Palazzo Strozzi, 'Rothko a Firenze' chiude con record di visitatori. In arrivo 'Broken', 'California Dreaming' e Basquiat
Oltre 300mila visitatori per la mostra, la più vista di sempre nella storia della Fondazione Palazzo Strozzi
lunedì 24 agosto 2026 17:56
Domenica 23 agosto è calato il sipario su 'Rothko a Firenze', che ha segnato un record di visitatori.
La mostra, concepita appositamente per le sale di Palazzo Strozzi e le due sedi satelliti del Museo di San Marco e della Biblioteca Medicea Laurenziana, a cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna, ha celebrato il legame speciale tra il grande maestro dell’arte moderna americana e Firenze, con opere provenienti da prestigiose collezioni private e dai più importanti musei internazionali, tra cui il Museum of Modern Art (MoMA) e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra e la National Gallery of Art di Washington DC.
Nei 162 giorni di apertura, sono stati 301.730 i visitatori a Palazzo Strozzi, rendendo 'Rothko a Firenze' la mostra più visitata della storia ventennale della Fondazione. Nello stesso periodo sono stati 96.665 i visitatori del Museo di San Marco "confermando lo straordinario successo e incremento di visitatori" come già accaduto per la mostra Beato Angelico e 32.140 quelli della Biblioteca Medicea Laurenziana.
Fin dall’apertura, l’esposizione è stata acclamata dalla stampa nazionale e internazionale – dal «New York Times» al «Wall Street Journal», dal «Financial Times» a «El País», da «Le Figaro» ad «Apollo Magazine» – che ne ha sottolineato l’eccezionale qualità del percorso, la rilevanza dei prestiti e la capacità di offrire una lettura profondamente coinvolgente dell’opera di Mark Rothko, in dialogo con Firenze e con i suoi luoghi più emblematici.
Con questa mostra, la Fondazione Palazzo Strozzi ha confermato il proprio ruolo nella valorizzazione culturale del territorio, attirando visitatori che tornano a Firenze appositamente per i progetti espositivi proposti. Per Rothko a Firenze, "il 60% del pubblico (200.000 visitatori) è stato composto da italiani e stranieri non residenti nell’area metropolitana di Firenze che hanno raggiunto la città appositamente per visitare la mostra, in giornata o con soggiorni prolungati: il dato più alto mai registrato nella storia della Fondazione, con un rilevante impatto sull’economia locale. Importante anche il dato di partecipazione alle attività educative e di public program della mostra, con una ampia diffusione tra i vari pubblici dai giovani under 30 alle famiglie, dalle scuole e le università ai progetti di accessibilità".
La mostra ha ottenuto ampia visibilità anche online: oltre 6.100.000 persone sono state raggiunte dai contenuti pubblicati sui canali social della Fondazione (Facebook, Instagram, TikTok e LinkedIn), con più di 470.000 interazioni tra like, commenti e condivisioni. Nel periodo dell’esposizione, il sito palazzostrozzi.org ha registrato oltre 538.000 utenti per un totale di più di 1.900.000 pagine visualizzate, confermando la forte attrattività della mostra.
"Rothko a Firenze ha rappresentato un progetto di eccezionale importanza per Palazzo Strozzi e per la città, capace di offrire al pubblico un incontro profondo e inedito con uno dei più grandi protagonisti dell’arte del Novecento – dichiara Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi –. La straordinaria partecipazione dei visitatori e l’attenzione della stampa nazionale e internazionale confermano la qualità di un’esposizione costruita attraverso prestiti eccezionali e un percorso pensato per creare un dialogo intenso tra l’opera di Rothko, gli spazi di Palazzo Strozzi e la storia artistica di Firenze. Questo risultato rafforza la nostra missione: realizzare mostre ambiziose e accessibili, capaci di unire ricerca e partecipazione, consolidando il ruolo di Palazzo Strozzi come centro culturale di riferimento a livello internazionale".
"Siamo felici di aver dato vita insieme a Palazzo Strozzi a un confronto irripetibile al Museo di San Marco tra due artisti lontani nel tempo ma sorprendentemente vicini nella capacità di affidare alla pittura una dimensione di meditazione, spiritualità e introspezione" sottolinea Carlotta Paola Brovadan, direttrice regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura. "L’esperienza straordinaria dell’incontro tra gli affreschi dell’Angelico e la pittura di Rothko si è trasformata in una suggestione unica per il pubblico confermando il valore della collaborazione con Fondazione Palazzo Strozzi, che si è consolidata nel tempo e che continua a dimostrare quanto sia fecondo costruire progetti capaci di mettere in relazione l’antico e il contemporaneo, valorizzando il patrimonio storico e artistico e la sua capacità di parlare al pubblico di oggi"
"Talvolta la valorizzazione e la rilettura di uno spazio così iconico come il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana di Michelangelo hanno bisogno di percorrere strade audaci e coraggiose", dichiara Francesca Gallori, direttrice della Biblioteca Medicea Laurenziana (Ministero della Cultura), "e l’accostamento di questo spazio con le opere di Rothko lo è stato, permettendo al pubblico di vedere in parallelo l’ispirazione e la sua resa artistica. Per la biblioteca è stata la prima collaborazione con Fondazione Palazzo Strozzi: lo straordinario successo di pubblico e di critica conferma la giustezza della scelta".
