Nardella presenta il piano Rinasce Firenze: 'Come il post-Alluvione, opportunità per cambiare. Con l'aiuto di tutti'

'Infrastrutture, trasporti, verde, mobilità, commercio, turismo, scuole e sport: siamo all'appuntamento con la storia'

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mercoledì 27 maggio 2020 12:59

Presentato nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio il piano 'Rinasce Firenze'. Presentazione del sindaco Dario Nardella questa mattina, mercoledì 27 maggio 2020. "Ho deciso, con l’aiuto della mia giunta, dei rappresentanti delle principali istituzioni cittadine e di un gruppo di esperti, di affrontare questo tempo costruendo per la città una strategia del post-pandemia aperta all’elaborazione collettiva, che, a partire dal disegno di alcune direttrici, raccolga idee e proposte di più ampia portata, per tracciare insieme nuovi scenari di sviluppo per la nostra comunità".

 

"La barca del nostro progetto di governo navigherà seguendo nuove rotte, ma la destinazione del viaggio non è cambiata: una città vivibile, che si prende cura dei suoi cittadini, sostenibile dal punto di vista ambientale, capitale di un’economia della conoscenza e dello sviluppo tecnologico che controbilanci un’inevitabile natura di destinazione turistica. Come all’avvio del mandato, esattamente un anno fa, lavoriamo perché Firenze possa vivere nella contemporaneità con tutta la sua storia, consapevole che la sua prosperità affonda nel talento di essere sempre stata una città contemporanea e resiliente, capace di nascere di nuovo dalle macerie delle sue difficoltà, mettendo a frutto il suo essere destinataria di un amore universale e sconfinato. E’ avvenuto dopo la peste del trecento, tutti ci hanno pensato, ma anche dopo la seconda guerra mondiale e dopo gli attacchi di mafia che la sfregiarono quel 27 maggio del 1993, di cui proprio oggi cade la ricorrenza".

 

"Le settimane alle nostre spalle e quelle che abbiamo davanti sono le più dure e inedite che abbiamo mai vissuto. I numeri sotto i nostri occhi sono implacabili: più di 6 miliardi di euro di danni all’export, un miliardo di euro nel solo settore del turismo, 200 milioni di euro di disavanzo stimato nelle casse del Comune. La Camera di commercio di Firenze ha calcolato che nello scenario più ottimistico, partendo da una prospettiva di Pil in flessione del 9,4% e un calo dei consumi del 6%, si raggiungerà quest’anno una perdita in valore di oltre 1,2 miliardi per le quasi 18mila imprese del settore commerciale nella Città metropolitana".

 

"Ma non dobbiamo solo guardare ai numeri dell’economia, bensì anche quelli sociali. Che l’emergenza sociale si stesse aggiungendo a quella sanitaria lo abbiamo visto dai primi giorni, quando il comune e la rete del volontariato si sono trovati a distribuire 7000 buoni spesa a persone e famiglie in crisi. Lo stesso è avvenuto con il bando comunale per l’emergenza affitti: sono arrivate ben 3500 domande da famiglie e persone in difficoltà (più del triplo del normale, di cui 611 solo nel primo giorno). Ai poveri di sempre si sono sommati i poveri della pandemia. Sono fatti e numeri che trovano conferma nell’ultimo sondaggio condotto dal Comune di Firenze, dal quale è emerso che il 77% dei fiorentini si dichiara preoccupato per la situazione economica, il 68% crede che si tornerà alla situazione pre-covid19, ma solo dopo molto tempo, mentre un fiorentino su 4 non ha intenzione di tornare in futuro a mangiare in un ristorante e uno su due pensa di andarci meno di prima".

 

"In buona sostanza, l’epidemia sanitaria si sta trasformando in un’epidemia sociale, economica e lavorativa. Firenze sta vivendo in un certo senso una seconda alluvione, come nel 1966. Oggi, come allora si contano le aziende chiuse, le fabbriche in crisi, i negozi con i bandoni abbassati, i disoccupati, i morti. Oggi, come allora, i riflettori delle tv e dei giornali di tutto il mondo si sono accesi sulla nostra città per raccontare l’angoscia, la rabbia, la disperazione di una città, patrimonio dell’umanità. Allora il nemico era visibile: l’acqua fangosa e la furia del fiume. Oggi il nemico è più subdolo e pericoloso: è un virus di cui non abbiamo ancora il vaccino e la cui evoluzione non è ancora certa".

 

"“Firenze ha bisogno del mondo perché il mondo ha ancora bisogno di Firenze”, disse il Sindaco dell’alluvione, Piero Bargellini. Fu questa la più grande affermazione che dobbiamo raccogliere con lo stesso orgoglio e la dignità, senza peccare di troppo ottimismo e con la consapevolezza che una città come la nostra, già desiderosa di ricominciare, sia appena all’inizio del recupero di quella sicurezza nella quale si possa lavorare con piena di fiducia. Per questo abbiamo bisogno nuovamente di rivolgerci al mondo intero, perché Firenze è patrimonio dell’umanità", continua Nardella. 

