Firenze, da ottobre fino a 1.000 euro di welfare aziendale per i dipendenti comunali
L'assessora al personale Sparavigna: 'Investiamo nelle persone che ogni giorno garantiscono il funzionamento della macchina comunale'
lunedì 15 giugno 2026 13:25
Da ottobre i dipendenti del Comune di Firenze potranno attivare il welfare aziendale che prevede un contributo fino a 1.000 euro per utenze domestiche, canoni di affitto e spese sociali.
È uno degli step previsti dalla dichiarazione congiunta con la delegazione trattante dell’Amministrazione con la RSU sulla definizione e la ripartizione del Fondo per le risorse decentrate al termine di un percorso di confronto con le rappresentanze sindacali. Nei prossimi mesi saranno effettuati i passaggi istituzionali che si concluderanno con l’accordo definitivo preliminare all’attivazione del welfare prevista nel mese di ottobre.
“Con questo accordo compiamo una scelta precisa: investire nelle persone che ogni giorno garantiscono il funzionamento della macchina comunale e la qualità dei servizi rivolti alla cittadinanza – dichiara l’assessora al personale Laura Sparavigna –. Il welfare aziendale non è soltanto una misura di sostegno economico, ma rappresenta un nuovo modo di intendere il lavoro pubblico, fondato sulla valorizzazione delle competenze, sul benessere organizzativo e sulla capacità di attrarre e trattenere professionalità qualificate. Abbiamo saputo cogliere le opportunità offerte dalla nuova normativa nazionale, mettendo in campo un intervento da 9 milioni di euro nel 2026 grazie a un lavoro attento di razionalizzazione e di gestione efficiente delle risorse oltre che sfruttando le opportunità offerte dal decreto sulla Pubblica Amministrazione”. Si tratta della possibilità per i comuni virtuosi di incrementare il trattamento accessorio del personale e Palazzo Vecchio, come datore di lavoro di 4.000 dipendenti, ha scelto di cogliere questa opportunità.
“In un periodo segnato dall’aumento del costo della vita, offrire un aiuto concreto ai dipendenti significa anche rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie e riconoscere il valore del loro impegno quotidiano – sottolinea l’assessora Sparavigna – . L’intesa raggiunta con le rappresentanze sindacali è il risultato di un confronto serio e costruttivo, che conferma la volontà dell’Amministrazione di condividere le scelte strategiche che riguardano il personale. Continuiamo così un percorso già avviato di attenzione nelle misure di conciliazione casa-lavoro e la revisione dei criteri per il buono pasto, nella convinzione che una pubblica amministrazione moderna passi dalla qualità delle condizioni di lavoro di chi ne fa parte”.
Nel dettaglio il welfare aziendale prevede misure finalizzate a migliorare il benessere lavorativo e la qualità della vita dei dipendenti. Il nuovo pacchetto sarà orientato a sostenere direttamente il reddito dei dipendenti. È previsto un contributo di 1.000 euro a dipendente, erogato sotto forma di rimborso per spese sostenute per utenze domestiche, canoni di affitto e spese sociali. Nel mese di ottobre il dipendente potrà caricare la documentazione e ottenere il relativo rimborso spalmato nelle buste paga dei due mesi successivi.
Circa 5 milioni di euro finanzieranno invece indennità, produttività e progressioni, con l’obiettivo di sostenere la crescita delle professionalità interne, riconoscendo l’impegno, le competenze e le responsabilità del personale.
Questo intervento si inserisce in un percorso più ampio di attenzione alle condizioni di lavoro già avviato dal Comune. Negli ultimi mesi sono stati rivisti i criteri di maturazione del buono pasto, introdotte misure di conciliazione vita-lavoro con l’obiettivo di coniugare innovazione, flessibilità e una più efficace organizzazione del lavoro.
“Il nostro obiettivo è mettere in campo tutte le misure per rendere il Comune un posto di lavoro attraente non solo per i nuovi dipendenti ma anche per chi già è in servizio. I numeri parlano chiaro: le amministrazioni locali continuano a perdere personale e non parlo dei pensionamenti, penso alle dimissioni volontarie legate agli stipendi ancora modesti soprattutto in rapporto al costo della vita particolarmente alto nelle grandi città. Le misure che abbiamo definito cercano di dare una risposta concreta a queste difficolta” conclude l’assessora Sparavigna.
“La contrattazione decentrata ha puntato a migliorare anzitutto la condizione salariale delle lavoratrici e dei lavoratori del nostro ente, in un contesto in cui inflazione e sperequazione salariale gravano sulle condizioni di vita dei lavoratori e delle loro famiglie – dichiarano i rappresentanti sindacali della RSU –. L'adozione del welfare aziendale, intanto, concede un momento di respiro. Il lavoro iniziato nel 2025 proseguirà nel 2026 e nel 2027, col fine di aumentare la platea dei percettori delle indennità anche per quei profili che ad oggi non la percepiscono”.
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