Sanità, la Toscana assume 150 medici per i reparti di emergenza

Salute
29/06/2019

L'assessore Saccardi: 'In Toscana abbiamo deciso di investire sui giovani'

Centocinquanta nuovi medici da lunedì si aggiungeranno al personale già in forza ai pronti soccorso della Toscana, che nel 2018 hanno contato oltre un milione e mezzo di accessi. In 133 saranno a lavoro fin da lunedì, gli altri prenderanno servizio nelle prossime settimane. Medici generici, al massimo trentacinquenni, che per due anni si formeranno e lavoreranno nei reparti di emergenza. 

 

È la risposta toscana ad un problema che interessa tutta Italia, rende noto in un comunicato l'agenzia di informazione della Giunta Regionale, e che ha a che fare con la carenza di programmazione dei governi nazionali delle ultime legislature. Un’azione a carattere straordinario che la Regione ha deciso di mettere in atto per dare ossigeno a settori in grave sofferenza di organico, a partire appunto dai reparti di emergenza.

 

"Dal Governo Monti in poi qualcuno ha deciso di tagliare le borse di studio per gli specializzandi, come si volesse dismettere il servizio pubblico o appaltarlo ai privati - ha spiegato il presidente della Toscana Enrico Rossi - Di fronte al fallimento dei governi nazionali sulla programmazione abbiamo fatto con loro un patto. Li mettiamo a lavorare per quello che sanno già fare. Così questi giovani ci aiuteranno a salvare il servizio sanitario pubblico e evitarne la privatizzazione. Giovani medici di una generazione desiderosa e abituata a lavorare e formarsi sul campo". 

 

C'è chi ha proposto di tamponare l'emergenza utilizzando medici in forza all'esercito, chi assumendo medici dalla Romania oppure richiamando in servizio chi era già in pensione. "In Toscana abbiamo deciso di investire sui giovani – ha spiegato l'assessore alla salute, Stefania Saccardi – Siamo partiti dai reparti di emergenza perché quelli più sotto pressione e l'abbiamo voluto fare subito e velocemente, a ridosso di uno dei momenti di maggior accesso che è l'estate, soprattutto nelle località turistiche. L'impegno successivo sarà quello di parlare con il Ministero affinchè questa esperienza sia valorizzata e tenuta di conto nell'accesso ai concorsi di specializzazione".

 

Dei primi 133 medici che saranno a lavoro fin da lunedì, 52 sono stati assegnati alla Asl Centro, 43 all'Asl Nord Ovest e 38 a quella Sud est. Per loro sono previsti due mesi di formazione seguiti da un tutor, poi l'assunzione per 22 mesi e l'assegnazione alle singole strutture distribuite sul territorio, comprese le aziende universitarie ospedaliere. Qualche esempio? Da Prato a Borgo San Lorenzo, da Pescia a Pistoia, Empoli, Careggi, Torregalli o Santa Maria Nuova, da Grosseto ad Arezzo, Montevarchi, Poggibonsi o Nottola. 

 

La spesa, 25mila euro l'anno per medico, 3 milioni e 750mila in un anno, sarà interamente sostenuta con risorse regionali.

 

Ma quella dei medici dei Pronto soccorso non è l'unica misura che la Toscana ha deciso di mettere in atto. "Continueremo a coprire, con nostre risorse, le borse di studio necessarie ma che il Ministero non garantisce – sottolinea Rossi – Già l'anno scorso l'abbiamo fatto per cento borsisti". L'elenco per il 2019 sarà inviato al Ministero entro il 3 luglio, ovvero metà della prossima settimana. "Chiederemo però – avverte l'assessore Saccardi – che chi ne usufruirà sia vincolato a lavorare poi all'interno del sistema sanitario toscano per almeno cinque anni".

 

La Toscana è pronta anche a partire con un concorso aperto agli specializzandi del quarto e quinto anno, in modo da accorciare i tempi amministrativi per l'assunzione al momento del completamento del ciclo di formazione. Ma in questo caso si tratterebbe di medici già presenti in corsia e che, quindi, non porteranno nell'immediato ad un aumento degli organici.

 

Foto tratta dalla pagina Twitter di Enrico Rossi
 

 

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