 

"Abbiamo deciso proprio oggi di riaprire il Museo di Palazzo Vecchio nella giornata del 2 giugno, festa della Repubblica italiana, con un programma di aperture graduali e parziali e nel rispetto delle norme necessarie per il contenimento del rischio sanitario. Lo stesso avverrà per il Museo Bardini e il Museo Novecento. 

Un’azione dettata dalla speranza e dal forte desiderio di riprendere insieme un cammino che possa contare sui luoghi custodi del nostro immenso patrimonio storico-artistico".

 

"Ma ciò che conta davvero è che, a partire da domani, l’impegno di tutti noi, amministrazioni pubbliche, imprese private, istituzioni in generale, dovrà essere rivolto a questo recupero vitale, attraverso l’attivazione di tutte le risorse possibili, pubbliche e private, provenienti da tutto il mondo. L'amministrazione comunale, a questo proposito, avvierà nei prossimi giorni una campagna internazionale, aperta alla collaborazione di tutti, di ricerca di fondi a livello internazionale, coinvolgendo tutti coloro che amano Firenze e desiderano che torni presto al suo splendore. Un “Fondo per la Rinascita” che aiuterà la nostra città a sostenere i settori culturali, economici, educativi e turistici ispirato alla chiamata alle arti di Carlo Ludovico Ragghianti, lanciata all’indomani dell’alluvione del ’66, quando il noto storico dell’arte invitò tutto il mondo ad aiutare Firenze a risollevarsi dichiarando “Abbiamo bisogno di tutti”. Un grido che fece il giro del mondo e fu di impulso ad una generosità diffusa verso la nostra città, aiutando Firenze, capitale globale delle arti, a rivedere la luce dopo il fango".

 

"Per questo il titolo al nostro piano, Rinasce Firenze. Perché è sempre lei, all’appuntamento con la sua storia, capace di rinnovarsi profondamente a partire da un passato glorioso, di fiutare il tempo, di guardare avanti. Questo rimettersi in moto dopo la quarantena ha la potenza di una nascita, del trovare la vita in una dimensione nuova. Ma si tratta di una ri-nascita perché i passati, quello remoto e glorioso come quello recentissimo, non si possono tagliare via: il passato può essere superato in uno slancio animato dalla tensione a fare meglio, rimediare agli errori, prendere atto dei cambiamenti di scenario".

 

"Coerentemente con questa ispirazione, il presente documento apre una riflessione sulla trasformazione della città per definirne insieme obiettivi e azioni finalizzati ad avviare la migliore ripartenza possibile per Firenze e la sua comunità, integrando la nostra programmazione con nuove idee, nuove ispirazioni per i nostri comportamenti, sollecitando abitudini diverse. Dalla città policentrica al centro storico, dalla mobilità ai trasporti, dal welfare alla scuola, dal commercio al turismo, dalle aree verdi, alla cultura e allo sport, allo scopo di rendere la città più sostenibile per l’ambiente e le persone che ci circondano".

 

"L’obiettivo più immediato è sostenere la ripresa socio-economica della città garantendo al contempo la sicurezza sanitaria dei cittadini nella fruizione degli spazi e dei servizi. E’ necessario disporre quanto prima di un quadro chiaro e coerente di regole nazionali e regionali, con riferimento alle procedure per implementare l’effettuazione di tamponi e test sierologici, i sistemi di monitoraggio e tracciamento della diffusione dell’epidemia, l’organizzazione dei presidi medici diffusi sul territorio e delle strutture dedicate ai pazienti positivi al Covid19, nell’ambito delle quali organizzare la pianificazione strategica della città a partire dalla redazione dei protocolli sanitari e dalle procedure di sanificazione degli ambienti pubblici e privati".

 

"E’ necessario inoltre che Governo e Parlamento procedano ad attuare definitivamente una forte e spinta semplificazione amministrativa volta a ridurre i tempi di risposta ai bisogni dei cittadini. Non abbiamo più tempo! Non possiamo più aspettare l’ennesimo annuncio di una forte semplificazione legislativa e burocratica, senza che alla fine avvenga niente!

Questa semplificazione di regole, che non può che partire dalle norme dello Stato – in questo senso sarà decisivo il varo imminente del DL semplificazione -  è il presupposto irrinunciabile per accelerare la realizzazione e il completamento di opere pubbliche strategiche per il nostro territorio metropolitano, come la definitiva messa in sicurezza dell’aeroporto e la contestuale valorizzazione dell’area di Castello, la stazione dell’alta velocità, la rete delle tramvie, la realizzazione del nuovo polo del mercato della Mercafir, la ristrutturazione dello stadio Artemio Franchi nell’ambito di una riqualificazione complessiva di tutta l’area di Campo di Marte. Tutto questo vale a maggior ragione per una città antica e fragile come la nostra, dove il regime vincolistico di tutela paesaggistica, storica e architettonica, non può e non deve mai costituire una barriera invalicabile al destino sacrosanto di una città di trasformarsi ed adattarsi al cambiamento, a meno di non ridursi ad essere un museo di se stessa, feticcio storico". 