Il prossimo appuntamento di Palazzo Strozzi, dal 25 settembre 2026 al 24 gennaio 2027, sarà 'Broken. Il potere del frammento', una grande mostra che celebra il potere evocativo e il fascino che il frammento ha esercitato nella storia della scultura dall’archeologia all’arte contemporanea. Organizzata con la National Gallery of Art di Washington, l’esposizione propone un emozionante viaggio tra culture e storie di tutto il mondo attraverso oltre ottanta opere provenienti dai più importanti musei internazionali, mettendo in luce non solo il valore estetico ma anche le affascinanti vicende storiche e i forti significati politici e simbolici che ogni frammento di scultura racchiude.
Il progetto attraversa epoche e geografie diverse: dall’antico Egitto e dalla Grecia classica alla Cambogia e al Messico, indagando le circostanze che hanno determinato la frammentazione di sculture, dalle guerre alle catastrofi naturali, da ragioni politiche a deliberate scelte artistiche. Accanto a capolavori di grandi maestri della storia dell’arte, tra cui Giovanni Pisano, Michelangelo, Antonio Canova, Auguste Rodin, sono affiancate sculture di artisti contemporanei come Louise Bourgeois, Huma Bhabha, Robert Gober, Francesco Vezzoli e Danh Vo, che hanno scelto il frammento come punto di partenza per nuove possibilità espressive. In occasione della mostra, inoltre, Palazzo Strozzi presenta una nuova installazione dell’artista olandese Mark Manders, concepita per il Cortile rinascimentale.
La mostra indaga le ragioni e le circostanze che hanno determinato la distruzione o il danneggiamento di sculture, dalle iconoclastie antiche e moderne alle devastazioni belliche, dal vandalismo alle calamità naturali. Il percorso conduce attraverso momenti cruciali della storia, tra i quali le guerre e le riforme religiose, la Rivoluzione francese, i conflitti mondiali e l’alluvione di Firenze del 1966, permettendo un’ampia riflessione sul valore politico che queste opere hanno acquisito con la loro rottura.
Se i frammenti sono fondamentali per la nostra comprensione del passato, essi sono molto più che semplici resti di un’unità perduta. Esistono come oggetti autonomi, degni di essere osservati e interpretati come opere d’arte a sé stanti, capaci di oltrepassare il loro contesto originario per raccontare storie di trasformazione, distruzione e rinascita. Nel tempo il loro significato si è evoluto: da simboli di eventi traumatici sono divenuti stimoli per l’immaginazione, generando un dialogo continuo e dinamico tra passato e presente.
Altre grandi mostre del 2027 saranno 'California Dreaming' (20 marzo - 18 luglio 2027) e 'Basquiat. In Italian' (25 settembre 2027 - 23 gennaio 2028).
CALIFORNIA DREAMING (Firenze, Palazzo Strozzi 20 marzo - 18 luglio 2027)
Dal 20 marzo al 18 luglio 2027 la Fondazione Palazzo Strozzi presenta California Dreaming, una grande mostra dedicata alla California attraverso opere di artisti dagli anni Sessanta a oggi, esplorando il fascino e le contraddizioni di questo territorio simbolo di modernità e successo, tra mito e realtà, utopia e disincanto. A cura di Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, California Dreaming è co-organizzata con il Manetti Shrem Museum of Art di Davis, California, dove la mostra sarà curata da Susie Kantor.
Il percorso crea un dialogo intergenerazionale tra figure storiche e voci contemporanee, riunendo artisti nati o attivi in California oppure profondamente legati al suo contesto culturale. David Hockney, James Turrell, Judy Chicago, John Baldessari, Ed Ruscha, Mike Kelley e Catherine Opie sono messi in relazione con esponenti della scena attuale quali Sadie Barnette, Alex Israel, Patrick Martinez, Lauren Halsey e Refik Anadol. L’esposizione attraversa i molteplici immaginari della California: l’edonismo e l’attivismo politico, la cultura popolare e le nuove tecnologie, la car culture e i grandi paesaggi naturali e urbani, l’individualismo e la pluralità di comunità e identità. Con prestiti da musei e collezioni internazionali e nuove produzioni realizzate per l’occasione, California Dreaming propone un percorso tra dipinti, sculture, fotografie, video e installazioni, coinvolgendo l’intero Palazzo Strozzi in un unico progetto espositivo tra Piano Nobile, Cortile e Project Space.
BASQUIAT. IN ITALIAN (Firenze, Palazzo Strozzi 25 settembre 2027-23 gennaio 2028)
Dal 25 settembre 2027 al 23 gennaio 2028 la Fondazione Palazzo Strozzi presenta Basquiat. In Italian, una grande mostra dedicata a Jean-Michel Basquiat, una delle figure più influenti dell’arte del Novecento, offrendo una nuova lettura della sua opera incentrata sulla sua relazione con la storia dell’arte e l’eredità storica e culturale italiana, dall’antichità al Rinascimento.
A cura di Dieter Buchhart e Anna Karina Hofbauer, il progetto riunisce oltre 60 opere provenienti da importanti collezioni pubbliche e private internazionali, mettendo in luce in particolare il legame di Basquiat con l’Italia, intesa sia come fonte di influenze culturali e iconografiche, sia come meta che visitò più volte nel corso della vita.
Figure, modelli e maestri del passato, dalla Roma antica a Leonardo da Vinci, dall’antico Egitto a Galileo Galilei, vengono reinterpretati attraverso il suo inconfondibile linguaggio, capace di intrecciare riferimenti storici e suggestioni contemporanee. Simboli ricorrenti, figure anatomiche, segni grafici, pittogrammi e parole compongono immagini stratificate, aperte a molteplici livelli di lettura. Epoche e culture diverse entrano così in relazione, generando cortocircuiti visivi e concettuali che amplificano nel presente la portata delle sue riflessioni sociali e politiche su temi quali identità, razzismo, disuguaglianze sociali e capitalismo.
