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Firenze, denunciati tre studenti per l'occupazione al Michelangiolo. La protesta al liceo

Lo racconta il collettivo studentesco: 'Negli scorsi giorni sono arrivate tre denunce a tre studenti della nostra scuola'

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venerdì 19 maggio 2023 19:33

"Denunce e guai non ci avrete mai". Striscione e fumogeni rossi questa mattina per la protesta degli studenti del liceo Michelangiolo di Firenze, dopo che tre studenti sono stati denunciati per l'occupazione della scuola a dicembre.

 

A rendere nota la vicenda è il Collettivo Sum - Studenti Uniti Michelangiolo. "Dopo l'occupazione della nostra scuola a dicembre, come l'anno scoso con la denuncia degli studenti del Pascoli e quest'anno con lo sgombero dell'Alberti, la repressione di dirigenti e questure ha colpito anche noi. Negli scorsi giorni sono arrivate tre denunce a tre studenti della nostra scuola, colpevoli solo del fatto di essersi relazionati a nome di tutti con la dirigenza", si legge in una nota del collettivo studentesco. 

 

"La logica è la stessa con cui hanno agito negli ultimi anni i dirgenti scolastici e le questure di tutta Italia con le lotte studentesche, come con quelle operaie e di qualunque altro tipo. Lo stato, nelle figure di presidi-sceriffo e questure, si rifiuta ancora una volta di affrontare azioni politiche come tali, declassandole a problemi di ordine pubblico, esattamente come sta facendo ora Nardella con la libertà di manifestare sui viali o Meloni con il diritto ad avere un tetto sopra la testa. Il modo in cui vengono trattate le occupazioni e tutti gli altri metodi di protesta ha lo scopo di criminalizzare la stretta cerchia di persone che le organizza e le supporta, usandola come esempio di categoria da non emulare, se non si vogliono subire conseguenze, con lo scopo di allontanare chiunque possa trovarsi in dubbio sul se supportare o meno questo genere di azione e prevenire l'espressione di qualsiasi forma di disapprovazione". 

 

"La dirigenza d'accordo con la Digos, sceglie di denunciare, schierandosi per l'ennessima volta dalla parte della Questura, tentando di nascondersi dietro un dito con la scusa di un inesistente obbligo di denunciare, pur sapendo benissimo che l'occupazione è stata un'azione collettiva, condivisa da tutta la scuola e a cui hanno partecipato centinaia di studenti e studentesche. Tutto questo giova e fa il gioco di chi continua a volerci confinare in questo sistema scolastico e questo stato delle cose, di chi opportunisticamente ci tratta come oggetti e ci vuole svuotati di qualunque tipo di capacità di ragionamento critico, così da plasmarci come merci disumanizzate, pronte e perfette per essere passivamente inserite nel mondo del precariato e dello sfruttamento. Non saranno le denunce, non sarà la repressione a fermarci dal continuare a lottare contro un sistema che normalizza la morte di studenti in alternanza scuola lavoro e operai sul lavoro; un sistema che sfrutta 12 ore al giorno 7 ore su 7 i lavoratori, come quelli del SI Cobas Prato Firenze, o che direttamente senza preavviso alcuno chiude le fabbriche e lascia centinaia di lavoratori senza più nè un lavoro nè uno stipendio, come con Gkn; un sistema un che ha ideato i Pcto col fine di legittimare questo sfruttamento e questa scuola classista e nozionistica; un sistema che legalizza il fascismo istituzionale e quello di gruppi apertamente fascisti; un sistema di tortura fisica e mentale perpetrata dallo stato attraverso i suoi istituti: i Cpr, le carceri e la massima forma di repressione, il 41 Bis", concludono gli studenti.

 

Sulla questione intervengono Dmitrij Palagi e Antonella Bundu, consiglieri di Sinistra Progetto Comune. “Leggiamo dei 3 avvisi di garanzia e di convocazione a carico di studenti e studentesse del liceo Michelangelo, per un’occupazione di fine 2022. Sarebbe la conseguenza di una denuncia, da parte della dirigenza scolastica. Dopo l’attacco arrivato dal mondo dell’Università, ora questo. I luoghi di studio devono permettere conflitto, autogestione, partecipazione e crescita della socialità. Ci sono inoltre tradizioni consolidate di movimento, libere espressioni autorganizzate, che sono fondamentali nel percorso di crescita delle persone, dando spesso la possibilità a chi va a scuola di dialogare con la città anche fuori dai programmi previsti, arricchendo tutto il tessuto urbano. La repressione in questo contesto è inaccettabile e ci aspettiamo che tutta Firenze esprima solidarietà alle studentesse e agli studenti. Per qualsiasi cosa serva a loro, possono considerarci ovviamente a disposizione, anche se sappiamo bene l'importanza di rispettare l'autonomia delle lotte”.

 

 

 
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