Firenze, al via il nuovo ciclo di incontri 'Brevissime': tornano le lezioni di storia delle arti
La nuova edizione, dal 24 settembre al 3 dicembre, si concentra sulla parola chiave 'capolavoro'
martedì 22 settembre 2026 11:30
Torna il ciclo di incontri Brevissime, un appuntamento che interroga il patrimonio culturale e la storia dell’arte attraverso lezioni magistrali ad alto profilo scientifico e divulgativo. La nuova edizione, dal 24 settembre al 3 dicembre, si concentra su una parola chiave tanto usata quanto complessa: “CAPOLAVORO”.
Secondo quali criteri, canoni, mode ed equivoci si è arrivati nei secoli a definire che cosa sia un “capo d’opera”? Dieci relatori di rilievo internazionale guidano il pubblico in un viaggio transdisciplinare che scompone e ricompone questo concetto, partendo dalla letteratura e dall'archeologia, attraversando il Rinascimento e l'architettura del Novecento, fino ad arrivare alle provocazioni del contemporaneo.
Si parte il 24 settembre al Museo Bardini con Luca Pietromarchi e la sua riflessione su Le chef d’oeuvre inconnu di Balzac. Con Crisi, la lezione che si terrà il 1° ottobre a Palazzo Corsini durante la Biennale dell’Antiquariato, Michele Dantini analizza la trasformazione del concetto di “capolavoro”, esaminando le sfide che, nei secoli, gli artisti hanno affrontato per creare opere capaci di durare nel tempo.
Dopo la pausa a Palazzo Corsini, le lezioni tornano al Museo Bardini fino a dicembre: il 15 ottobre l’archeologo Mario Iozzo ci racconta del Rex Vasorum, ovvero il Vaso Francois, caposaldo dell’artigianato artistico greco del VI secolo a.C., mentre il 22 ottobreAldo Galli, partendo dalla pala con il Martirio di san Sebastiano della National Gallery di Londra, propone un’analisi esemplare sulla transitorietà della nozione di capolavoro .
Il 5 novembre Cecilia Hurley con la lezione Emulare Firenze: le masterpiece rooms nei musei europei 1780-1919 ripercorre la storia delle “masterpiece rooms” che presero a modello la Tribuna degli Uffizi, e dell’impatto che queste ebbero sulla museologia del XIX secolo. La lezione sarà in inglese,con possibilità di usufruire della traduzione simultanea, previa apposita prenotazione scrivendo a brevissime@gmail.com
Il 12 novembre Luca Mattedi – “e fu veramente scuola del mondo”: i capolavori dell’arte secondo gli uomini del Rinascimento” confronta i canoni artistici odierni con quelli del Rinascimento, mostrando come la straordinarietà di un’opera venisse misurata con una sensibilità molto diversa da quella attuale.
Il 19 novembre Roberto Dulio – Un capolavoro malinteso: la Stazione di Firenze SMN, una rilettura dell'opera iconica di Giovanni Michelucci e del Gruppo Toscano, liberata dalle sacralizzazioni critiche e dalle polemiche storiche per analizzarne la reale portata nell'architettura del Novecento.
Il 26 novembre Silvia Davoli e Adriano Aymonino – ‘Mal giudicar puossi’: i volumi di pietre di Leone Strozzi, una lezione a due voci focalizzata sui celebri Album Strozzi di fine Seicento, al confine tra natura, artificio umano, collezionismo eclettico e cultura del Grand Tour. In una conversazione a due, ci mostrano cosa un collezionista del primo Settecento intendesse per “capolavoro”.
La stagione si chiude il 3 dicembre con Cloe Piccoli – Hic sunt leones, un'esplorazione sul concetto di capolavoro nell'arte del XX e XXI secolo: da Marcel Duchamp e Andy Warhol fino a Damien Hirst, Tracey Emin e Maurizio Cattelan.
"Siamo abituati a usare la parola 'capolavoro' come un timbro di qualità assoluto e indiscutibile, - dichiara Giovanni Bettarini, Assessore alla Cultura di Firenze - ma la realtà è che il concetto di bello cambia, si piega alle mode, spesso prende granchi presuntuosi o riscopre ciò che prima disprezzava. Questo ciclo di incontri ha il coraggio di smontare il mito per mostrarci l'ingranaggio che c'è dietro: dall'antichità fino alla stazione di Santa Maria Novella o alla banana di Cattelan. Firenze non deve essere solo il luogo dove i capolavori si venerano a occhi chiusi, ma il posto in cui si impara a sviluppare uno sguardo critico, libero da sacralizzazioni. Per questo le Brevissime si confermano un tassello fondamentale nel panorama culturale della nostra città. La capacità di unire l'alto profilo scientifico con un linguaggio accessibile e divulgativo rispecchia la visione di una Firenze che non si limita a custodire il proprio patrimonio, ma lo interroga e lo rende vivo. Questa nuova edizione, dedicata a un tema stimolante e complesso come quello del 'capolavoro', ci invita a superare i luoghi comuni sull'arte per capire come si formano i canoni estetici e il nostro stesso senso del bello. È un percorso transdisciplinare straordinario che valorizza luoghi d'eccellenza come il Museo Stefano Bardini e Palazzo Corsini, offrendo ai cittadini e ai tanti giovani, grazie anche a lodevoli iniziative come il 'biglietto sospeso', un'occasione unica di approfondimento e crescita culturale."
"Gestire e dirigere i musei civici di Firenze significa fare i conti ogni giorno con la 'tirannia del capolavoro': quelle quattro o cinque opere iconiche che oscurano collezioni e percorsi straordinari – aggiunge Carlo Francini, Direttore dei Musei Civici Fiorentini - . Il valore di Brevissime sta proprio nel farci da contravveleno. Ci ricorda che l'idea stessa di capolavoro è un concetto dinamico, figlio di mode, intuizioni, collezionismi bizzarri e perfino abbagli storici. Ripercorrere questa metamorfosi — fino ad arrivare alle provocazioni del contemporaneo — non è una speculazione accademica, ma una lezione di libertà dello sguardo che aiuta noi a valorizzare meglio i nostri musei e i visitatori a non fermarsi alla solita superficie".
Qui tutto il programma brevissime autunno
