, presidente della Fondazione Meyer, Emanuele Gori, direttore sanitario dell’AOU Meyer IRCCS e Tiziana Pisano, responsabile della Psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’ospedale fiorentino.

 

Il progetto si inserisce nel più ampio impegno con cui C’è Da Fare ETS sta costruendo una rete strutturata di interventi per la salute mentale degli adolescenti a livello nazionale, favorendo il confronto e la collaborazione tra le strutture sanitarie coinvolte.

 

In questo contesto, CDF Safe Teen Firenze propone un percorso ambulatoriale ad alta intensità rivolto ad adolescenti di età compresa tra i 12 e i 17 anni con grave sofferenza psicologica o psichiatrica, come comportamenti autolesivi, ideazione suicidaria, disturbi del comportamento alimentare, o ritiro sociale severo, che richiedono un intervento tempestivo e una presa in carico continuativa.

 

CDF Safe Teen Firenze prevede la presa in carico di 10 adolescenti residenti nell’area di competenza dell’AOU Meyer - IRCCS attraverso un percorso terapeutico integrato della durata di 12 mesi, con tre accessi settimanali e successiva continuità assistenziale. Il programma riunisce in un unico percorso coordinato interventi clinici, psicoterapici, educativi e riabilitativi, con il coinvolgimento costante dell’équipe multidisciplinare. L’obiettivo è contenere il rischio clinico nelle fasi più critiche, ridurre gli accessi in emergenza e prevenire la cronicizzazione del disagio, sostenendo al tempo stesso adolescenti e famiglie nel recupero del funzionamento personale, relazionale e scolastico.

 

L’iniziativa si inserisce nell’attività clinica della Struttura Complessa di Psichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’AOU Meyer – IRCCS. Per l’avvio del progetto C’è Da Fare ETS ha destinato un contributo di 42.500 euro, a sostegno delle attività previste. Anche la Fondazione Meyer contribuirà alla realizzazione del progetto.

 

“Questo progetto ha un doppio valore – commenta il presidente della Toscana, Eugenio Giani -. Stringe una nuova sinergia tra privato solidale e servizio sanitario pubblico, ma riconosce anche l’eccellenza del servizio sanitario pubblico toscano, in questo caso rappresentato dall’azienda ospedaliero universitaria Meyer e dalla sua attività rivolta ai bambini. Ribadisce infine l’importanza e necessità di attenzione al disagio psicologico e psichiatrico degli adolescenti, cresciuto dopo la pandemia”.

 

"Con CDF Safe Teen Firenze continuiamo a investire in interventi concreti e strutturati per la salute mentale in età adolescenziale. Crediamo che la tempestività e la continuità della cura possano fare la differenza nei momenti più delicati del disagio. Costruire una rete nazionale significa mettere in dialogo le eccellenze sanitarie dei territori e sostenere percorsi che non lascino soli gli adolescenti e le loro famiglie. La collaborazione con il Meyer rappresenta un passo importante in questa direzione", dichiarano Paolo Kessisoglu e Silvia Rocchi, fondatori di C’è Da Fare ETS.

 

“Negli ultimi anni – spiega Marco Carrai, presidente della Fondazione Meyer – ci siamo trovati sempre più spesso a dover dare risposta a quella che si sta configurando sempre più come un’emergenza tra i giovanissimi. Siamo felici di poter dare vita a un progetto che va in questa direzione, grazie alla collaborazione con una associazione che ha compreso l’importanza di aiutare gli adolescenti in difficoltà”.

 

“Stiamo assistendo – spiega Emanuele Gori, direttore sanitario dell’AOU Meyer IRCCS – a un drammatico aumento dei problemi di salute mentale tra i giovanissimi: negli ultimi tre anni sono infatti aumentati sia i numeri sia la gravità dei pazienti. I ragazzi ricoverati presentano soprattutto esordi psicotici, disturbi dell’umore con sintomi severi, autolesionismo con rischio suicidario, disturbi alimentari e condotte a rischio. Nel percorso di presa in carico di questi adolescenti il Meyer dà risposte alle emergenze e alle urgenze psichiatriche per poi affidarli ai servizi specialistici presenti sul territorio”.

 

 

 
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