Lucida Mansi, la nobildonna toscana che vendette l'anima al Diavolo
Secondo la leggenda seduceva e uccideva i suoi amanti, viveva circondata da specchi e fece un patto con il Diavolo per non invecchiare. La storia di Lucida Mansi, tra realtà e mistero
giovedì 29 ottobre 2026 13:27
Bellissima, ricca, spietata e toscana. Secondo la tradizione Lucida Mansi seduceva giovani uomini per poi ucciderli, viveva circondata da specchi e, pur di non invecchiare, arrivò a vendere la propria anima al Diavolo.
Sembra la trama di un horror in costume, ma Lucida Mansi è esistita davvero. Era una nobildonna del Seicento, appartenente a una delle famiglie più importanti di Lucca. Attorno alla sua figura, nel corso dei secoli, si è però costruito un racconto fatto di omicidi, passaggi segreti e apparizioni.
Dove finisce la storia e dove comincia la leggenda?
Lucida apparteneva alla famiglia lucchese dei Saminiati. Sposò in prime nozze Vincenzo Diversi e, successivamente, Gasparo Mansi, esponente di una delle famiglie più facoltose della città. Sono questi alcuni dei pochi elementi biografici che possiamo ricostruire con certezza.
Secondo la tradizione, Lucida era una donna di straordinaria bellezza, ma anche terribilmente vanitosa. Amava ammirarsi al punto da riempire la propria dimora di specchi. Ne avrebbe fatto collocare uno persino all'interno della Bibbia, per potersi guardare anche durante la preghiera.
Ma Lucida non si accontentava di essere ammirata. Amava sedurre giovani uomini, intrattenendo relazioni clandestine lontano dagli occhi del marito. E, quando si stancava di loro, se ne liberava.
Dopo aver trascorso la notte con lei, secondo la leggenda, gli uomini venivano accompagnati verso un passaggio segreto: una botola nascosta nel pavimento si sarebbe aperta sotto i loro piedi, facendoli precipitare in un pozzo disseminato di lame affilate.
Le versioni della storia non concordano nemmeno sul luogo di questi presunti delitti: alcune indicano Villa Mansi, altre il Castello di Catureglio, sulle colline lucchesi. Di questi omicidi, però, non esistono prove storiche accertate.
La bellezza, per Lucida, sarebbe stata più importante di qualsiasi altra cosa. Persino della propria anima.
La leggenda racconta che un giorno, osservandosi allo specchio, la nobildonna si accorse di una piccola ruga sul viso. Il primo segno del tempo che avanzava. Proprio allora le sarebbe apparso il Diavolo, pronto a offrirle ciò che desiderava più di ogni altra cosa: trent'anni di giovinezza e bellezza immutata. Il prezzo era la sua anima e Lucida accettò.
Per trent'anni continuò a vivere senza che il tempo lasciasse tracce sul suo volto. Allo scadere del patto, Lucida tentò di sfuggire al proprio destino correndo verso la Torre delle Ore, nel centro di Lucca. Se fosse riuscita a fermare l'orologio prima della mezzanotte, forse avrebbe potuto ingannare il suo creditore.
Il Diavolo la raggiunse e la trascinò su una carrozza infuocata, attraversando le strade della città fino al laghetto dell'Orto Botanico. Qui la carrozza sprofondò nelle acque, portando Lucida con sé. Si racconta che ancora oggi, nelle notti di luna piena, sia possibile scorgere il volto di Lucida riflesso sulla superficie del laghetto.
La Lucida storica, invece, morì nel 1649, secondo alcune ricostruzioni probabilmente durante un'epidemia di peste. Suo marito Gasparo Mansi le sopravvisse per molti anni e si risposò nel 1651.
Di lei, al di là dei pochi dati biografici, sappiamo ancora molto poco. Non ci sono prove che fosse un'assassina, né che la sua bellezza fosse davvero un'ossessione.
Eppure, quasi quattro secoli dopo, il suo nome continua a vivere. Bellissima, ricca, spietata e toscana.
