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Presidio davanti agli Uffizi per i lavoratori dei servizi museali di Firenze

Programmato anche lo sciopero: 'La ricchezza prodotta dal turismo deve essere distribuita anche a chi ci lavora'

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venerdì 16 giugno 2023 12:59

Un presidio domani, sabato 17 giugno, davanti alla Galleria degli Uffizi (ore 10:30-13). E uno sciopero proclamato per sabato 24 giugno.

 

E’ la mobilitazione di lavoratrici e lavoratori di Opera (impresa che gestisce i servizi museali di Firenze, tra cui Gallerie degli Uffizi, palazzo Pitti, Polo museale regionale toscano e Opificio delle Pietre Dure) con Filcams Cgil e UilTucs. A preoccupare sindacati e personale è il bando con cui sono stati messi a gara i servizi museali della città di Firenze lo scorso maggio. "Un bando che di fatto non garantisce né gli attuali livelli occupazionali, né il mantenimento delle condizioni lavorative e contrattuali. Durante il presidio di domani, prenderanno la parola lavoratrici e lavoratori del sistema dei beni museali di tutta la città: tra loro c’è una esigenza comune, cioè quella di veder aumentati diritti e salari in un settore, quello del turismo, che fa registrare utili enormi".

 

Opera gestisce da ben 25 anni il Polo museale delle Gallerie degli Uffizi (250 addetti) che, dopo la chiusura della pandemia, ha ripreso a crescere in maniera esponenziale in termini di volume di bigliettazione: oltre 4 milioni di presenze nel 2022, mentre per il 2023 si prevede un ulteriore incremento. “Gli Uffizi sono un luogo di cultura, tra più visitati al mondo, e costituiscono quindi anche una enorme ricchezza – dicono Filcams Cgil e UilTucs – che deve essere più adeguatamente distribuita alle lavoratrici e ai lavoratori. È inaccettabile che non siano garantiti i diritti e la dignità a chi da 25 anni svolge in modo impeccabile ed eccellente il proprio compito al servizio della città e dei visitatori di tutto il mondo”.

 

Spiegano lavoratrici e lavoratori di Opera: “Ogni giorno garantiamo l'apertura dei musei, gestendo biglietterie, bookshop, accoglienza, pulizie, sorveglianza, didattica, call center e sicurezza. Ci appelliamo anche alle istituzioni e alle forze politiche, perché siamo stanchi di vivere e lavorare in una città sempre più al collasso per il turismo di massa, che finisce per incrementare la rendita di pochi e impoverire il reddito di tanti, provocando sfruttamento e precarizzazione. Ora, a causa di una gara di concessione inaccettabile, scritta dal direttore degli Uffizi Eike Schmidt, rischiamo un significativo taglio del personale e da una riduzione di almeno 300 euro di stipendio”.

 

 

 
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