Ricevono fondi per costruire una barca eco compatibile, ma li dirottano in paradisi fiscali

Cronaca
02/07/2019

Sequestrata una villa da 2 milioni e mezzo di euro

Oltre un milione di euro di fondi pubblici, volti al finanziamento della progettazione e realizzazione di un’innovativa imbarcazione eco-compatibile, sarebbe stato in larga parte distratto verso altre finalità. Questo il risultato delle indagini della Guardia di Finanza di Firenze.



L’imbarcazione all’avanguardia doveva essere realizzata presso un cantiere nautico della costa settentrionale della Sardegna, progettata con avveniristici sistemi propulsivi, tali da permettere una navigazione “eco-compatibile” anche in aree marine protette e costruita mediante step di lavorazione a bassissimo impatto ambientale, in quanto caratterizzati dal completo riciclo dei materiali di costruzione. 



Per tale realizzazione, la società titolare del cantiere nautico, con sede legale in Castelfiorentino,  in provincia di Firenze, aveva ricevuto i fondi co-finanziati, in relazione al Programma Operativo Regionale della Toscana - obiettivo "Competitività Regionale e Occupazione” del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2007-2013. 



Le indagini, secondo quanto riporta una nota della Guardia di Finanza, hanno accertato che i soldi del finanziamento, percepiti dalla società, sarebbero poi stati dirottati verso altre società riconducibili all’amministratore di fatto dell’impresa - un 50enne italiano residente a Malta - attraverso fatturazioni infragruppo, vietate dalla normativa comunitaria e fittizie, nonché contratti stipulati con un’ulteriore società ubicata in un paese a fiscalità privilegiata. 



Nel frattempo, l’imbarcazione veniva costruita diversamente da quanto previsto dal progetto finanziato, mediante l’utilizzo di un vecchio scafo, acquisito da un altro cantiere nautico. 
Le distrazioni effettuate causavano altresì una situazione di insolvenza della società, che si aggravava allorquando anche una lussuosa villa ubicata in Costa Smeralda veniva sottratta dal patrimonio della società, per essere conferita in un fondo patrimoniale costituito dallo stesso 50enne. 



Dalle indagini sono emerse altre condotte dissipative dei beni aziendali, tra le quali la rinuncia a crediti nei confronti di altre società del “gruppo” e la cessione di azioni di una società controllata ad un prezzo inferiore al loro valore. 



Al 50enne, amministratore di fatto delle società coinvolte, e al legale rappresentate della società nautica, un 45enne residente a Olbia, sono stati contestati i reati di bancarotta fraudolenta e di infedeltà patrimoniale e nei giorni scorsi è stato sequestrato il complesso residenziale, costituito da villa, due dependance e terreno, per un valore di circa 2 milioni e mezzo di euro.

 

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