Prato, all'ospedale Santo Stefano arriva la risonanza magnetica cardiaca
Il nuovo servizio amplia gli esami disponibili per lo studio non invasivo delle patologie cardiovascolari
martedì 22 settembre 2026 20:03
Prende il via all’ospedale Santo Stefano di Prato il nuovo servizio di risonanza magnetica cardiaca, che amplia l’offerta diagnostica per la valutazione non invasiva delle patologie cardiovascolari.
La risonanza magnetica dell’ospedale è stata dotata di un programma specifico per lo studio delle strutture cardiache. Il nuovo servizio permetterà di effettuare esami mirati, ottenendo informazioni dettagliate sulla morfologia e sulla funzione del cuore e sulle caratteristiche del tessuto miocardico.
L’attività nasce dalla collaborazione avviata oltre dieci anni fa tra la Radiologia, diretta da Maurizio Bartolucci, che guida anche il Dipartimento di Diagnostica, e la Cardiologia diretta da Anna Toso. Quest’ultima fa parte del Dipartimento delle Specialistiche mediche, diretto da Pasquale Palumbo. Il lavoro congiunto aveva già portato allo sviluppo della diagnostica mediante Angio-TC coronarica e cardiaca.
La risonanza magnetica cardiaca è indicata per i pazienti con una patologia cardiaca sospetta o già conosciuta, quando sia necessario approfondire alterazioni rilevate dagli esami di primo livello oppure ottenere una caratterizzazione più precisa del miocardio.
L’esame viene prescritto dal cardiologo specialista sulla base del quadro clinico e delle necessità di approfondimento diagnostico. Le informazioni raccolte possono contribuire alla diagnosi, alla valutazione del rischio e alla definizione del percorso terapeutico.
La disponibilità della nuova metodica consente inoltre di integrare le diverse tecniche di diagnostica per immagini utilizzate al Santo Stefano, attraverso il lavoro congiunto di cardiologi, radiologi, tecnici e degli altri professionisti coinvolti.
"Siamo particolarmente orgogliosi della collaborazione multidisciplinare che ha accompagnato l’introduzione della nuova metodica", dichiarano Maurizio Bartolucci e Pasquale Palumbo. "Il confronto e l’integrazione tra cardiologi, radiologi, tecnici e tutti i professionisti coinvolti rappresentano un valore aggiunto, a beneficio non solo dei pazienti, ma anche della crescita e della qualificazione degli operatori. L’obiettivo è garantire un percorso diagnostico completo, appropriato e tempestivo, valorizzando le competenze professionali e l’integrazione tra le diverse discipline".
