Turismo, appello al ministro Franceschini: 'Misure a sostegno di imprese e lavoratori'

L'appello degli assessori delle città turistiche

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venerdì 10 aprile 2020 10:24

Occorre intervenire immediatamente sul comparto turistico, per affrontare sia gli effetti immediati dell’emergenza ed il conseguente azzeramento dei flussi turistici, e per gestire il futuro del turismo in Italia. È l’appello lanciato dagli assessori al Turismo delle 14 principali città turistiche italiane al ministro del Turismo Dario Franceschini. In una lettera, gli assessori Paolo Marasca (Ancona), Ines Pierucci (Bari), Matteo Lepore (Bologna), Alessandro Sorgia (Cagliari), Cecilia Del Re (Firenze), Laura Gaggero (Genova), Marianna Dimona (Matera), Roberta Guaineri (Milano), Eleonora De Majo (Napoli), Leoluca Orlando (Palermo), Cristiano Casa (Parma), Carlo Cafarotti (Roma), Alberto Sacco (Torino), Paola Mar (Venezia) hanno rappresentato al ministro la drammatica situazione in cui versa l’Industria del Turismo nelle rispettive città e nei relativi territori metropolitani.

 

“Con gli altri colleghi assessori al Turismo delle principali città d’arte abbiamo rivolto al ministro Dario Franceschini - ha detto l’assessore al Turismo Cecilia Del Re - un appello accorato perché nel prossimo decreto intervenga con misure volte a sostenere le imprese e i lavoratori di questo settore, che per primo è entrato in crisi a causa dell’emergenza sanitaria in atto e che presumibilmente per ultimo vedrà una ripresa. Nei decreti approvati fino ad ora dal governo, né il mondo del turismo né i Comuni sono stati infatti ancora destinatari di significative azioni a sostegno. E per città come Firenze, i due temi sono strettamente legati non solo per l’alto tasso di occupazione che la nostra città registra in questo settore, ma anche per le entrate nelle casse comunali, oggi azzerate, che provenivano dalle imposte legate al turismo e su cui si basavano moltissimi servizi erogati alla cittadinanza. In una lettera inviata ieri a firma congiunta, abbiamo allora individuato cinque azioni concrete quale contributo per le prossime scelte del governo”.

 

“Negli ultimi anni - scrivono gli assessori -, grazie anche all’operato virtuoso delle nostre amministrazioni, l’intera filiera turistica è cresciuta continuamente, con il conseguente aumento di posti di lavoro, e con i nostri bilanci comunali che sempre più hanno potuto contare sulle importanti entrate derivanti dall’imposta di soggiorno e dagli altri tributi legati al turismo [..]

Le conseguenze di un collasso del settore sarebbero nefaste, tenuto conto delle molteplici attività collegate e dei numerosi professionisti coinvolti, che vanno dalla ristorazione e l’enogastronomia, alla fruizione del patrimonio storico, culturale, artistico e paesaggistico, dai trasporti alle strutture per il soggiorno e al settore degli eventi, fino alla presenza delle nostre imprese sui mercati internazionali”.

 

“L’emergenza in corso - proseguono gli assessori -, ed il conseguente azzeramento dei flussi turistici, ci pone davanti ad una crisi senza precedenti, che richiede lo sforzo e la massima concentrazione di tutti, al fine di ripristinare e rilanciare l’economia e la promozione dei nostri territori. Apprezzando l'impegno del Governo che ha dato vita al DL “Cura Italia”, riteniamo necessaria l’introduzione di azioni concrete e misure specifiche a favore dell’Industria del Turismo – per prima colpita da questa crisi, e che nel tempo ne subirà le conseguenze più importanti – e che non è stata presa in specifica considerazione dai primi aiuti messi in campo, così come nel decreto citato non si è tenuto conto delle conseguenti difficoltà nei bilanci dei Comuni; vale la pena sottolineare che grazie all’imposta di soggiorno, negli anni sono potuti venir meno ingenti trasferimenti statali ai Comuni, ed è sempre grazie a questa imposta che le amministrazioni hanno potuto fino ad adesso erogare servizi essenziali non solo per i turisti ma anche per i cittadini, quali – solo per citarne alcuni - il trasporto pubblico locale, la manutenzione di strade e del patrimonio arboreo, l’illuminazione, la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, la pulizia e il decoro dei nostri centri storici”.

 

Le misure richieste vanno principalmente in cinque direzioni:

1) Tutela alle imprese e ai lavoratori autonomi della filiera turistica.

