Nuova strada Pistoiese-Rosselli, Palagi: 'Per ARPAT inquina di più e non migliora la viabilità'
'Il Comune ignora ARPAT'. La risposta di Palazzo Vecchio: 'Istanza ritirata per approfondimenti progettuali'
giovedì 05 marzo 2026 10:49
Nuove polemiche sulla nuova strada Pistoiese-Rosselli, lungo il Fosso Macinante, nell'ambito del piano ex Ogr (Officine Grandi Riparazioni) in zona Porta al Prato-Leopolda a Firenze.
Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune e Francesca Lupo di Sinistra Progetto Comune Quartiere 1 portano alla luce una doppia relazione di ARPAT del 2023 in merito alla richiesta del Comune di Firenze di un parere di verifica di assoggettabilità a VIA (Valutazione Impatto Ambientale) poi ritirato poco dopo.
“Abbiamo chiesto ad ARPAT la documentazione relativa alle trasformazioni dell’area ex OGR, in prossimità delle Cascine. La cosa più eclatante è il comportamento del Comune di Firenze rispetto alla Pistoiese-Rosselli. Si parte con una richiesta di Palazzo Vecchio “di verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale”. Le risposte non piacciono, evidentemente, e alla fine l’istanza viene ritirata, il tutto nello stesso 2023. Leggendo la documentazione tutto appare davvero clamoroso", spiegano Palagi e Lupo.
"Tra le conclusioni di ARPAT, possiamo infatti leggere: «Si ritiene opportuno assoggettare a VIA quanto in progetto». E la Direzione Sistema Tramviario Metropolitano replica: «con la presente si ritira l’istanza di verifica di assoggettabilità». Ma allora cosa abbiamo chiesto a fare un parere?
La verità è che il Comune non ha idea di come replicare a evidenze tecniche e scientifiche, nonostante la Sindaca Funaro e il Presidente della Regione Giani dicano il contrario, senza conseguenze (fino a oggi). I pareri di ARPAT sono addirittura due, a distanza di poco tempo l’uno dall’altro. Palazzo Vecchio prova a dare riscontro a una lunga serie di osservazioni rimandando tutto a nebulose fasi successive. L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Toscana prende atto, si ritiene insoddisfatta, anche perché mancano sostanzialmente tutti i dati che aveva richiesto, e allora avverte: serva la VIA. A quel punto il Comune ritira tutto, avvertendo che tanto entrerà in vigore il nuovo Piano Operativo. Basta davvero questo per ignorare un’autorità pubblica, il cui scopo è difendere la salute delle persone e il territorio?".
"Quando il Presidente Giani e l'Assessore Giorgio nei giorni scorsi hanno dichiarato che la strada servirà per diminuire il traffico, ignoravano i pareri di ARPAT consapevolmente o erano del tutto ignari di cosa comporta finanziare la realizzazione di nuove strade?", continuano da Sinistra progetto comune. "Una politica che ignora la realtà è pericolosa. E la realtà è che ARPAT chiarisce che con la Pistoiese Rosselli: aumenteranno le emissioni, diminuiranno i mezzi del trasporto pubblico in circolazione (troppi tagli di corse su gomma, a fronte della sola nuova linea tramviaria) e non migliorerà la situazione del traffico, perché comunque tutto confluirà sul medesimo nodo finale costituito da «Porta al Prato-Leopolda». Il tutto basandosi su dati forniti dal Comune stesso!
Porteremo il tema in aula lunedì con un question time. Mentre sotto riportiamo una serie di criticità evidenziate da ARPAT".
