Firenze, tentata truffa ai danni di una 92enne: le dicono che la nipote ha il Covid

Individuato l'autore della tentata truffa

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sabato 16 gennaio 2021 13:28

Tentata truffa aggravata in concorso e furto aggravato, commessi a Firenze ai danni di una 92enne. Per questo è stato emesso un provvedimento di conclusione delle indagini preliminari, condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Firenze, con contestuale avviso di garanzia emesso dalla Procura della Repubblica del capoluogo toscano, nei confronti di uomo di origine polacca di 26 anni, residente in Germania, già noto alle Forze di Polizia.

 

Il 22 settembre 2020, come riporta una nota diffusa dalla questura, la vittima era stata contattata al telefono, intorno all’ora di pranzo, da una donna, la quale si era finta una lontana parente e le comunicava che la nipote dell’anziana aveva contratto il Covid 19.

 

Al telefono la donna ha poi passato alla vittima un uomo, il quale, qualificandosi medico, le ha detto che la nipote aveva bisogno di cure urgenti e costose, chiedendole quanti soldi potesse raccimolare e consegnargli nell’immediatezza per coprire le spese.

 

La vittima ha risposto di avere 1.000 euro in contanti e altri preziosi e, poco dopo, ha ricevuto la visita di un uomo, presunto collaboratore del medico, incaricato del ritiro del denaro e dei beni. L’anziana, che lo ha ricevuto nell’androne del palazzo, si è però insospettita e ha deciso di non consegnargli nulla. Nell’atto di rientrare nella propria abitazione, alla donna è caduta per caso l’intera somma di denaro, che l’uomo raccoglieva per poi fuggire.

 

Ascoltata la vittima dalla Polizia, sono iniziate le indagini della Squadra Mobile di Firenze - Sezione Reati contro il patrimonio. Sentiti i testimoni, gli investigatori sono risaliti all’albergo dove alloggiava l’odierno indagato, luogo che tuttavia aveva già lasciato, nonostante prenotato per più giorni, subito dopo il fatto.

 

Ulteriori attività della Squadra Mobile hanno consentito di verificare come l’indagato si trovasse a Firenze proprio nei giorni in cui è stato commesso il reato, per poi postarsi in altre Regioni del Nord Italia. Tramite una fitta analisi documentale e scambio investigativo con altri Uffici di Polizia, la presenza dell’uomo è stata attestata fuori dal territorio dello Stato e il provvedimento notificato al suo difensore. Gli inquirenti non escludono che possa essere coinvolto in analoghi fatti di reato.

 

Immagine di repertorio

 

 

 

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