Firenze, nasce l’Agenzia sociale per la casa: affitti a canone concordato degli appartamenti sfitti in città

La novità nel nuovo piano casa dedicato a La Pira

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martedì 01 settembre 2020 17:27

Si chiamerà F.A.S.E. (Firenze: abitare solidale per l’empowerment di comunità) l’Agenzia sociale per la Casa del comune di Firenze. Si tratta, spiega il comune in una nota, di uno strumento previsto dalle normative nazionali e regionali vigenti che si rivolge in particolare alla cosiddetta “fascia grigia”, quella che non accede agli alloggi popolari ma non riesce a permettersi un affitto in autonomia, e l’obiettivo è individuare le soluzioni più adeguate, a partire dagli alloggi a canone concordato.

 

L’Agenzia sociale per la Casa lavorerà per accrescere l’offerta complessiva di questa tipologia di locazioni, per rispondere al meglio ai bisogni esistenti e emergenti. L'intenzione dell'Amministrazione è quella di coinvolgere nella gestione la società in house Casa Spa, già ente gestore per il Comune di Firenze degli alloggi di ERP, per poter lavorare in stretta sinergia attraverso la direzione Servizi sociali, analizzando i bisogni abitativi della popolazione cittadina. Potranno essere coinvolte all’interno di questo strumento tutte quelle realtà del territorio, pubbliche e private, che già si occupano del tema casa e che manifestano la volontà di mettere parte del patrimonio immobiliare da loro detenuto a disposizione per alloggi a canone concordato.

 

Gli affitti saranno gestiti in conformità dei patti territoriali e sostenuti da appositi strumenti economici e finanziari – attingendo a un Fondo di Garanzia. La Direzione servizi sociali promuoverà avvisi specifici sia per il reperimento degli immobili da destinare a questo utilizzo, sia per l’individuazione dei cittadini aventi diritto a accedere a questa opportunità. È quanto prevede la delibera sul Piano Casa, approvata dalla Giunta comunale, illustrata oggi dal sindaco e dall’assessore alla Casa.


Il sindaco ha sottolineato la volontà dell’amministrazione di costruire a Firenze un nuovo rapporto tra proprietari e inquilini; a distanza di 70 anni dal piano di Giorgio La Pira, la volontà è ancora misurarsi con un tema che causa difficoltà economiche a circa 10 mila fiorentini e per questo è stato intitolato a lui questo nuovo Piano casa dove il Comune svolgerà un ruolo concreto per l’inquilino e il proprietario, dando la possibilità a domanda e offerta di incontrarsi. Ha parlato di voler sperimentare uno strumento sociale innovativo e potente, volto a rassicurare chi ha immobili da affittare, aumentare la residenza a partire dal centro storico, sostenere la cosiddetta fascia media attraverso strumenti economici evitando così il rischio pericolosissimo di scivolamento verso la soglia di povertà di migliaia di persone, in un momento di crisi economica. 


L’assessore alla Casa ha spiegato il funzionamento di questo nuovo strumento che partirà dall’analisi dei bisogni dei potenziali inquilini e da quella dei proprietari per poi cercare di far incontrare questi bisogni in una relazione fruttuosa. Ha spiegato che l’amministrazione individuerà attraverso avvisi pubblici da una parte gli alloggi dall’altra gli inquilini per poi favorire l’incontro, a questo si aggiunge la presenza di un fondo di garanzia necessario per supportare il progetto su cui ci impegneremo intercettando risorse nazionali e europee anche coinvolgendo altre istituzioni che hanno a cuore queste problematiche. Ha aggiunto che gli uffici della direzione Servizi sociali sono già da tempo impegnati nell’individuazione dei bisogni abitativi delle famiglie e quindi lavoreranno in modo puntuale nell’analisi della capacità reddituale dei cittadini per definire con precisione i parametri con cui accedere a questo tipo di locazione. 


L’Agenzia sociale per la Casa nasce per elaborare risposte adeguate all’aumento dei bisogni abitativi in città, considerando anche il periodo di difficoltà connesso con l’emergenza sanitaria Covid- 19 che ha acutizzato il problema non solo nelle fasce tradizionali di richiedenti ma anche, appunto, nella cosiddetta “fascia grigia”, ovvero composta da chi non ha redditi così bassi da accedere all’edilizia popolare ma neanche così alti per ricorrere al mercato delle locazioni private. Da lì la necessità di ampliare lo stock di alloggi immediatamente disponibili, che sono sicuramente cresciuti in questi mesi, anche a seguito dell'evidenziarsi della crisi del modello di recezione turistica B&B determinato dall'emergenza sanitaria in essere, agevolando e tutelando iniziative di locazione a canoni concordati, anche, si legge in delibera, attraverso l’attivazione di incentivi e forme di garanzie per i proprietari che accettino di stipulare nuovi contratti di locazione a canone concordato.

 

L’Agenzia sociale per la casa, secondo la delibera approvata questa mattina in Giunta, si occuperà dell’analisi dei bisogni, della rilevazione delle necessità, dell’intermediazione tra la domanda e l’offerta di locazioni ad uso abitativo, così come di tutelare gli inquilini per quanto riguarda i canoni applicati e offrire strumenti economici di supporto finalizzati al mantenimento dell’abitazione in locazione. Proverà a coinvolgere tutti i soggetti che a vario titolo si occupano di tematiche abitative in modo da riuscire a erogare una maggiore gamma di risposte, nei confronti di una platea sempre più numerosa e articolata.


La Direzione servizi sociali, come previsto dalla delibera, si occuperà di supervisionare l’attività di ricognizione degli immobili ad oggi utilizzati per soddisfare i bisogni di carattere abitativo riscontrati sul territorio, sia di proprietà o disponibilità del Comune, sia di proprietà o disponibilità dei soggetti partner istituzionali pubblici e dei soggetti partner istituzionali di natura privatistica, di individuare, ad esito della ricognizione dei nuovi bisogni abitativi, le categorie di cittadini (nuclei familiari monoreddito, giovani coppie, famiglie numerose con presenza di più minori, famiglie con presenza disabili e/o non autosufficienti) rientranti nella cosiddetta “fascia grigia” e determinare i parametri con cui i potenziali inquilini potranno accedere a alloggi a canone concordato (ad esempio una fascia ISEE compresa tra 8.000/10.000 e 25.000 euro); individuare anche organizzazioni del Terzo Settore del territorio, operanti in ambito sociale, che possano beneficiare di contratti a canone concordato, per le finalità istituzionali. Spetterà alla Direzione servizi sociali infine promuovere specifici avvisi sia per il reperimento degli immobili dei privati, sia per identificare gli aventi diritto che rispondono alle condizionalità previste.

 

 

 

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