Cinquanta alberi formano la Stella di Dante: l'installazione al parco di San Donato

L’installazione ambientale di Felice Limosani donata dalla maison fiorentina Il Bisonte

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mercoledì 09 giugno 2021 17:29

Cinquanta querce-salici di 30 anni formano una stell che da oggi trova spazio nel parco urbano di San Donato a Firenze: è la Stella di Dante donata da Il Bisonte alla comunità e all'ambiente della città di Firenze.

 

L'opera, firmata da Felice Limosani, traduce metaforicamente in un simbolo le frasi che chiudono le tre cantiche della Divina Commedia: “e quindi uscimmo a riveder le stelle” – Inferno; “puro e disposto a salire alle stelle” – Purgatorio; “l’amor che move il sole e l’altre stelle” – Paradiso.

 

Il progetto di Landscape art, inserito nell’ambito delle celebrazioni dantesche, è ideato e curato senza compenso da Felice Limosani per la Città di Firenze ed è reso possibile grazie alla sponsorizzazione tecnica di oltre 68mila euro da parte de Il Bisonte, che ha coperto anche i costi di realizzazione dell’impianto di irrigazione dedicato ai 50 alberi. Le attività sono svolte con la collaborazione della società Pnat, spinoff accademico dell’Università di Firenze e la supervisione paesaggistica di Alberto Giuntoli, docente dell’Università di Firenze e ricercatore Cnr.   

 

"Siamo di fronte - ha dichiarato il sindaco Dario Nardella - non a una semplice piantagione di alberi ma a una vera e propria opera d'arte immersa nel parco di San Donato a Novoli, resa ancora più suggestiva dall'illuminazione notturna che ne esalta la forma di stella. Nel 700esimo anniversario dalla morte di Dante Firenze ricorda anche così il Sommo Poeta e sarà bello questa volta perdersi nella 'selva oscura' di queste querce". 

 

“I cittadini del parco di San Donato chiedevano più alberi e ombra per il parco - ha detto l’assessore all’Ambiente Cecilia Del Re -, e questi 50 alberi grandi hanno già raggiunto questo primo obiettivo. La collaborazione tra pubblico e privato è importante per le nostre aree verdi: il parco di san Donato è entrato nella gestione del comune un anno fa, e sabato saremo qui con i cittadini per ascoltare le loro proposte per migliorarne la fruibilità. Intanto questa installazione di land art aiuterà nella mitigazione del clima impreziosendo questa area da ogni punto di vista, ambientale e sociale in primis”.

 

“Ho interpretato il “visibile parlare” dantesco – ha dichiarato Felice Limosani – trasformando le stelle ricorrenti nelle frasi di chiusura delle tre cantiche della Divina Commedia in un’installazione dalla forma “vivente”. Ispirandomi a Dante ho sperimentato, oltre la funzione estetica, la ricerca di connessioni più ampie dei significati che il Sommo Poeta ci ha lasciato. In questo momento storico, creare valore a lungo termine tra arte e ambiente con la persona al centro è una priorità”.

 

“Immagino che se Dante scrivesse oggi – ha sottolineato il Professor Stefano Mancuso – la selva non sarebbe più un luogo così oscuro e la città celeste diventerebbe verde. Quest’opera di Felice Limosani ci ricorda che le piante possono cambiare il futuro delle nostre città”.

 

“Con le celebrazioni del Sommo Poeta – ha dichiarato Luigi Ceccon, Amministratore Delegato de Il Bisonte – vogliamo onorare l'universalità della cultura italiana e la città di Firenze, alla quale dobbiamo i nostri 50 anni di storia e con la quale vogliamo continuare a crescere in futuro. La Stella di Dante è una rappresentazione artistica dei nostri valori di sostenibilità ambientale e di responsabilità sociale, ma anche un lascito per le prossime generazioni e gesto di gratitudine rivolto alla comunità”.

 

Pnat ha calcolato i benefici della messa a dimora delle 50 querce apporteranno all’ambiente circostante nei prossimi 50 anni. Una quercia-salice delle dimensioni di 18 cm e 30 anni di età già al primo anno dell’impianto riuscirà ad assorbire circa 29 kg l’anno di Co2. Al decimo anno di impianto, grazie all’incremento del diametro del fusto e della chioma, lo stesso albero sarà in grado di sequestrare circa 50 kg di Co2 l’anno, al ventesimo anno 73 kg fino ad arrivare, tra 50 anni, a sequestrare circa 140 kg di Co2 l’anno. La Co2 stoccata dai 50 alberi aumenta fino ad arrivare a 234 tonnellate a 50 anni dall’impianto (piante di 80 di età), producendo un risparmio economico di circa 10mila euro. Questo contribuirà a mantenere la permeabilità del suolo e a migliorare il microclima, costituendo anche una importante riserva di biodiversità. La presenza del tappeto erboso selvatico, infatti, eserciterà un ‘richiamo’ sugli impollinatori, componenti essenziali dell’ecosistema urbano, in grado di contribuire alla biodiversità e al funzionamento delle infrastrutture verdi. 

 

 

 

 

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