Ponte da Verrazzano, la relazione VAL4: 'Stato generalmente buono, servono interventi di riqualificazione'
Previsti circa sette mesi di lavori per un costo stimato di 7 milioni di euro. L'obiettivo resta il passaggio della tramvia nell'estate 2027
mercoledì 12 agosto 2026 17:55
Uno stato di salute generalmente buono, con alcune criticità localizzate legate anche all'età della struttura. È quanto emerge dalla relazione VAL4 sul ponte da Verrazzano, affidata dal Comune di Firenze al professor Giacomo Morano dell'Università di Firenze. Per il futuro sono previsti interventi di riqualificazione della durata stimata di circa sette mesi, necessari per restituire la piena funzionalità al ponte e prepararlo alla riapertura senza limitazioni di carico e al passaggio della tramvia.
I risultati della relazione sono stati illustrati oggi, mercoledì 12 agosto, dalla sindaca Sara Funaro e dall'assessore alla Mobilità, Viabilità e Tramvia Andrea Giorgio.
“Sono state svolte analisi molto approfondite, che hanno richiesto il tempo necessario quando si parla della sicurezza dei cittadini e della sicurezza del ponte - ha dichiarato la sindaca Funaro -. I risultati sono rassicuranti e restituiscono un quadro molto diverso rispetto a quello che, in questi mesi, è stato raccontato. Una certa narrazione insinuava di un ponte da demolire fino alla necessità di una ricostruzione integrale. Dalle analisi della Val4 emerge che il ponte è complessivamente ben conservato, ma ha bisogno gli interventi di manutenzione per consentirgli di sostenere, senza limitazioni di peso, tutti i carichi previsti: dal traffico veicolare alla tramvia, fino alla mobilità ciclabile e pedonale. Gli interventi individuati avranno una durata di circa sette mesi e un costo stimato di 7 milioni di euro. Si tratta di lavori importanti, ma circoscritti e compatibili con l’obiettivo che avevamo per la messa in esercizio. Questi risultati sono particolarmente importanti perché ci consentono di dare finalmente ai cittadini una fotografia precisa e dettagliata delle condizioni del ponte, garantendo da un lato la massima attenzione alla sicurezza e dall’altro chiarezza sull’intervento che sarà necessario realizzare. Il ponte è in buone condizioni, ma necessita di lavori di manutenzione per poter affrontare in sicurezza e senza limitazioni il futuro sistema di mobilità che lo attraverserà”.
“Con la VAL4 abbiamo effettuato l’analisi più accurata possibile per garantire la massima sicurezza alle persone e ai mezzi che lo utilizzeranno: auto, tramvia, pedoni e ciclisti – ha sottolineato l’assessore Giorgio –. Lo scenario che emerga dalla relazione è complesso ma ci permette di confermare l’obiettivo di avviare l’esercizio della linea tranviaria per Bagno a Ripoli per l’estate 2027. Il risultato della verifica, infatti, conferma l’ipotesi sostanzialmente già definita nel progetto iniziale, aggiungendo alcune lavorazioni sulla base dei dati più recenti possibili. Oggi abbiamo uno scenario frutto di un’analisi dettagliatissima del ponte, con centinaia di prove effettuate, con tempi di intervento e costi definiti in un range affidabile, e questo ci permetterà di far partire i lavori il prima possibile, con una progettazione per stralci per ridurre ulteriormente i tempi. Questi lavori avverranno durante le ultime fasi dei cantieri della linea, che procedono spediti e saranno conclusi entro la fine dell’anno, e dei collaudi per la messa in esercizio”.
Una verifica lunga e complessa
Sul ponte è stata eseguita una VAL4, una verifica di livello 4, il grado più elevato previsto dalle linee guida del 2022 per valutare la sicurezza strutturale, statica e sismica di ponti e viadotti. Sono stati presi in esame tre scenari: lo stato attuale senza limitazioni, quello con il limite per i veicoli superiori alle 3,5 tonnellate e la futura configurazione con il passaggio della tramvia.
