Il bilancio della riapertura, luci e ombre: incassi più che dimezzati nel primo giorno

Riapre il 90% dei negozi, ma solo il 40% di bar e ristoranti. Bene estetisti e parrucchieri

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martedì 19 maggio 2020 09:45

Incassi più bassi del 60% nel primo giorno di riapertura. È la prima stima di Confartigianato Firenze, che prova, come le altre associazioni di categoria, a tracciare un bilancio al termine del primo giorno di riapertura dei negozi.

 

Secondo l’analisi di Confartigianato il movimento c'è stato, ma ancora molto contenutoQualche acquisto è stato effettuato, ma pesa soprattutto l'assenza dei turisti. Secondo una stima, gli incassi realizzati in questa prima giornata sono stati, in media, più bassi del 60% rispetto a quelli ante Covid 19.

 

Positivo l'esordio di parrucchieri ed estetiste, con molte richieste di appuntamenti. La maggior parte degli esercizi aveva già effettuato le sanificazioni e predisposto le dotazioni di lavoro, qualche difficoltà in più per i parrucchieri, spiega Confartigianato, che si stanno riorganizzando per rispettare le misure di prevenzione e di sicurezza: le richieste, comunque, non sono mancate soprattutto per chi ha saputo mantenere i contatti con i propri clienti attraverso i social. 

 

Sul fronte bar, pochi avventori e qualche difficoltà nel gestire l’accesso scaglionato, soprattutto per quelli più piccoli e periferici. La situazione più critica rimane quella del commercio al dettaglio. Molti commercianti hanno ricevuto telefonate di “in bocca al lupo”, tuttavia, gli acquisti sono stati scarsi.

 

"Non si può certo parlare di ripresa, mi è sembrato piuttosto un primo giorno di scuola: caotico" ha detto Jacopo Ferretti, segretario generale Confartigianato Firenze. "Le attività hanno riaperto e si stanno organizzando, ma ci sono situazioni molto differenziati. Per qualcuno il bilancio è soddisfacente, ma in tanti ci hanno raccontato di negozi e botteghe vuote. È perché dopo il lockdown non c'è più l'abitudine a uscire, ad andare a fare acquisti. Mancano le persone e, soprattutto, mancano i turisti. Anche nei settori dove i segnali sono stati positivi, come le estetiste e i parrucchieri, ancora ci sono molte incertezze su regole e prescrizioni".

 

In Toscana ieri ha riaperto al pubblico oltre il 90% dei negozi, secondo la stima di Confcommercio Toscana, che rileva invece una ripartenza più lenta per i pubblici esercizi: il 40% dei bar e ristoranti è tornato subito ad accogliere i propri clienti, un altro 20% lo farà entro il fine settimana per arrivare al 75% entro la fine di maggio. Circa il 25%, invece, non riaprirà per il momento, in attesa di individuare nuove e diverse strategie aziendali.   

 

“Mentre la ripartenza era scontata per le attività commerciali, che hanno potuto prepararsi per tempo all’appuntamento del 18 maggio, per i pubblici esercizi c’è stato qualche problema in più perché sia la data sia i protocolli anticontagio da seguire sono rimasti incerti praticamente fino a 24 ore prima. Troppo poco per organizzarsi come si deve, adeguando alle nuove regole gli spazi e i servizi di accoglienza al pubblico”, spiega il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni. “I bar e i ristoranti di piccole dimensioni, soprattutto quelli già attivi in queste settimane per la consegna a domicilio e la vendita da asporto, sono riusciti ad aprire stamani o lo faranno comunque entro il prossimo fine settimana. Per i locali più strutturati, invece, quelli con grandi superfici e decine di dipendenti, ripartire non è così semplice come accendere o spegnere un interruttore, ci vorranno tempi più lunghi. A prescindere da questo, la vera incognita è rappresentata da come il mercato, privato dei turisti, risponderà alla riapertura delle attività”.

 

Secondo i dati della Fipe, la Federazione Italiana dei Pubblici esercizi-Confcommercio, a livello nazionale solo 7 attività su 10 hanno riaperto i battenti oggi. “La nostra stima regionale è invece più bassa perché tiene in considerazione realtà ad elevato impatto turistico, come Firenze, dove la mancanza di turisti – quindi potenziali clienti – ha spinto molti imprenditori a rimandare l’apertura”, sottolinea Marinoni. “Tanti locali hanno scelto di riprendere il servizio a ranghi ridotti, solo per il pranzo. Chi ha dipendenti, poi, deve prendere le misure con il nuovo mercato per capire quanti e quando farli rientrare dalla cassa integrazione”.

 

Secondo l’analisi di Confcommercio Toscana, in questa prima settimana dopo la fase del lockdown nel settore dei pubblici esercizi dovrebbe rientrare al lavoro, in media, un dipendente su due, ovvero circa 26.500 persone sulle 53.500 totali impiegate nel comparto.

 

Cna Firenze parla di riaperture a macchia di leopardo, sia per quanto riguarda le varie zone della città di Firenze che per la tipologia di attività.

 

“Pur essendo lunedì mattina, giorno di chiusura per molti esercizi, possiamo affermare che alcune attività, specie quelle più legate al turismo e posizionate nel centro cittadino, sono ancora dietro le quinte, sia per studiare il contesto, sia perché obiettivamente non hanno avuto il tempo per riallestire in sicurezza, visto che l’ok ufficiale, linee guida comprese, è stato pubblicato solo ieri poco prima di cena – spiega Fabrizio Cecconi, direttore generale di CNA Firenze – Un settore che sicuramente è ripartito senza indugio è il benessere: parrucchieri ed estetisti, spesso piccole imprese a trazione familiare, non potevano più sostenere economicamente la situazione e hanno il vantaggio di rispettare ormai da un decennio norme per la tutela della salute pubblica”.

 

Qualche problema in meno nella riapertura, spiega CNA, per le imprese senza dipendenti, più snelle e facilmente adattabili a contesti mutevoli “mentre esercizi come ristoranti, bar, commercio hanno ripreso con prudenza, chiamando al lavoro solo una parte dei dipendenti” continua Cecconi.

 

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