Chirurgia plastica e ricostruttiva pediatrica, nuova sinergia tra San Giovanni di Dio e Meyer

Due equipe multidisciplinari per migliorare la qualità di vita di piccoli pazienti e adolescenti

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mercoledì 15 aprile 2026 16:33

Un innovativo percorso di chirurgia plastica e ricostruttiva pediatrica del San Giovanni di Dio, progettato per garantire la continuità assistenziale di coloro che, nati con patologie malformative, diventano adulti e devono proseguire i trattamenti al di fuori del ricovero pediatrico, che sigla una nuova e importante sinergia tra l'Azienda sanitaria Asl Toscana centro e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Meyer Irccs, che condividono da pochi mesi un percorso dedicato ai piccoli pazienti, anche adolescenti, seguiti dalla valutazione preoperatoria al trattamento chirurgico fino ai controlli successivi all’intervento.

 

Il progetto, unico in Toscana, come spiegano le due aziende sanitarie, mette insieme i professionisti della chirurgia vascolare del San Giovanni di Dio, sotto la direzione di Stefano Michelagnoli - anche Direttore del dipartimento specialistiche chirurgiche della Asl Toscana centro - e l’équipe di chirurgia plastica pediatrica del Meyer guidata da Flavio Facchini, responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica Pediatrica e Centro Ustioni.

 

Due team multidisciplinari che collaborano per offrire percorsi di alta specializzazione e un’assistenza sempre più vicina ai pazienti e alle loro famiglie: da un lato il team del San Giovanni di Dio, con il ruolo di raccordo di Clara Pigozzi della Direzione della Chirurgia Vascolare, dall’altro il team del Meyer, coordinato dalla dottoressa Alessandra Martin, dell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica Pediatrica

 

“La prima seduta risale a marzo e siamo intervenuti ad oggi su due pazienti – spiega Michelagnoli – Si tratta di un progetto ancora nelle fasi iniziali ma con un grande potenziale: potrà garantire continuità assistenziale a giovani pazienti che non possono più essere ricoverati in un ospedale pediatrico, mantenendo al tempo stesso il rapporto di fiducia costruito nel tempo con i professionisti”.

 

I pazienti coinvolti sono adolescenti o giovani adulti con patologie malformative dell’infanzia. In particolare, il percorso è dedicato al trattamento delle anomalie della parete toracica anteriore, tra cui petto escavato, petto carenato, sindrome di Poland, oltre agli esiti e condizioni complesse, come esiti di labiopalatoschisi, esiti cicatriziali da ustioni o da traumi, pazienti affetti da neurofibromatosi. Attraverso le tecniche della chirurgia plastica e ricostruttiva è possibile intervenire migliorando sia l’aspetto estetico sia la funzionalità, con un impatto significativo sulla qualità della vita dei pazienti.

 

La sinergia tra le due strutture nasce anche con una prospettiva di sviluppo futura, che include il trattamento delle anomalie vascolari complesse, quali malformazioni venose, malformazioni artero-venose, malformazioni linfatiche. In questo ambito, la collaborazione tra chirurghi vascolari e chirurghi plastici rappresenta un elemento chiave per garantire un approccio multidisciplinare altamente specializzato, capace di integrare competenze diverse e offrire soluzioni terapeutiche personalizzate.

 

Questo modello, concludono le aziende, organizzativo consente di migliorare l’efficacia degli interventi, ridurre i rischi, ottimizzare i risultati estetici e funzionali e accompagnare i pazienti in un percorso di cura continuativo nel tempo.

 

 

 
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