Le verifiche hanno richiesto una campagna di indagini particolarmente estesa, anche perché numerosi elementi strutturali non sono direttamente visibili o accessibili. Sono stati recuperati i progetti originali, le relazioni di calcolo e le precedenti prove di carico e sono state effettuate centinaia di verifiche, tra laser scanner, videoispezioni, carotaggi del calcestruzzo, prelievi delle armature, georadar, tomografie ultrasoniche e radiografie e videoendoscopie sui cavi.
Lo stato attuale
Secondo la VAL4, il ponte presenta uno stato generale di conservazione accettabile, con criticità localizzate riconducibili anche al normale degrado di una struttura realizzata oltre cinquant'anni fa. La qualità dei materiali, in particolare dei calcestruzzi dell'impalcato, e la buona esecuzione delle iniezioni delle guaine dei cavi di precompressione hanno contribuito a limitare il deterioramento.
Tra gli elementi meglio conservati figurano pile e spalle, mentre alcune criticità sono state riscontrate sui tiranti delle spalle, sui cavi di precompressione della soletta e sulle armature a taglio delle travi esterne. Nel cassone esterno della campata centrale è stato rilevato anche un accumulo di acqua piovana dovuto all'inefficienza del sistema di smaltimento, senza però danni significativi. La relazione segnala inoltre problemi più generali relativi a impermeabilizzazione, giunti e gestione delle acque.
Il passaggio della tramvia
Uno degli aspetti centrali della verifica riguarda il futuro passaggio della tramvia. Secondo le analisi, la configurazione con la linea tranviaria non comporterà un impegno strutturale superiore a quello del ponte stradale utilizzato senza limitazioni di carico e risulterà inferiore rispetto a quello previsto dal progetto originario.
Il problema, quindi, non sarebbe rappresentato dal peso della tramvia in sé. Prima di poter essere utilizzato senza limitazioni e accogliere la nuova infrastruttura, il ponte dovrà però essere riparato e rinforzato.
Nelle condizioni attuali la struttura risulta infatti idonea al traffico stradale mantenendo le limitazioni già in vigore, con il transito consentito ai veicoli fino a 3,5 tonnellate. Per lo scenario futuro con tramvia, le criticità individuate sono analoghe a quelle che emergerebbero consentendo nuovamente il traffico stradale a pieno carico.
Interventi, tempi e costi
La relazione non indica la necessità di demolire e ricostruire il ponte, ma prevede una serie di interventi mirati di riparazione e rafforzamento. Le opere saranno definite nel dettaglio con il progetto esecutivo e riguarderanno principalmente il sistema di precompressione e i tiranti.
Tra gli interventi previsti figurano il rinforzo dei tiranti sulle spalle, il ripristino dei calcestruzzi degradati, il rafforzamento della soletta e delle travi laterali, la riparazione delle fessure, l'alleggerimento dei camminamenti esterni, il rifacimento dell'impermeabilizzazione e del sistema di smaltimento delle acque, la sostituzione di appoggi e giunti della campata metallica e la riqualificazione dei parapetti.
Il costo stimato è di circa 7 milioni di euro, già presenti nel quadro economico, mentre la durata preliminare dei lavori è di circa sette mesi. Durante la progettazione esecutiva potranno essere avviati alcuni interventi propedeutici per cercare di ridurre ulteriormente i tempi.
La storia del ponte
Il Ponte Giovanni da Verrazzano fu realizzato per il Comune di Firenze tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta dall'impresa Pontello, su progetto dell'architetto Leonardo Savioli e degli ingegneri C. Damerini e V. Scalesse.
La struttura è lunga circa 144 metri e larga 21 ed è composta da tre campate, con una campata centrale metallica di 58 metri e due sistemi laterali in cemento armato precompresso.
Uno degli elementi più caratteristici è proprio il sistema di precompressione: complessivamente sono presenti circa 640 cavi, tra quelli longitudinali della soletta, quelli inclinati nelle travi, i cavi sul traverso delle pile e i tiranti verticali delle spalle. Una configurazione che testimonia la complessità tecnica dell'opera e che ha reso particolarmente articolate anche le verifiche condotte a oltre cinquant'anni dalla sua costruzione.
Massimo Sestini
