Pinocchio, a Firenze una nuova versione a fumetti per i 200 anni di Collodi

Presentato il lavoro dell’illustratore Carlo Alberto Vanalesta a Palazzo Strozzi Sacrati

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venerdì 27 marzo 2026 14:00

La fiaba di Le avventure di Pinocchio viene ricordata in questi giorni a Firenze, in occasione dei 200 anni dalla nascita del suo autore Carlo Collodi. Per l’anniversario, l’illustratore Carlo Alberto Vanalesta ha realizzato una sua versione a fumetti di Pinocchio, presentata giovedì 26 marzo, a Palazzo Strozzi Sacrati.

 

All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, Anna Maria Iacobacci, presidente dell’associazione culturale Pinocchio Carlo Lorenzini, Antonio Giannelli, presidente dell’associazione Colors for Peace, Michele Lazzerini per l’editore Fiorenza e Andrea Balestri, interprete di Pinocchio nello sceneggiato del 1972 diretto da Luigi Comencini.

 

“Come poche altre fiabe create dalla letteratura per l’infanzia – nelle parole del presidente della Regione Eugenio Giani – Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, nel suo titolo originale e completo, ha saputo, con straordinaria semplicità ed immediatezza, descrivere vicende, valori e situazioni tipicamente toscane traducendole in un linguaggio che ha ispirato autori ed artisti di tutto il mondo in ogni campo della creatività: dalla pittura alla scultura fino all’illustrazione ed alle tecniche visive moderne del cartone animato in ogni sua declinazione, dalla forma moderna, classica e discussa di Walt Disney, nel 1994 inclusa nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti per la sua conservazione, alle realizzazioni digitali fino alle versioni sviluppate con l’intelligenza artificiale”.

 

“In ogni sua versione, in una fiaba che si fa romanzo – aggiunge Giani – Pinocchio mantiene il suo carattere genuinamente toscano che non deriva solo dalle sue origini geografiche ma da un modo di vivere e sentire. La Toscana di Collodi è quella che si ispira a luoghi reali che diventano dimore della fantasia. Per questo la toponomastica è così importante nell’opera di Carlo Lorenzini e la sua capacità evocativa ha ispirato tutti i paesi del mondo, che trovano a casa loro la quercia da cui prende ispirazione Pinocchio, la trattoria, lo specchio d’acqua che fa da scenario all'ingresso nella bocca della balena. I disegni di Vanalesta sono oggi una nuova interpretazione toscana di un classico della toscanità”.

 

“Ogni volume dedicato a Pinocchio – aggiunge Anna Maria Iacobacci – ci fa entrare in un modo nuovo in un universo che conosciamo da sempre e che ogni volta ci sorprende con nuove forme e nuovi linguaggi. Nella versione di Vanalesta già dalla copertina siamo accolti da un messaggio chiaro e immediato: il colore arancione così vivo e luminoso capace di trasmettere subito energia, vitalità e gioia di vivere. Un colore che non passa inosservato e fa tornare tutti un po' bambini. Lo sguardo adulto si ferma invece sui disegni, i tratti, e tra questi spicca la figura della fata Turchina, che è reinterpretata dall'autore con una delicatezza particolare”.

 

“Non è solo un personaggio – continua Anna Maria Iacobacci – è un gesto d'amore. Vanalesta ha voluto dedicare quest'opera alla sua nipotina e nei lineamenti della fata si intravedono proprio le sue sembianze. In queste tavole si percepisce chiaramente un sentimento profondo fatto di cura, tenerezza e protezione. Questo dettaglio, secondo me, rende il libro ancora più intimo, più autentico, perché ci ricorda che l'arte, quando nasce da un sentimento vero, riesce a parlare a tutti. Il linguaggio scelto è quello del fumetto, che oggi più che mai rappresenta una forma espressiva, potente e accessibile. Il fumetto non semplifica la storia, ma la rende immediata, visiva, capace di arrivare a lettori di ogni età”.

 

“Carlo Alberto Vanalesta – aggiunge Antonio Giannelli – nelle sue illustrazioni si è attenuto in modo puro e lineare alla fiaba di Collodi realizzando un libro che ha anche finalità sociali, in quanto parte del ricavato delle vendite andrà ad aiutare organizzazioni che si occupano delle bambine e dei bambini meno fortunati. Nel disegnarlo Vanalesta ha messo passione e tutta la sua apprezzata tecnica”.

 

 

 
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