RSA Le Civette, Pierguidi: 'Una vera e propria eliminazione. Firenze si mobiliti'
Il presidente del Quartiere 2 chiede di riportare la struttura a 60 ospiti e annuncia la mobilitazione
lunedì 28 settembre 2026 18:27
"Chiamiamo le cose con il loro nome: quello che l'Azienda Sanitaria sta mettendo in atto sulla RSA Le Civette di San Salvi è una vera e propria eliminazione inaccettabile". A intervenire sul futuro della struttura è Michele Pierguidi, presidente del Quartiere 2 e membro dell'Assemblea e della Giunta della Società della Salute, che chiede al Comune di Firenze di opporsi alla prospettiva di chiusura.
Una vicenda sulla quale nelle ultime settimane è cresciuta la preoccupazione. Le Civette è una RSA interamente pubblica e attualmente ospita 19 anziani. Il 23 settembre la cooperativa Proges, che gestisce il servizio, ha comunicato l'avvio della procedura di licenziamento collettivo per 26 lavoratori, indicando la cessazione definitiva della propria attività nella struttura dal 1° gennaio 2027.
Adesso Pierguidi alza ulteriormente i toni. "Di fronte alla cancellazione progressiva di questa struttura non ci possono essere né aperture né mediazioni al ribasso - afferma -. Il Consiglio Comunale, la Giunta e la Sindaca di Firenze facciano valere la propria voce e la voce dell'intera città contro questa scelta sbagliata dell'ASL. Ne hanno il dovere, l'onere e l'onore. Lo facciano e basta, fermando questo smantellamento senza tentennamenti".
Il presidente del Quartiere 2 indica anche quella che, a suo giudizio, dovrebbe essere la strada da seguire: completare i lavori nella porzione della RSA smantellata nel 2023, trasferirvi gli ospiti e intervenire successivamente sugli spazi attualmente utilizzati.
"L'ASL ha una sola strada: finire immediatamente i lavori nella parte di RSA smantellata nel 2023 per presunti interventi mai avviati, trasferire gli ospiti nei locali rimessi a nuovo e fare poi i lavori nella parte dove si trovano adesso. L'unico obiettivo accettabile è riportare la capienza ad almeno 60 ospiti, esattamente com'era prima del 2023. Qualsiasi scenario diverso significa condannare la struttura alla chiusura", sostiene Pierguidi.
La presa di posizione viene accolta positivamente da Francesco Grazzini, capogruppo di Italia Viva-Casa Riformista, che parla di "una novità politica importante" e auspica che diventi la linea dell'intera amministrazione comunale.
"Le Civette è uno degli ultimi presidi pubblici per gli anziani non autosufficienti della nostra città. In un momento in cui le liste d'attesa per le RSA sono lunghe e l'offerta pubblica è già insufficiente, rinunciare a questi posti significherebbe ridurre ulteriormente un servizio di cui Firenze ha bisogno", afferma Grazzini.
"Finora le risposte dell'Amministrazione comunale erano state più deboli e interlocutorie. Per questo ci auguriamo che la posizione espressa oggi da Pierguidi diventi la posizione ufficiale di tutta l'Amministrazione: Sindaca e Giunta facciano sentire con chiarezza la voce di Firenze e chiedano formalmente alla ASL di tornare sui propri passi".
Pierguidi, intanto, chiama in causa anche gli altri presidenti di Quartiere e annuncia la mobilitazione. "Rivolgo un appello accorato a tutti i miei colleghi Presidenti di Quartiere affinché uniamo le forze per difendere la sanità e l'assistenza pubblica su tutto il territorio cittadino. Non assisteremo in silenzio a questo blitz: chiameremo tutta la cittadinanza alla mobilitazione per bloccare questa chiusura. San Salvi e Firenze non rinunceranno mai alla loro RSA pubblica".
Applaudono anche le consigliere di Firenze Democratica, Cecilia Del Re e Serena Berti: “Apprezziamo che il presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi stia dando seguito al mandato ricevuto dal Consiglio di Quartiere, che ha approvato all’unanimità la mozione sulle Civette nata dalla nostra iniziativa e del gruppo di SPC. Ora ci auguriamo che anche il Consiglio comunale faccia sentire con chiarezza la propria voce. La mozione sulla chiusura della RSA Le Civette non è ancora stata discussa in commissione 4 e in consiglio comunale, e riteniamo importante che venga portata al più presto in aula e approvata.
