'Numerose violazioni alle normative anticovid': al via l’iter per la chiusura definitiva del locale

Il Comune, d’intesa con la Prefettura, ha deciso di procedere con gli atti necessari per la chiusura definitiva dell’attività

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giovedì 13 maggio 2021 11:49

"Numerose violazioni alle normative anticovid e inosservanza dei provvedimenti di sospensione dell’attività". Sono i motivi che hanno portato il comune di Firenze, d’intesa con la Prefettura di Firenze, a decidere di procedere con gli atti necessari per la chiusura definitiva dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande nei confronti di un esercente del territorio fiorentino. 

 

Palazzo Vecchio ha reso nota la decisione con una nota, dove si legge che al titolare è stato notificato l’avvio del procedimento da parte del Comune di Firenze, "per le ripetute contravvenzioni alle disposizioni emergenziali relative al Covid-19, rilevate in più occasioni dalla Polizia Municipale e da altre Forze di Polizia".

 

Si tratta del ristorante pizzeria Tito di via Baracca di Mohamed “Momi” El Hawi, che in questi mesi ha protestato contro i divieti stabiliti dai Dpcm, tenendo aperto il ristorante (e prendendo diverse multe). Oggi Momi El Hawi è uno dei leader del movimento di protesta #IoApro. E proprio dalla pagina Facebook di #IoApro è arrivata la risposta del ristoratore, che in una diretta ha fatto sapere che non si fermerà. 

 

"Il mio locale è arrivato ad un'imposizione di chiusura per tutte le multe che son state fatte ma queste multe sono illegittime, così come i sigilli. La chiusura definitiva dell'attività è inaccettabile", commenta El Hawi. 

 

"Sindaco, vai alle Cascine dove c'è lo spaccio a cielo aperto, lo sapete e non ci andate. Vergognatevi, io non mi fermerò mai, o mi sparate o mi mettete in galera. Io non ho paura, nè di morire nè di andare in galera. Il giorno che verrete a chiudermi i ragazzi di #IoApro saranno con me. Siamo nel giusto, è inutile che usiate me come capro espiatorio. Noi non siamo eroi, siamo solo persone oneste e nel 2021 l'onestà è una dote rara. Noi continueremo sempre a lavorare perché sappiamo di essere nel giusto. Io non ho fatto niente di illegittimo, ho fatto tante cose buone per la mia attività e per le persone che lavorano con me, sono sempre stato nella legalità  seguendo la Costituzione".

 

Le violazioni contestate, spiega la nota del Comune, hanno riguardato la "reiterata inosservanza dell’obbligo di rimanere chiuso e la rimozione dei sigilli apposti al locale, chiara manifestazione del dispregio delle regole di condotta a presidio della salute e della sicurezza pubblica e dei criteri di leale concorrenza che dovrebbero orientare il comportamento non solo di chi opera in un delicato settore del commercio pubblico ma di qualunque cittadino".

 

 

 

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