FAI, ecco ‘I luoghi del cuore’ più votati dell’estate in Toscana
Una villa divenuta convento, due chiesette di provincia e un piccolo museo tra i luoghi ai primi posti della classifica provvisoria del 13esimo censimento del FAI
giovedì 23 luglio 2026 18:07
La classifica dei “luoghi del cuore” più votati a oggi, a due mesi dal lancio della 13esima edizione del censimento del FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano, offre la mappa per un inedito viaggio in un’Italia da riscoprire, paesaggi e monumenti poco conosciuti, lontani dalla ribalta delle mete più rinomate e turistiche e per questo più autentici e sorprendenti: luoghi custodi di un patrimonio ambientale e culturale straordinario e quasi inesplorato, a torto ritenuto “minore”, che merita di essere tutelato e valorizzato perché continui a incarnare l’identità del nostro Paese.
Già un centinaio di realtà sono attive nelle raccolte voti, dai comitati spontanei nati appositamente per il censimento del FAI, ad associazioni già costituite da tempo e ancora piccoli Comuni, Parrocchie e scuole, con l’obiettivo di far conoscere il proprio “luogo del cuore” oppure raggiungere le almeno 3.000 segnalazioni che consentono, dopo la chiusura del censimento, l’accesso al Bando per la candidatura di progetti e la richiesta di un sostegno economico o, addirittura, ambire al podio nazionale, aggiudicandosi contributi da 50mila a 70mila euro, previa presentazione di un progetto di restauro o valorizzazione.
Da metà maggio sono arrivati 350mila voti, tra i quali oltre 62mila quelli cartacei trasmessi al FAI entro il 6 luglio e conteggiati per questo primo aggiornamento. Per partecipare e contribuire a dare un futuro ai propri “luoghi del cuore” basta un click su www.iluoghidelcuore.it o una firma sui moduli cartacei nei punti di raccolta organizzati dai comitati promotori. Possono essere votati tutti i luoghi che si desidera fino al 15 dicembre.
I “luoghi del cuore” ai primi posti della classifica provvisoria in Toscana sono: Villa San Leonardo al Palco, Prato; Monte Faeta, Asciano (Pisa); Castello e parco di Sammezzano, Reggello (Firenze); Chiesa di San Michele a Muscoli, Fiesole (Firenze); Chiesa di San Lorenzo, Arcidosso (Grosseto); Parco Colle del Pionta, Arezzo; e Piccolo Museo della Bottega Filistrucchi, Firenze.
A oggi il luogo in Toscana al primo posto della classifica provvisoria è Villa San Leonardo al Palco a Prato, situata su uno sperone roccioso alle pendici della Calvana, l’Appennino pratese, sul versante sinistro del fiume Bisenzio, e circondata da uliveti e dal tipico paesaggio della campagna toscana. Il primo nucleo spetta al mercante pratese Francesco di Marco Datini, che sul finire del Trecento edificò qui la sua residenza di campagna. Nel 1425 diventò proprietà dei francescani di San Girolamo di Fiesole che, ottenuta l'autorizzazione a costruirvi un convento, realizzarono un primo ampliamento della villa. Dall'ampio loggiato, attraverso un portale in arenaria, si accede alla chiesa di San Francesco, costruita nella seconda metà del Quattrocento. A navata unica, ospita su un lato una piccola cripta decorata con tempere di Giacinto Fabbroni (1711-1783). Da una porta secondaria si raggiunge il chiostro rinascimentale, il più antico dei due presenti. Quattro arcate per lato, sorrette da colonne in arenaria e volte a crociera caratterizzano questo spazio raccolto e armonioso. Il chiostro secentesco, intorno al quale si sviluppa la zona ampliata tra 1640 e 1655 su progetto di Fra Luca Bussori, è un quadrilatero con colonne tuscaniche e coperture a crociera. Il complesso restò per oltre tre secoli dei francescani, passando a fine Settecento nelle mani di famiglie nobili fiorentine e pratesi. Nel 1924 diventa proprietà della famiglia ebrea dei Forti che - prima di fuggire oltreoceano negli anni ‘30 - nascose qui parte del tesoro della Sinagoga di Firenze. Acquistata in seguito dalla Diocesi di Prato, dal 2016 è abitata e animata da una comunità religiosa, i “Ricostruttori nella preghiera al Borgo”, che offre percorsi spirituali e culturali a chiunque cerchi un distacco dalla quotidianità. L’esterno della villa conserva un notevole giardino all’italiana, da poco recuperato grazie a fondi PNRR, con un belvedere che offre la vista panoramica sulla città di Prato. L'associazione San Leonardo al Palco, in collaborazione con i volontari FAI di Prato, partecipa al censimento per sensibilizzare sulla necessità di restauro della facciata principale.
