Ristori Covid in Toscana, bando per le botteghe di artigianato artistico

Chi ha visto nel 2020 una riduzione di fatturato di almeno il 30 per cento potrà contare su un contributo di 2500 euro

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giovedì 15 aprile 2021 19:35

Ristori in arrivo per le botteghe di artigianato artistico. Ne dà notizia la Regione Toscana. Un lungo elenco di codici Ateco, per fare alcuni esempi, da chi lavora tessuti, pelli, pellicce, articoli di maglieria e calzature alla carta e cartone, pasta, metallo ed articoli da viaggio, dai mobili alle borse e cappelli, da chi restaura o crea opere d’arte alle attività fotografiche.

 

Si tratta di micro, piccole e medie imprese impegnate nelle lavorazioni più disparate, ma che con le loro botteghe si rivolgono principalmente ai turisti (che da un anno a questa parte si sono fatti assai più radi, anche quando l’emergenza sanitaria non ha imposto serrate totali).

 

A disposizione per l’artigianato artistico ci sono 3 milioni e 800 mila euro, parte di un pacchetto da 25 milioni (in più bandi e per più categorie) che la Regione ha annunciato nelle settimane scorse e che saranno impiegati da qui a giugno. Ciascuna bottega ed attività potrà ricevere fino ad un massimo di 2500 euro di contributo a fondo perduto.  

 

Il bando sarà dal 16 aprile on line sul sito di Sviluppo Toscana e le domande potranno essere presentate dal 16 al 30 aprile 2021. Ci sono dunque due settimane di tempo e non occorre necessariamente affrettarsi, perché non ci sarà nessun click day: la graduatoria sarà ordinata in base al calo percentuale del fatturato o degli scontrini emessi nel 2020 rispetto al 2019. Le perdite dovranno essere almeno del 30 per cento.

 

Se l’azienda è nata nel 2019 si confronteranno con il 2020 solo i mesi in cui è stata in attività. Se l’azienda invece fosse stata costituita nel 2020, il contributo non terrà conto delle perdite (che non possono essere quantificabili) ma sarà erogato in base ai mesi in cui l’attività risulti attiva. Se lo è stata così per tutto l’anno il ristoro sarà di 2500 euro: se ha operato invece, ad esempio, da luglio a dicembre, il contributo sarà di 1.250  (208 euro e spiccioli per ciascuna mensilità). 

 

Per inoltrare la domande occorre essere iscritti alla Camera di commercio ed operare in Toscana, non essere in stato di fallimento o liquidazione, essere tuttora in attività e in regola con gli obblighi contributivi quanto a previdenza ed oneri assicurativi (oppure essere in possesso di crediti certi nei confronti di pubbliche amministrazioni). Facile la compilazione dei modelli, per cui non ci sarà necessità di essere seguiti da un professionista per farlo.

 

“Siamo consapevoli che ristori da 2500 euro potranno soltanto alleggerire in parte il disagio delle imprese più piccole e consentire loro, magari, di pagare qualche bolletta o alcune delle spese fisse, ma che non potranno certo risollevare i fatturati delle aziende – commenta l’assessore al commercio e all’economia della Toscana, Leonardo Marras –. Per quello l’unica soluzione saranno le riaperture e il ritorno dei turisti e l’unica condizione che ci consentirà di farlo in sicurezza, senza rischi sanitari, sarà la vaccinazione della popolazione”.

 

Immagine di repertorio

 

 

 

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