Palazzo Giovane, confronto sulla nuova concessione. Le opposizioni sollevano dubbi, il Comune replica
Palagi (SPC), Chelli e Sirello (FdI) intervengono sulla gara per la gestione dello spazio. Palazzo Vecchio: 'La ristorazione è uno strumento di autofinanziamento'
venerdì 28 agosto 2026 19:25
Si apre il confronto sulla nuova concessione di Palazzo Giovane, l'immobile comunale in vicolo Santa Maria Maggiore che dal 2014 ospita ZAP e attività rivolte prevalentemente ai giovani. A intervenire sulla procedura sono il consigliere di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e i consiglieri di Fratelli d'Italia Matteo Chelli e Angela Sirello. Palazzo Vecchio replica chiarendo l'impostazione della gara e il rapporto tra attività commerciali e funzione aggregativa, culturale e formativa dello spazio.
La precedente concessione è scaduta nel novembre 2025 ed è stata prorogata fino al 31 agosto. Il 21 agosto il Comune ha avviato la procedura per il nuovo affidamento, della durata di quattro anni.
Secondo Palagi, il punto critico riguarda il peso assunto dalla ristorazione nel modello economico previsto dalla gara. "Il punto è che negli atti di quella gara l'attività principale non è il centro giovani. È il ristorante. Il codice merceologico con cui Palazzo Vecchio ha classificato l'affidamento è quello dei servizi di ristorazione con cameriere, scelto perché è l'attività economicamente prevalente. E nel piano dei conti allegato alla gara, su quasi 4,8 milioni di euro di ricavi previsti in quattro anni, 3,7 milioni vengono dal bar e dal ristorante e poco più di un milione da tutto ciò che riguarda le ragazze e i ragazzi".
Il consigliere cita quindi la documentazione secondo cui "i proventi economico-commerciali derivanti dal servizio di ristorazione e bar finanzino e garantiscano la copertura dei costi" delle altre attività. "Tradotto: se il ristorante non incassa, il centro giovani non c'è. Sul bilancio comunale, per quello spazio, non è previsto un euro".
Palagi interviene anche sulle tariffe indicate nel piano economico della gara, citando, tra le altre, quelle per corsi di formazione, sala prove, postazioni di lavoro e spazi destinati alle associazioni. Solleva inoltre il tema del rapporto tra il valore dell'immobile e la base d'asta: "La commissione del Comune che valuta gli immobili ha stimato in 165.000 euro l'anno quanto varrebbe quello spazio sul mercato; la base d'asta è di 10.000 euro l'anno". Lo stesso consigliere precisa però che nella concessione precedente non era previsto alcun canone e aggiunge: "Da questo punto di vista si fa un passo avanti".
Tra i punti sollevati da Sinistra Progetto Comune c'è anche la gestione degli spazi utilizzati dalle associazioni, che secondo Palagi potranno essere concessi anche a pagamento dal futuro gestore a tariffe definite "calmierate rispetto ai valori di mercato". Palagi sottolinea inoltre che, secondo quanto previsto dalla gara, alcune attività culturali, artistiche e formative possono essere affidate in subappalto, mentre questa possibilità non è prevista per bar e ristorante.
Il consigliere prende le distanze anche dalla posizione espressa da Fratelli d'Italia sul tema della presenza degli studenti. "Non è la nostra posizione. Il centro storico non si difende svuotandolo di giovani: si difende tenendoci dentro spazi pubblici veri. Il problema non è che a Palazzo Giovane ci siano troppe studentesse e troppi studenti, è che l'unico spazio pubblico per i giovani dentro l'area riconosciuta dall'Unesco viene tenuto in piedi da un ristorante invece che da una scelta di bilancio". Sinistra Progetto Comune annuncia quindi la richiesta di portare il tema in una commissione dedicata.
Sulla nuova concessione intervengono anche Matteo Chelli e Angela Sirello di Fratelli d'Italia, concentrandosi sul canone, sulle modalità della procedura e sulla destinazione dello spazio.
