Alzheimer, la storia di Miriam: 'Non voleva essere assistita, l'ha convinta l'ascolto della Cura di Battiato'

Il racconto dell'educatrice domiciliare di Nomos:'Da ex musicista, Miriam ha ritrovato nella musica un modo per esprimere emozioni'

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lunedì 21 settembre 2026 12:12

“Le prime volte che andavo da Miriam, lei mi diceva di andare via. Io le rispondevo dicendo che sarei rimasta soltanto dieci minuti. Era stata un’insegnante di pianoforte e aveva una grande passione per la musica: la svolta è stata quando abbiamo iniziato ad ascoltare “La Cura” di Battiato, che le piaceva molto. Ci siamo messe a piangere insieme e a volte mi stringeva forte la mano. La musica è diventata un modo per entrare in relazione, anche quando le parole e i ricordi diventavano più difficili”. A raccontare la storia è Licia, educatrice domiciliare di Nomos, cooperativa sociale nata nel 2010 che si occupa di assistenza ad anziani e persone con disabilità.

 

“Quando lavoriamo con le persone con Alzheimer cerchiamo prima di tutto di conoscere la loro storia – dice Licia –. Miriam era un’insegnante di pianoforte, per lei la musica era qualcosa di profondamente legato alla propria identità. Per qualcun altro può esserlo un mestiere, una fotografia, una passeggiata, una canzone, un’abitudine. Partire da ciò che una persona è stata ci permette di trovare una strada per entrare in relazione con ciò che è oggi”.

 

“Anche per questo le attività devono essere costruite intorno alle persone – prosegue l'educatrice –. La musica ha funzionato con Miriam, il movimento può essere importante per qualcun altro, così come un’attività manuale o il racconto della propria vita. Sono strumenti che possono riattivare interesse, capacità e ricordi. Per questo Nomos propone gli Atelier Alzheimer, dove le persone vengono coinvolte in attività creative, ricreative e motorie pensate per mantenere vivo l’interesse verso le azioni quotidiane e stimolare capacità e competenze”.

 

“Ogni persona che incontriamo porta con sé una storia diversa – conclude Licia –. Per questo prima ancora della malattia dobbiamo provare a vedere la persona. Miriam per me rimane l’insegnante di pianoforte che amava Battiato e con cui abbiamo finito per piangere insieme ascoltando “La Cura”. È da lì che passa il nostro lavoro: trovare ciò che ancora può emozionare e usarlo per tornare a incontrarsi”.

 

Nell’ultimo anno Nomos ha seguito 265 caregiver e 220 pazienti, di cui 160 nella città metropolitana di Firenze, e i restanti in provincia di Prato, Grosseto, Siena e Pistoia.

 

Immagine di repertorio

 

 
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