  

"E' importante considerare che i cambiamenti delle abitudini e stili di vita, sia personale che lavorativa, imposti dalla pandemia hanno fatto emergere alcune diverse modalità di interazione sociale da preservare e valorizzare nel post-pandemia quali ad esempio lo smart working, con gli aggiuntivi conseguenti benefici in termini di riduzione del traffico e inquinamento, la riscoperta dell’economia e dei servizi di prossimità che riporta al centro della quotidianità la relazione umana presente nei rioni e nei quartieri".

 

"Nella consapevolezza delle criticità che questa crisi porta con sé, la sfida è quella di riuscire a vivere il momento attuale come l’opportunità – sottolineo questo termine - di pensare e realizzare un nuovo modello di sviluppo sociale ed economico della città che tenga insieme le vocazioni più tipicamente culturali, artistiche, turistiche, industriali e manifatturiere con nuove o rinnovate funzioni verso un profilo marcato di smart city, all’interno del quale botteghe artigiane, filiere biotecnologiche, moderna capacità imprenditoriale, infrastrutture di collegamento e di sostegno alle imprese, spazi per formazione professionale e per la ricerca, universitaria e post universitaria, turismo selezionato e ad alta tecnologia possano convivere ad alimentarsi gli uni con gli altri. 

Per fare questo sarà possibile agire sugli strumenti di programmazione ed in particolare sul nuovo Piano Operativo attraverso il quale, a partire dai processi di rigenerazione ambientale verso una città sostenibile e a emissioni zero, capace di creare nuove centralità e spazi pubblici, sarà rappresentata la visione della città dei prossimi anni".

 

"La Firenze del futuro dovrà infatti essere sempre più intelligente, inclusiva, verde. Il connubio tra sostenibilità e innovazione in tempi di pandemia ha reso ancora più evidente la necessità di indirizzare la nostra azione di rigenerazione urbana verso una Città 4.0 nella quale infrastrutture digitali e fisiche si alimentano reciprocamente traendo conoscenza una dall’altra, grazie all’utilizzo di dati e sensori. A livello globale, tra le principali sfide che la pandemia ha reso ancora più urgenti troviamo il rapporto uomo-ambiente. Sono bastate infatti poche settimane di blocco perchè la natura si riappropriasse di spazi lasciati all’avanzata industriale ed economica, invertendo paradigmi da tempo consolidati".

 

"Quella di fronte a noi sarà la più grande occasione di trasformazione ambientale del nostro spazio urbano, con un’accelerazione senza precedenti della transizione energetica, dell’introduzione di modelli di lavoro e produttivi sostenibili e della creazione di nuove professioni legate all’ecologia. Firenze può assolutamente diventare uno dei migliori esempi a livello europeo di unione tra biodiversità e sviluppo. La fase attuale ha permesso di assumere piena consapevolezza della fragilità del modello di sviluppo turistico portato avanti nel corso degli anni e dell'economia cittadina che su di esso si è creata. Per questo diventa indispensabile individuare nuovi modelli di gestione dei flussi turistici favorendo un turismo meno fugace, più consapevole, responsabile e sostenibile basato su un rinnovato patto di convivenza tra il mondo turistico e la città.

Il nostro comune obbiettivo, cari amici, dovrà essere ora più che mai, quello di contrastare la cultura della rendita passiva e improduttiva, che è entrata lentamente e inesorabilmente nelle pieghe della nostra comunità cittadina, soppiantando quella diversa cultura del lavoro e della produzione su cui si è sempre fondata la nostra città. Lavoro, produzione e innovazione, dovranno essere le tre parole d’ordine della rinascita di questa grande città, non solo dal punto di vista operativo e organizzativo, ma anche dal punto divista etico e culturale". 

 

"In prospettiva sarà inoltre decisivo attrarre nella Città i grandi eventi sportivi internazionali, come nuove ed ambiziose sfide di sviluppo e di rilancio, ad esempio a partire dalla collaborazione già avviata con l’Emilia Romagna per le Olimpiadi 2032 e con la candidatura congiunta per ospitare la tappa iniziale del Tour de France".

 

Il documento RinasceFirenze individua 9 aree tematiche, aggregando, in un’ottica di razionalizzazione, più settori di competenza dell’Amministrazione i cui specifici Piani sono in corso di redazione.

 

Le Aree Tematiche sono: 

  1. Città policentrica

  2. Un Centro storico nuovo

  3. Vivere gli spazi urbani

  4. Mobilità green 

  5. Sviluppo dell’economia cittadina 

  6. Cultura diffusa

  7. Bambini e famiglie al centro 

  8. Cura della persona: Welfare, Casa, Lavoro 

  9. Una città sempre più intelligente

 

"Il risultato di questo lavoro è un documento aperto al contributo di tutti, che da oggi si offre alla discussione. Potete regalare un’idea alla città inserendo le vostre proposte in un apposito format che trovare su www.comune.fi.it/rinascefirenze", conclude Nardella.

 

QUI IL DOCUMENTO COMPLETO

 

 

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