Segue, ad Asciano, in provincia di Pisa, il Monte Faeta, parte della catena del Monte Pisano, vincitore del censimento 2018, quando era stato votato da oltre 114.000 persone in seguito a un incendio doloso che era arrivato a lambire la Certosa di Calci. Anche il Monte Faeta viene votato in seguito a una calamità simile, anche se accidentale. Un incendio divampato alla fine di aprile 2026, a partire dal rogo di alcune sterpaglie, ha devastato oltre 700 ettari di bosco tra le province di Lucca e Pisa. Il comitato “Per Asciano” partecipa al censimento per sottolineare come il Monte “non è soltanto un luogo naturale: è memoria collettiva, spazio di escursioni, educazione ambientale, silenzio e incontro con la natura”. Inoltre, vuole perorare una serie di interventi: dalla rinaturalizzazione in seguito all’incendio, al miglioramento della rete sentieristica, dalla valorizzazione di luoghi storici come la Casa del Polacco e l’area di Mirteto, alla creazione di percorsi educativi e naturalistici.
Viene nuovamente votato il Castello e parco di Sammezzano a Reggello, alle porte di Firenze, già vincitore del censimento 2016. Dopo trent’anni di abbandono e oltre un decennio di vicissitudini, fallimenti, aste andate deserte e un’assenza di prospettive chiare – una situazione complessa che aveva reso impossibile assegnare il contributo del programma “I Luoghi del Cuore” – l’anno scorso il castello e il suo parco sono finalmente stati acquistati da un nuovo proprietario, che ha già avviato il piano di recupero. Il capolavoro orientalista voluto dall’eclettico marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes a fine Ottocento tornerà a vivere grazie alla famiglia Moretti, che con un investimento di oltre 80 milioni di euro si pone l’obiettivo di riaprire al pubblico il parco e le tredici sale monumentali in stile moresco, sviluppando in altre parti dell’esteso complesso alcune funzioni ricettive.
Un altro “luogo del cuore” è a Fiesole con la Chiesa di San Michele a Muscoli, documentata fin dal 1299. La facciata e l'architrave ospitano un ricco apparato araldico scolpito, con i blasoni del Comune di Fiesole, dello Stato e di ben quattordici storiche famiglie e illustri personalità locali legate all’edificio. L’interno è sobrio, ma conserva alcune interessanti opere d’arte. La chiesetta si trova lungo il celebre cammino della “Via degli Dei” ed è un luogo di accoglienza sia per i viandanti sia per la comunità locale. Viene votata per evidenziare la necessità di una serie di interventi di recupero.
Un’altra chiesetta è protagonista del censimento nel grossetano: si tratta della Chiesa di San Lorenzo ad Arcidosso, edificata in trachite, la pietra locale, ha impianto romanico, con una sobria facciata a capanna e una piccola abside circolare. Documentata sin dal 1067, passò nel 1274 sotto la giurisdizione dell'abbazia di San Salvatore del Monte Amiata e conobbe certamente una serie di interventi successivi. L’interno, ad aula unica, ha una copertura a capriate lignee ed è ornato da un ciclo affrescato seicentesco nel presbiterio, con una Madonna del Latte affiancata da una serie di santi. L’associazione “Noi e la celletta di San Lorenzo odv”, nata nel 2022, partecipa al censimento per evidenziare l’urgente necessità di un intervento di recupero. Si trova, infatti, in un pericoloso stato di instabilità strutturale, che ha causato la perdita di tenuta della copertura, generando copiose infiltrazioni d’acqua piovana.