"Il Comune di Firenze ha avviato una procedura negoziata per l’affidamento in concessione del servizio di ristorazione e bar presso Palazzo Giovane in vicolo Santa Maria Maggiore, unitamente ad altri servizi secondari e strumentali al primo, quali quelli culturali e ricreativi rivolti ad un pubblico prevalentemente giovanile e universitario. La concessione, della durata di 4 anni, prevede la corresponsione di un canone annuo piuttosto modesto, pari a 10.000 euro, a fronte di un canone determinato dalla Commissione valutazioni immobiliari di 165.000 euro. Perché? È il costo della rinuncia patita dell’amministrazione a beneficio delle secondarie attività culturali? Come sarà esercitato, tuttavia, il controllo su di esse? Il valore complessivo stimato della concessione è di 5.393.286,93, appena 10.000 euro al di sotto del valore della soglia europea, per cui è escluso l’obbligo di procedura aperta a cui tutti gli operatori indistintamente potrebbero partecipare in risposta all’avviso."
"Chiariamoci: a Palazzo Giovane oggi esiste già un’attività di ristorazione. Tuttavia, la stessa è stata avviata in occasione dell’affidamento originario dello spazio, avvenuto nel 2013, prima che entrasse in vigore il Regolamento UNESCO. Ora che la concessione in essere è giunta a scadenza, la vecchia licenza di somministrazione, di fatto, dovrà considerarsi cessata, tanto più se arriverà un nuovo soggetto commerciale. Come potrà l’amministrazione consentire una deroga al Regolamento che vieta nuove aperture? Come lo spiegherà agli altri imprenditori?"
"In ogni caso, davvero non c’era altra utilizzazione possibile di quel palazzo? Si parla tanto di agevolare la permanenza dei pochi rimasti e di favorire il ritorno di residenza in centro storico, ma a quanto pare sono solo parole a cui non seguono fatti concreti. Alla prima occasione utile, infatti, la scelta dell’amministrazione ricade su proposte di valorizzazione rivolte perlopiù a studenti, quando a mancare sono quelle per i cittadini. Presenteremo un question time alla Giunta in occasione del prossimo Consiglio utile", dichiarano Chelli e Sirello."
Da parte sua, Palazzo Vecchio chiarisce che, secondo l'impostazione della gara, la ristorazione non rappresenta la finalità della concessione. Il Comune richiama il Capitolato Tecnico, che definisce l'affidamento "unitario e inscindibile": attività commerciali e servizi aggregativi, culturali, artistici, ricreativi e formativi fanno quindi parte, secondo l'Amministrazione, di un unico progetto gestionale.
Il modello prevede che i ricavi di bar e ristorante contribuiscano a finanziare i costi delle attività rivolte prevalentemente ai giovani. La componente commerciale, sostiene il Comune, è dunque funzionale alla sostenibilità economica della funzione pubblica dello spazio. Il Capitolato stabilisce inoltre che ristorazione e bar debbano essere una "naturale estensione della vocazione aggregativa, culturale, artistica, ricreativa e formativa" di Palazzo Giovane.
Al futuro concessionario sarà richiesto di garantire iniziative e servizi tra cui eventi, mostre, performance, corsi, workshop e seminari, oltre a spazi per lo studio e la socialità. Secondo Palazzo Vecchio, la struttura ospita attualmente una decina di soggetti utilizzatori che potranno continuare a usufruire degli spazi a condizioni accessibili.
Sul canone, il Comune precisa che i 10mila euro annui rappresentano la base d'asta, soggetta a rialzo, e non il valore complessivo della concessione. La cifra, spiega l'Amministrazione, tiene conto dei costi e dei ricavi potenziali, dei vincoli sull'utilizzo della struttura, delle tariffe calmierate e delle agevolazioni previste. Il concessionario dovrà inoltre sostenere manutenzione ordinaria, utenze, custodia, pulizia e gli altri costi della gestione, assumendone il rischio operativo.
"Palazzo Giovane è uno spazio per le nuove generazioni e deve continuare a esserlo – sottolinea l'assessora alle Politiche giovanili Letizia Perini -. La ristorazione non è l'obiettivo della concessione, ma uno strumento di autofinanziamento per sostenere economicamente le attività culturali, artistiche, formative e aggregative rivolte ai giovani. È proprio per questo che abbiamo ridotto gli spazi destinati alla parte commerciale, preservando quelli dedicati alle associazioni e alle attività. Palazzo Giovane non è un immobile da mettere semplicemente a reddito: è un luogo pubblico che deve continuare a produrre opportunità, socialità e partecipazione per le nuove generazioni. E anche in altri contesti, come quelli delle associazioni sportive, sappiamo che un punto ristoro può essere una componente importante per sostenere economicamente le attività e favorire l'aggregazione".