Il Quartiere 2 ha già espresso una posizione unanime: Le Civette devono rimanere una RSA pubblica a San Salvi, tutelando gli ospiti, i lavoratori e la capacità assistenziale della struttura. Ora tocca al Consiglio comunale fare altrettanto e sostenere con forza questa posizione nei confronti dell’ASL e della Regione, e Sindaca e Giunta ascoltino gli eletti e agiscano di conseguenza.
È un tema che riguarda il Quartiere 2, ma soprattutto riguarda tutta Firenze e il futuro dei servizi sociosanitari pubblici della nostra città".
"Michele Pierguidi, presidente del Quartiere 2, chiede alla Sindaca, alla Giunta e al Consiglio comunale di opporsi alla chiusura della RSA pubblica Le Civette di San Salvi. Siamo d'accordo. Il Comune ha già la sede per farlo: la Società della Salute, dove siede accanto all'Azienda sanitaria", dicono Dmitrij Palagi e Lorenzo Palandri di Sinistra Progetto Comune. "Le parole del presidente sono nette. Nel comunicato pubblicato oggi sulla Rete Civica parla di «eliminazione inaccettabile» e scrive che «non ci possono essere né aperture né mediazioni al ribasso». Per l'Azienda indica una sola strada: completare subito i lavori nell'ala chiusa nel 2023, spostarci chi abita oggi nella struttura, poi intervenire sul resto e riportare la capienza «ad almeno 60 ospiti, esattamente com'era prima del 2023». Il mandato votato all'unanimità dal Consiglio di Quartiere 2 il 14 settembre, sulla mozione di Serena Berti e di Lorenzo Palandri, chiedeva il ripristino di quaranta posti con un cronoprogramma verificabile. Se ora l'asticella si alza, tanto meglio: vuol dire che in Quartiere nessuno si accontenta.
Nel frattempo la situazione è peggiorata. Secondo le organizzazioni sindacali, l'Azienda ha comunicato la cessazione del contratto di gestione al 31 dicembre 2026, e da lì è partita la procedura di licenziamento collettivo per 26 persone, quasi tutte donne. Nella struttura vivono diciannove persone anziane. Il sindacato ricorda che già nel 2023, quando fu chiusa un'ala, le istituzioni garantirono la continuità assistenziale, e che il prezzo di quello spostamento lo pagarono le persone anziane che lì avevano la loro casa. Pierguidi aggiunge che i lavori annunciati allora non sono mai partiti".
"C'è poi una contraddizione negli atti dell'Azienda. Con la deliberazione del Direttore generale n. 210 del 27 febbraio 2026, il lotto che comprende Le Civette era in programmazione per 25.623.832 euro, IVA esclusa, per una durata fino a otto anni. Sette mesi dopo arriva la cessazione al 31 dicembre. Non sappiamo cosa sia cambiato in mezzo, e lo chiediamo", continuano da Sinistra Progetto Comune. "Qui c'è il punto politico. Il presidente del Quartiere siede nell'Assemblea e nella Giunta della Società della Salute, e chiede alla Sindaca di far sentire la voce della città. Ma la voce della città in Società della Salute è quella del Comune, che ne è socio e che per legge regionale rilascia anche l'autorizzazione al funzionamento delle strutture. Da un mese chiediamo che quella voce diventi una posizione scritta. Finora la posizione scritta l'ha messa nero su bianco un Consiglio di Quartiere, che non autorizza strutture e non programma servizi. Non l'ha fatto chi ha il potere di farlo.
Chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di portare in Società della Salute tre richieste precise. Primo, il ritiro della cessazione del contratto al 31 dicembre. Secondo, nessun licenziamento, con la tutela piena delle lavoratrici e dei lavoratori in qualunque passaggio di gestione. Terzo, lavori per fasi con un cronoprogramma pubblico che riporti i posti persi dal 2023, senza che nessuna delle persone che ci abitano debba lasciare la struttura. Il centro diurno per demenze e Alzheimer non torna con una delibera: l'accreditamento è decaduto con il decreto regionale n. 8755 del 28 aprile 2025, quindi nuova autorizzazione e nuovo accreditamento vanno messi nero su bianco nello stesso cronoprogramma.
Venerdì 2 ottobre alle 15 è stato convocato un presidio con conferenza stampa davanti alla RSA, con un appello a chiunque voglia difendere la sanità pubblica e i diritti di chi è più fragile. Ringraziamo chi lo ha organizzato e chi in questi mesi ha tenuto accesa l'attenzione su Le Civette: saremo lì".