Palagi e Lupo forniscono poi alcuni estratti delle relazioni di ARPAT, secondo le quali «Non risulta evidente il beneficio ambientale derivante dal nuovo asse viario. Infatti, sull’asse viario Pistoiese-Ponte alle Mosse, il cui alleggerimento è il motivo di costruzione di questo nuovo asse, le concentrazioni per il parametro NO2, sul recettore R10, posto in via Ponte alle Mosse, aumentano nelle due ipotesi studiate. […] Questo a fronte di una diminuzione dei mezzi pubblici che percorreranno l’area, in quanto non sono più previsti i passaggi di numerose linee di mezzi pubblici. […] Al contempo i recettori soggetti alla nuova viabilità sull’asse Pistoiese-Rosselli sono sottoposti ad un aumento delle concentrazioni di NO2». Inoltre sarebbe mancata "la simulazione acustica per il nuovo parcheggio scambiatore “Svincolo Indiano”", mentre "l’asfalto a bassa rumorosità ipotizzato per mitigare l’impatto acustico della nuova strada presenta diverse criticità rispetto alla sua efficacia". Per quanto riguarda il rumore «Lo studio è altresì privo di una valutazione dell’impatto futuro sul tratto di viabilità già esistente comprendente via Michelucci e via Gabbuggiani che, essendo strade ad alta densità residenziale, rappresentano una criticità rispetto alla popolazione esposta». Per quanto concerne l'ambiente idrico, «Non sono stati analizzati i possibili impatti che quanto in progetto potrà produrre sulle acque superficiali e sull’ecosistema che le caratterizza nei punti di interferenza diretta (Canale Macinante e Canale Goricina) e nei punti di interferenza indiretta (prossimità al Canale Goricina e al Canale Macinante), individuando anche le misure di mitigazione specifiche per ciascuna zona di interferenza in relazione agli interventi previsti. Sarebbe opportuno valutare la possibilità di ridurre o eliminare i numerosi tombamenti (Canale Macinate e Canale Goricina) previsti dal progetto. Si ricorda che qualsiasi intervento sui corsi d’acqua non deve produrre alterazioni negative sullo stato qualitativo degli stessi. Non risultano analizzati gli impatti che si potrebbero produrre sulle acque sotterranee a causa degli interventi previsti».
Sul suolo e sottosuolo, «Nella documentazione presentata non risulta effettuata una valutazione degli impatti sul suolo/sottosuolo che l’intervento in oggetto potrebbe produrre a seguito della realizzazione degli interventi ritenuti più critici. Per quanto riguarda i siti contaminati e/o potenzialmente contaminati che interessano le zone di intervento si rivela la presenza di possibili criticità nella realizzazione della viabilità in progetto, con particolare riguardo alla zona Le Piagge».
In conclusione, scriveva ARPAT come riportato da Palagi e Lupo, «Si osserva che non è stata valutata l’ipotesi di realizzare le sole opere di raccordo locale a servizio della tramvia escludendo la realizzazione della strada di scorrimento e penetrazione urbana. Questa ipotesi è da valutare poiché la tramvia e la strada sono in competizione e perché dallo studio diffusionale non risultano evidenti vantaggi ambientali neanche lungo l’asse Pistoiese-Ponte alle Mosse. Si ritiene opportuno assoggettare a VIA quanto in progetto. Per il progetto di viabilità qui analizzato sarebbe opportuno valutare l’effettiva significatività dell’intervento a fronte degli scenari prossimi futuri volti alla riduzione generale del traffico urbano. Gli impatti ambientali delle emissioni, che prevedono un aumento seppur lieve, in un contesto di generale diminuzione negli anni degli stessi, rendono necessaria la verifica dell’opzione zero di non realizzazione della strada, opzione valutabile solo in fase di VIA. Anche gli impatti di rumore, non valutati nella zona di nuova edificazione dell’OGR, necessitano di ulteriori approfondimenti. Infine si osserva che comunque anche la viabilità oggetto di intervento andrà a confluire verso il medesimo nodo finale costituito da Porta al Prato-Leopolda».
In merito a quanto evidenziato sulla procedura di assoggettabilità a VIA del progetto della nuova strada Pistoiese-Rosselli, gli uffici del Comune precisano che “L’istanza di verifica di assoggettabilità a VIA del 2023 relativa all’intervento delle opere viarie connesse alla linea 4.1 è stata ritirata per provvedere agli approfondimenti progettuali resisi necessari nel corso della procedura stessa. Una scelta motivata dal fatto che le tempistiche necessarie per l’espletamento di tali sviluppi non erano compatibili con quelle previste dalle norme per la conclusione della procedura in essere".
"In questo senso – continua Palazzo Vecchio -, il ritiro è stato effettivamente volto a recepire e implementare le richieste emerse dai contributi dei vari enti coinvolti, nell’ottica di presentare una nuova istanza di verifica di assoggettabilità a VIA (istanza che sarà inevitabilmente quindi attivata al momento dovuto). Inoltre la normativa in tema (D.lgs. 152/2006 art. 19 c. 6), in caso di mancata risposta ai chiarimenti e alle integrazioni richieste dagli enti coinvolti, prevede il respingimento dell’istanza e quindi la sua archiviazione. In sostanza, quindi, in caso non si fosse ritirata l’istanza, l’esito della procedura sarebbe stato di fatto paragonabile al ritiro, e non certo, invece, automaticamente l’assoggettazione a VIA dell’intervento”.
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