Montemurlo, rapinarono una sala slot: due uomini arrestati. Un terzo è ancora ricercato
L'episodio è accaduto a maggio: i tre minacciarono la titolare con una pistola e rubarono circa 5.000 euro dalla cassa
giovedì 05 novembre 2026 16:53
Arrestati due uomini per una rapina aggravata commessa nello scorso maggio ai danni di una sala slot di Montemurlo.
Gli autori della rapina sono tre, tutti di cittadinanza rumena. Entrarono in azione con il volto completamente travisato facendo irruzione nella sala slot e bloccando la titolare dell'esercizio commerciale all'interno dell'ufficio. Uno dei rapinatori, armato di pistola, tendendo la donna per un braccio, la invitava a consegnare i soldi conservati nella cassaforte che, una volta aperta risultava invece essere vuota. Tuttavia, si impossessava della somma in contanti custodita nella cassa, euro 5.000,00 circa, e si allontanava repentinamente a bordo di un'auto.
Dalla visione delle telecamere esterne e dall'analisi dei transiti veicolari, è stato accertato che i tre rapinatori si allontanarono a bordo di un'autovettura risultata poi essere provento di furto, commesso a Prato nei giorni precedenti.
Nei giorni successivi alla rapina, una pattuglia dei Carabinieri, a seguito di segnalazione telefonica pervenuta alla locale Centrale Operativa, ha effettuato a Montemurlo il controllo di un altro veicolo a bordo del quale sono stati identificati quattro soggetti di nazionalità rumena, tutti pluripregiudicati anche per reati contro il patrimonio. Il giorno seguente, presso la predetta sala slot, è stata consegnata la chiave di un veicolo corrispondente a quello rilevato dalle telecamere.
Essendo l'esercizio commerciale prossimo al luogo in cui sono stati controllati i quattro rumeni, è stato verificato che la chiave apparteneva all'autovettura utilizzata per la fuga e abbandonata nelle immediate vicinanze della sala slot, in un parcheggio pubblico. La portiera di detta autovettura è stata aperta proprio con la chiave ritrovata. Inoltre, nelle adiacenze del mezzo, nascosto dentro una siepe, è stato rinvenuto uno zaino con all'interno alcuni indumenti corrispondenti a quelli indossati dai tre rapinatori per commettere la rapina, oltre a un piede di porco, che sono stati pertanto sequestrati.
Le successive indagini hanno confermato la consequenzialità fra l'arrivo della prima autovettura appena dopo la perpetrazione della rapina, proprio in quel parcheggio e un minuto dopo la ripartenza, sempre dal medesimo parcheggio, della seconda autovettura, particolare che lega fra di loro i due veicoli e i relativi occupanti, ripresi a loro volta da alcune telecamere private di attività commerciali lì presenti.
Gli elementi investigativi, implementati con la comparazione e la verificata corrispondenza degli indumenti rinvenuti e sequestrati con quelli indossati in occasione del citato controllo degli occupanti con quelli indossati dai tre rapinatori, nonché delle caratteristiche fisiche, della corporatura e dell'andatura dei tre indagati con quelle dei soggetti ripresi, con gli esiti dell'analisi dei tabulati telefonici sulle utenze cellulari nella disponibilità dei sospettati, che collocavano gli stessi a Montemurlo in orari corrispondenti a quelli della rapina e, infine, le risultanze dei tracciati GPS del secondo veicolo, risultato essere stato noleggiato da altro soggetto non destinatario di misura, costituiscono la base indiziaria che ha condotto all'emissione delle tre misure cautelari.
L'impiego delle armi, il travisamento, la rapidità e la freddezza mostrata dai malviventi in azione e la disponibilità di un mezzo destinato all'immediato allontanamento disvelano, secondo il giudice, una seria capacità criminale del commando operativo ed escludono che si tratti di una condotta estemporanea.
L'esecuzione della misura cautelare è avvenuta questa mattina da parte dei Carabinieri di Montemurlo. Il primo rapinatore è stato arrestato dai predetti militari e, terminate le formalità di rito, tradotto presso la locale Casa Circondariale La Dogaia di Prato. Il secondo è stato rintracciato in tarda mattinata a Roma, anche grazie al supporto degli appartenenti alla Compagnia CC di Roma Trastevere e associato al carcere romano di Rebibbia, mentre il terzo, allo stato attuale irreperibile, è ricercato in quanto già destinatario di Mandato di Arresto Europeo per analogo reato perpetrato in altro contesto territoriale.
