Da Firenze all’Uganda: missione sanitaria al St. Mary’s Lacor Hospital
Visitati 125 pazienti e 59 sottoposti a intervento chirurgico
venerdì 27 marzo 2026 16:59
Si è recentemente conclusa una nuova missione sanitaria nella Regione di Gulu, nel nord dell’Uganda, presso il St. Mary’s Lacor Hospital, il più grande ospedale non profit dell’Africa equatoriale e importante polo universitario della Facoltà di Medicina locale. L’iniziativa è stata realizzata grazie a un progetto approvato dalla Regione Toscana e sostenuto dal Centro di Salute Globale, con il contributo e l’impegno congiunto di tre aziende sanitarie toscane: Ausl Toscana Centro, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi e Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese.
La missione, svoltasi dal 9 al 24 gennaio, ha visto la partecipazione di un’équipe multidisciplinare composta da Enrico Vallin e Valentina Mancini, otorinolaringoiatri; Alessandra Melai e Marco Luchini, anestesisti; Camilla Bing, chirurgo generale, tutti della AUSL Toscana Centro; da Roberto Santoro, specialista in audiologia e chirurgia oncologica testa-collo dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi; e da Giovanni Giannò, infermiere strumentista della stessa azienda ospedaliera.
L’attività si inserisce in un percorso di cooperazione sanitaria già avviato negli anni precedenti e finalizzato allo sviluppo della chirurgia tiroidea presso l’ospedale ugandese. Il focus specifico di questa missione si è concentrato sul trattamento dei casi più complessi di patologia tiroidea, in particolare sugli ipertiroidismi clinici che richiedono interventi di tiroidectomia totale.
Nel corso delle due settimane di attività è stata svolta un’intensa attività clinica e chirurgica: complessivamente sono stati visitati 125 pazienti, mentre 59 sono stati sottoposti a intervento chirurgico, tra cui lobectomie tiroidee e tiroidectomie totali. Gli ipertiroidismi rappresentano condizioni particolarmente delicate, che richiedono un’accurata preparazione farmacologica preoperatoria, competenze anestesiologiche e chirurgiche avanzate e un attento monitoraggio post-operatorio, indispensabile per ridurre il rischio di complicanze.
Gli interventi chirurgici e le terapie farmacologiche sono stati resi possibili grazie al contributo di donazioni private e a uno specifico sostegno della Banca di Cambiano. Rimane tuttavia rilevante il problema del costo della terapia sostitutiva necessaria dopo la tiroidectomia totale: alcuni pazienti, infatti, hanno rinunciato all’intervento per difficoltà economiche, come si apprende dall'Asl Toscana Centro. In Uganda il costo delle cure sanitarie è generalmente sostenuto direttamente dai pazienti e dalle loro famiglie, e l’accesso alle terapie croniche rappresenta ancora oggi un ostacolo significativo, soprattutto nelle aree rurali più svantaggiate.
Accanto all’attività clinica, la missione ha confermato una forte componente formativa. Proseguendo il percorso avviato nelle missioni precedenti, il personale sanitario locale è stato coinvolto in attività di training chirurgico e clinico. I chirurghi dell’ospedale sono oggi in grado di eseguire autonomamente numerosi interventi tiroidei meno complessi e alcuni casi selezionati di tiroidectomia totale.
Tra i risultati concreti della missione si segnala inoltre la donazione al laboratorio interno dell’ospedale di un emogasanalizzatore, strumento specialistico trasportato dall’Italia e fondamentale per la valutazione dei livelli di calcio nel periodo post-operatorio.
A conclusione della missione sono state inoltre elaborate specifiche linee guida operative a supporto dell’attività dei medici locali e degli anestesisti della terapia intensiva, con l’obiettivo di consolidare le competenze acquisite e migliorare ulteriormente la gestione dei pazienti affetti da patologie tiroidee.