Molti voti anche per il Parco Colle del Pionta ad Arezzo, che nel 1896, per la vicinanza alla città, ma da essa sufficientemente separato, fu scelto per la costruzione del complesso manicomiale cittadino. Nel corso di circa un decennio, l’area, che era stata nell’Alto Medioevo cittadella fortificata extra moenia, cuore del potere civile ed ecclesiastico dei Vescovi-Conti di Arezzo, abbandonata nel 1203 e demolita dai Medici nel 1561, verrà così trasformata in un avanzato centro di cura, ambientato in una duplice sistemazione esterna a parco urbano, nella parte rivolta verso la città e ad area rurale, secondo le teorie che già all’epoca vedevano nell’immersione nella natura un elemento di benessere e cura. L’ampia area rurale, in particolare, secondo i principi dell’ergoterapia – ovvero della “terapia occupazionale” – fu impiantata con uliveto, vigneti, campi coltivati a ortaggi e cereali, serre per la floricoltura e l’allevamento di animali, strutturata come sorta di villaggio rurale, nel tentativo di dissimulare la funzione terapeutica e coercitiva in un’ambientazione “domestica”. Era dunque una piccola azienda produttiva, per il sostentamento interno, ma anche a vantaggio della collettività. Trasformato nel 1926 in ospedale neuropsichiatrico, danneggiato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e chiuso definitivamente nel 1990, il complesso ospita da oltre 25 anni una serie di attività didattiche e di ricerca dell’Università di Siena, funzioni che hanno mantenuto in vita gran parte degli edifici e degli spazi a giardino. Con i suoi 12 ettari, è uno dei più importanti polmoni verdi della città, che ancora conserva i resti del Duomo Vecchio, le cui fondamenta sono state riportate alla luce grazie a uno scavo condotto dall’Università. La raccolta voti è promossa dallo stesso Ateneo senese, in collaborazione con i volontari FAI di Arezzo, con l’obiettivo di favorire la tutela e la valorizzazione del parco.
Molti voti anche per il curioso Piccolo Museo della Bottega Filistrucchi nel cuore Firenze, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Fondata nel 1720, è la più antica bottega artigiana della città ancora operante negli stessi locali e da oltre tre secoli condotta ininterrottamente dalla stessa famiglia. È anche la più antica realtà in Europa per la produzione di parrucche, barbe, baffi, maschere e protesi per il mondo dello spettacolo e della moda. Tra queste mura sono nati manufatti artigianali su misura che hanno permesso di interpretare personaggi sui palcoscenici dei teatri più importanti del mondo. È un patrimonio vivo ma fragile: il sapere di questo prezioso patrimonio immateriale artigiano rischia di scomparire, travolto dalla produzione di massa che non consente la realizzazione di manufatti unici e personalizzati. Per questo è nato il progetto del Piccolo Museo della Bottega Filistrucchi, come spazio integrato agli ambienti creativi, un percorso didattico e laboratoriale con la presenza di documenti dell’archivio storico, strumenti, fotografie e dimostrazioni dal vivo del lavoro e delle sue fasi di lavorazione. Un luogo nel quale il mestiere verrà raccontato e trasmesso ai visitatori dai componenti della famiglia e maestri artigiani che lo vivono quotidianamente; le nuove generazioni potranno scoprire e apprendere un mestiere raro in un contesto unico. È stato candidato come “luogo del cuore” per difendere un presidio culturale unico, valorizzare l’artigianato artistico e custodire una memoria viva che appartiene non solo a Firenze ma alla storia dello spettacolo.