“In primo luogo chiediamo l’estensione della CIG in deroga, passando da nove settimane a 12 mesi, ribadendo che è il settore sul quale gli effetti della crisi sono maggiormente impattanti e duraturi. Riteniamo inoltre che il Governo debba prendersi a cuore anche la tutela immediata, sotto forma di sostegno emergenziale per almeno 12 mesi e sgravi fiscali, a favore delle professioni turistiche individuate dalla legislazione nazionale e regionale vigente (guide turistiche, accompagnatori, animatori turistici, bagnini, guide naturalistiche, cooperative, ecc.) e di tutte quelle professioni di carattere stagionale.

Una attenzione massima riteniamo inoltre vada rivolta alle piccole imprese artigiane e a tutte le professioni specificatamente legate alle tipicità di un territorio che rendono eccezionale e unico il nostro Paese ma che vivono anch’esse dell’indotto derivante dai flussi turistici. A queste categorie proponiamo di riconoscere sgravi fiscali e sostegno legato all’emergenza. Questa è una categoria di soggetti estremamente vulnerabile che va salvaguardata per proteggere tutta la filiera.”

  

2) Rilancio del brand Italia e redazione di un Piano di comunicazione di area vasta. 

“I Comuni ritengono essenziale lavorare uniti ad un piano di comunicazione unitario ed organico dell’intero “Sistema Paese”, che sicuramente si incentra sul ruolo primario di ENIT, organismo operativo e che può fungere da necessario fulcro in questa fase, e a cui sin d’ora chiediamo di essere chiamati a partecipare con un ruolo attivo sia di ascolto che di proposta. “Concordiamo tutti, a diversi livelli locali e regionali, che in prima battuta dovremmo puntare sul turismo di prossimità e nazionale, che già pure negli ultimi anni era cresciuto, ma che adesso sarà ancor più importante spingere anche solo come forma di sostegno solidaristica per il rilancio di un Paese che nel momento del bisogno dimostra di saper fare sistema”.

 

3) Incentivi allo ripresa del Settore attraverso detrazioni fiscali. 

“In ragione di ciò i comuni ritengono che un segnale importante di sostegno e rilancio dell’intera filiera turistica e nel contempo un messaggio positivo alla popolazione, possa derivare dalla previsione della detraibilità totale per i prossimi due anni delle spese sostenute, con accezione in senso esteso, per il turismo in Italia.”

 

4) Costituzione di un Fondo speciale per i Comuni

“Non ultimo, per i Comuni occorre tenere in adeguata considerazione il turismo come fondamentale risorsa per i bilanci dei Comuni, e Vi chiediamo pertanto di voler individuare dei criteri attraverso i quali poter erogare ai Comuni – anche attraverso le Città capoluogo di provincia o Città metropolitane - le risorse di un fondo speciale ad hoc costituito a copertura del mancato incasso per l’anno in corso dell’imposta di soggiorno, da aggiungersi ed eventuali e specifici finanziamenti delle attività culturali già previste dai nostri comuni, e quale veicolo di rilancio per i nostri territori, sui quali dobbiamo continuare ad investire per sostenere i trasporti e la manutenzione delle città, e per un sostegno all’industria turistica locale oggi in grave crisi”.

 

5) Interventi di sviluppo economico e della qualità della filiera. 

“Nel turismo del futuro nel nostro paese - prosegue la lettera -, anche in virtù dei minori flussi che è lecito attendersi, occorrerà lavorare per mettere al centro il tema della qualità del turismo e del suo valore aggiunto, intesa anche come qualità del lavoro di coloro che sono impegnati in questo settore. Lo Sviluppo Economico legato all’Industria del Turismo richiederà un focus particolare nell’ambito delle prossime decisioni Governative, e un coordinamento con tutti i Ministeri coinvolti circa gli investimenti pubblici, oltre ad agevolazioni fiscali per i privati che investiranno su infrastrutture, tecnologia e proposte di viaggio che siano compatibili con il tema della sicurezza, argomento dominante da qui in avanti, il tutto in un’ottica di turismo davvero sostenibile. E’ inoltre probabile che non tutte le attuali aziende potranno rimanere in questo comparto, si apre dunque il tema del supporto alla riconversione industriale per parte di loro.”

 

Gli assessori hanno dunque richiesto al Ministro Franceschini la convocazione di una prima riunione e la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato.

 

 

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