Rigenerazione verde, la Toscana prepara una nuova legge: 'Più alberi e meno asfalto'

La proposta punta a ridurre le isole di calore e aumentare il verde nelle città e nei paesi toscani

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lunedì 10 agosto 2026 09:08

Più alberi nei centri abitati, meno superfici asfaltate e una collaborazione con il settore vivaistico toscano. Prosegue il lavoro della Regione Toscana sulla proposta di legge dedicata alla rigenerazione verde, annunciata nei giorni scorsi dal presidente Eugenio Giani.

 

Il presidente ha incontrato i tecnici della direzione regionale Urbanistica e sostenibilità, guidata da Aldo Ianniello, per definire gli indirizzi del futuro testo normativo. L'obiettivo è rafforzare l'adattamento ai cambiamenti climatici, contribuire alla mitigazione dei loro effetti, contrastare le isole di calore e migliorare la qualità della vita attraverso interventi realizzati insieme ai Comuni, con particolare attenzione alle aree maggiormente esposte e vulnerabili.

 

“Stiamo studiando una legge organica che consentirà di mettere il verde al centro della pianificazione urbana e ridurre la temperatura - dice il presidente Giani -. Piantare più alberi, ridare permeabilità al suolo eliminando l'asfalto dove possibile e valorizzare i nostri parchi non sono solo scelte ecologiche, ma vere infrastrutture climatiche e di salute pubblica, da progettare e mantenere nel tempo. Per farlo stringeremo un patto forte con le associazioni dei vivaisti toscani, un'eccellenza del nostro territorio che sarà protagonista di questa grande transizione verde. Un’alleanza strategica per programmare la disponibilità di materiale vegetale di qualità, tracciabile, diversificato e adatto ai siti e al clima futuro, privilegiando le specie autoctone idonee ed escludendo quelle invasive”.

 

Uno degli aspetti centrali della proposta riguarderà non soltanto il numero di nuove alberature, ma anche la loro gestione e gli effetti prodotti nel tempo sul territorio.

 

“Una rigenerazione verde progettata e mantenuta nel tempo - prosegue Giani - può ridurre sensibilmente l’esposizione locale: con alberature mature e ben collocate, si può arrivare a una riduzione della temperatura e il miglioramento del comfort percepito può essere ancora più rilevante. Per questo il verde dovrà essere trattato come un’infrastruttura climatica e sanitaria destinata a durare per decenni: non conterà soltanto il numero degli alberi messi a dimora, ma la loro sopravvivenza, la copertura di chioma e d’ombra prodotta nel tempo, il suolo reso permeabile e i benefici misurati sul microclima, sulla qualità dell’aria e sul benessere delle persone”.

 

La futura legge dovrebbe svilupparsi lungo tre direttrici principali: l'incremento degli alberi nei centri abitati e la valorizzazione dei parchi urbani, la riduzione selettiva delle superfici impermeabili e il coinvolgimento delle filiere produttive locali, con particolare riferimento al comparto vivaistico.

 

“La futura norma - spiega - si articolerà su tre direttrici fondamentali: pianificazione e piantumazione urbana, attraverso un piano straordinario per incrementare la presenza di alberi nei centri abitati e valorizzare il verde pubblico all’interno dei parchi urbani esistenti e di nuova concezione; riduzione selettiva delle superfici impermeabili e sostituzione, dove tecnicamente appropriato, con suoli vegetati o materiali permeabili e a minore accumulo di calore, fondamentali per la gestione delle acque piovane e il raffrescamento delle aree urbane; alleanza con le filiere locali con il coinvolgimento attivo del tessuto economico toscano attraverso un protocollo con le associazioni vivaistiche per la programmazione della domanda, qualità, tracciabilità, innovazione e formazione”.

 

A fare da sfondo alla proposta ci sono anche le proiezioni sull'andamento delle temperature nei prossimi decenni. Secondo i dati riportati dalla Regione, nell'area fiorentina a metà secolo è atteso, rispetto al periodo 1981-2010, un aumento compreso tra 1 e 2 gradi della temperatura media annuale e tra 1,2 e 2,3 gradi di quella estiva. Le proiezioni indicano inoltre un aumento delle notti tropicali e dei periodi di caldo prolungato.

 

Alla costruzione degli scenari climatici e all'individuazione delle aree sulle quali intervenire prioritariamente potrà contribuire anche il Consorzio LaMMA, insieme alle strutture regionali, ai Comuni e agli altri soggetti scientifici e ambientali competenti. Il consorzio potrà inoltre partecipare al monitoraggio dell'efficacia degli interventi realizzati.

 

 

 
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