Sentiero Film Factory, la 6ª edizione va a Saulius Baradinskas con 'Concrete Kids'

Ambientato nella Lituania post-sovietica, il film narra la storia di un adolescente che cerca riscatto nella musica

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lunedì 28 settembre 2026 13:23

È “Concrete Kids” del regista lituano Saulius Baradinskas ad aggiudicarsi il premio come miglior cortometraggio della 6ª edizione di Sentiero Film Factory, il festival fiorentino dedicato ai cortometraggi e ai lungometraggi d’esordio, che si è concluso sabato 26 settembre.

 

Ambientato nella Lituania post-sovietica e in parte ispirato ai ricordi d’infanzia del regista “Concrete Kids” pone al centro della storia Rokas, un adolescente che canta in un coro e cerca nella musica una possibilità di riscatto da un quartiere segnato dalla violenza.

 

La giuria, composta dai registi Antonio Bannò, Beatrice Baldacci e Ado Hasanović, ha assegnato al film il premio per il Miglior Cortometraggio con la seguente motivazione: “Per la capacità di trasformare la violenza quotidiana in una fiaba nera e struggente, Concrete Kids racconta l'infanzia negata di ragazzi cresciuti nei cortili di un quartiere popolare sovietico, costretti a sopravvivere invece che a giocare. Attraverso la parabola di Rokas, che sceglie il canto come unica via di fuga e insieme come condanna, il regista Saulius Baradinskas costruisce, sul crescendo ipnotico del Bolero di Ravel, un dramma musicale che intreccia realismo sociale e realismo magico con rigore visivo e potenza emotiva rare. Un film che restituisce bellezza e dignità a un mondo dominato dalla brutalità, ponendo con forza la domanda: rispondere alla violenza con la violenza, o con la voce?”.

 

Durante la cerimonia di premiazione sono stati annunciati anche i vincitori delle diverse sezioni e categorie del festival. Per la Miglior Fotografia il riconoscimento è andato a Gianluca Palma per “The Enemy” di Andrej Chinappi, premiato per uno sguardo capace di restituire con precisione la luce naturale e aspra della montagna, trasformando un pomeriggio di gioco infantile in una tensione visiva quasi bellica. La giuria ha sottolineato in particolare l’uso del formato 4:3 e il controllo rigoroso della composizione, capaci di costruire uno spazio chiuso e claustrofobico in cui ogni inquadratura amplifica il crescente disagio della storia: “Una fotografia insieme naturalistica e simbolica, che sa trasmettere la fragilità dell'infanzia e la brutalità che si annida dietro il gioco”.

 

Il premio per il Miglior Montaggio è stato assegnato a Gianni Forteleoni per “Les Dieux” di Anas Sareen per “la capacità di orchestrare tempo e memoria attraverso un montaggio che non racconta il lutto in modo lineare, ma lo fa vivere nel corpo dello spettatore. Un ritmo che alterna silenzio e movimento, lasciando che il dolore dei due fratelli si sciolga gradualmente fino a farsi danza e la danza, a sua volta, linguaggio di riconciliazione”.

 

Sul fronte interpretativo, il premio alla Miglior Attrice è stato assegnato a Ines Høysæter Asserson per “Animalia” per “un’interpretazione intensa e misurata, capace di raccontare attraverso i silenzi una trasformazione profonda”. Un lavoro nel quale l’attrice accompagna lo spettatore nel progressivo sgretolarsi delle certezze, rendendo sempre più sottile il confine tra umano e animale.

 

Il premio per la Miglior Regia è andato a Dean Wei per “The Apple Doesn’t Fall”, con la seguente motivazione: “Per una regia capace di trasformare lo spazio domestico in un dispositivo narrativo, orchestrando corpi, gesti e movimenti in una coreografia sorprendente. Un linguaggio visivo originale che, attraverso la messa in scena, riesce a raccontare le fragilità nascoste dietro una famiglia”.

 

Il Premio “Luciano del Sette” per la Miglior Colonna Sonora è stato invece assegnato a Piernicola Di Muro per le musiche di “The Enemy” di Andrej Chinappi, per “una colonna sonora capace non solo di accompagnare le emozioni, ma di raccontarle, facendo della musica uno strumento narrativo in grado di accrescere il mistero e la tensione e di portarci nel dramma del racconto”.

 

La giuria ha inoltre attribuito una Menzione Speciale a “Mambo Kids” di Emanuele Tresca, premiando come migliori attori Alessandro Nicola Bernardo e Flavio Condemi, “per la capacità di tessere un racconto di grande delicatezza, affidandolo a due protagonisti capaci di condurci dentro le loro emozioni con naturalezza, senza mai svelare la macchina del cinema”.

 

Il palmarès della sesta edizione si completa con i riconoscimenti assegnati alle altre sezioni del festival. Per Sentierini +11, dedicata al pubblico più giovane, ha vinto “Shoes” di Giuseppe Carrieri, produzione tra Italia e Kenya e per la sezione Sentierini +5 dove ha vinto “Two Trams, stop motion” di Svetlana Andrianova.

 

Nella sezione Sentiero Film School il premio è andato ad “Arborea” di Letizia Zatti, una produzione CSC Centro Sperimentale di Cinematografia, mentre una Menzione Speciale è stata attribuita a “Perduta gente” di Marco Di Filippo.

 

Tra gli altri riconoscimenti figura “La penna di Babele” di Enrico Budri, cortometraggio italiano presentato nella Sezione Corto Espresso, i corti cortissimi di Sentiero Film. Per la sezione dedicata ai videoclip, Sentiero Music, il premio è stato assegnato a “Di notte” di Anouk Chambaz. Spazio anche ai progetti cinematografici ancora da realizzare: “A occhi chiusi” di Fabrizio Giovanardi si è aggiudicato il premio per il Miglior Pitch, mentre “L’amore è come l’ellera” di Manuel Rossi ha vinto il Premio Lupin Film.

 

Con il palmarès si chiude così una sesta edizione che ha segnato un ulteriore passo nella crescita di Sentiero Film Factory: un festival che per la prima volta ha aperto il proprio percorso a Poggibonsi, costruendo una rete più ampia sul territorio toscano, ma che continua a mantenere il suo cuore e le sue radici a San Frediano, tra le Ex Leopoldine, il Circolo Aurora, il Conventino, la Biblioteca Thouar e gli altri luoghi del quartiere che negli anni ne hanno costruito l’identità. Un progetto che continua così a intrecciare cinema indipendente internazionale, formazione, sostegno ai giovani e attenzione ai temi sociali contemporanei.

 

 

 
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