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Influencer seminude agli Uffizi, archiviato il post: 'Minacce verso la mia famiglia e mia figlia'

'Abbiamo anche dato visibilità gratis al museo. Ripubblicheremo presto il post'

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giovedì 27 ottobre 2022 13:57

Sta facendo discutere da ieri il caso delle due influencer, Alex Mucci e Eva Menta, che si sono fotografate seminude davanti alla Venere e alla Primavera di Botticelli agli Uffizi.

 

Dopo tante polemiche e minacce ricevute sui social, come hanno raccontato su Instagram le due influencer, il post è stato archiviato. "Ho letto cose indicibili sotto il post, cose che vanno ben al di là delle pure opinioni rispetto all'argomento: ho letto offese e minacce verso la mia persona, verso la mia famiglia, verso mia figlia... cose che toccano ogni aspetto della mia vita personale (sono arrivati a minacciarmi nei messaggi privati che qualcuno attenterà alla mia vita e a dire che ho malattie veneree, per citarne alcune)", il racconto di Alex Mucci.

 

"Se l'accusa è quella di "denigrare" una immagine con la mia immagine, vorrei capire in quale assurdo modo la figura del mio corpo vestito così possa "offendere" l'immagine di un altro corpo EFFETTIVAMENTE privo di indumenti. Se l'accusa è quella di aver avuto poco decoro in un luogo considerato "sacro" per il suo valore artistico, posso accettarla. Ma non esistendo una legge a riguardo, una regola che impone legalmente un dress code in un museo, e che io vado vestita in quel modo ovunque, posso dire senza vergogna che io non ho questa considerazione rispetto a quell'outfit, ovvero che per me non è un abbigliamento indecoroso".

 

"Se l'accusa è quella di aver mancato di rispetto alle persone che erano presenti quel giorno, affermo altresì che le foto sono state scattate nella piena discrezione, cercando di non dare nell'occhio, soprattutto con delicatezza nel caso di presenza di minori. A testimonianza di questo c'è il fatto che nessuno si è lamentato o ha esplicitamente risportato la cosa alla sicurezza. Ne deriva che nessuno si è indignato durante l'atto", ha continuato l'influencer.

 

"Ho voluto postare questa foto come espressione libera artistica sul rapporto tra il corpo della donna di un tempo e quello moderno e come esso stesso è percepito artistico in un caso e diversamente nell'altro. Quindi ammetto di aver volutamente postato un contenuto provocatorio, ma senza avere come pensiero primario uno scopo di lucro o denigrante verso l'opera. Non sento di meritare ciò che sto ricevendo".

 

Ieri sera ha quindi concluso: "Dal mio punto di vista, io ed Eva abbiamo dato una visibilità al museo che esso stesso non ha mai visto in anni, pur considerando che quando siamo andate lì era semivuoto. In Italia siamo pieni di arte ma non sappiamo pubblicizzarla. Ed è chiaro ormai a tutti che i mezzi di promozione oggi dovrebbero adeguarsi ai tempi moderni, che viaggiano più sulla rete. Sugli articoli che ho letto è stato sottolineato che dovremmo rimuovere questo contenuto perché non abbiamo pagato un canone previsto per un utilizzo commerciale dell'immagine stessa. Se questo è il problema, invito gli Uffizi a fare la loro richiesta economica. Accetto questo punto (seppur io non stia ne commercializzando ne direttamente lucrando sul contenuto in oggetto) ma non accetto l'accusa denigrante".

 

Stanotte una nuova storia su Instagram da parte di Alex Mucci: "Sono le 4.30 del mattino e ci rendiamo conto che la situazione è sfuggita di mano e sta diventando frustrante contenerla. Abbiamo dciso di archiviare (momentaneamente) il post per far calmare le acque, almeno finché la situazione non rientri. Questa non è una ammissione di colpa da parte nostra, che continueremo a far valere il nostro gesto come atto creativo e non denigratorio. Il post è solo archiviato, per ora". E poi: "Il post lo ripubblicherò presto, e state pur certi che mi batterò per le mie ragioni. Le vostre parole – e mi riferisco a chi mi sta attaccando senza umanità – non mi butteranno mai giù".

 

Infine sugli Uffizi: "Chiedetevi perché gli Uffizi si sono indignati così tanto ma non hanno contattato direttamente le sottoscritte per il "pagamento del fantomatico canone" o pera una richiesta di rimozione del post, se tanto si sentono screditati dalla nostra immagine. Forse conviene di più pupparsi una visibilità di dieci milioni di followers gratis? Prima che ieri degenerasse in minacce serie, ho provato a contattare Le Galleria degli Uffizi sia qui per messaggio che telefonicamente. Cercavo un dialogo intelligente per risolvere la questione in modo civile. Riscontro? Zero. Curioso".

 

Sul caso si è anche espresso il critico Vittorio Sgarbi: "Due ”influencer” seminude agli Uffizi? Non capisco dove sia lo scandalo. Queste due ragaze andrebbero utilizzate (e non osteggiate) se la loro popolarità (sono seguite da 10 milioni di persone) servirà a portare più visitatori nei musei".

 

 
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