'Se è così, chiudiamo': l'appello di sei realtà culturali al Comune di Firenze
Arci Firenze, Exfila, Gada, Glue, La Chute e Lumen chiedono un incontro con l'amministrazione comunale e denunciano le difficoltà vissute dagli spazi culturali no profit
giovedì 25 giugno 2026 19:09
Arci Firenze, Exfila, Gada, Glue, La Chute e Lumen chiedono un incontro con l'amministrazione comunale e denunciano un clima di incertezza per gli spazi culturali no profit.
"Se è così, chiudiamo". È il titolo del comunicato congiunto diffuso da Arci Firenze, Exfila, Gada, Glue, La Chute e Lumen, che chiedono un incontro con l'amministrazione comunale di Firenze per affrontare quella che definiscono una situazione "molto delicata" per le realtà culturali no profit.
Nel documento, le sei associazioni spiegano di rappresentare un coordinamento impegnato nella promozione dell'arte, della cultura e della socialità sul territorio fiorentino. Sottolineano inoltre di coinvolgere oltre 80mila nuclei familiari associati, centinaia di volontari e decine di dipendenti, organizzando ogni anno concerti, spettacoli teatrali, laboratori, workshop, proiezioni cinematografiche e percorsi formativi.
Le associazioni ribadiscono anche il proprio modello organizzativo, definendolo privo di finalità di lucro.
"Le nostre realtà credono che il denaro sia un mezzo, non un fine. Non inseguiamo il profitto, ma la sostenibilità", si legge nel comunicato, nel quale viene evidenziato anche il ruolo svolto dai circoli nell'animazione culturale della città.
Uno dei punti centrali del documento riguarda i controlli a cui, secondo i firmatari, sono sottoposte le realtà associative.
"La frequenza e le modalità dei blitz di controllo che le realtà no profit stanno subendo sono diventate insostenibili", affermano le associazioni, che aggiungono: "Lo spauracchio della sicurezza è stato utilizzato come leva per attaccare frontalmente una modalità di organizzazione di attività artistico-culturali".
Nel comunicato viene inoltre ricordato che oltre un mese fa era stato richiesto un incontro con l'amministrazione comunale.
"Una richiesta che ancora non ha ricevuto risposta e che oggi ribadiamo pubblicamente", scrivono i firmatari, secondo i quali "senza una reale chiarificazione rispetto al quadro normativo generale, al riconoscimento del valore socio-culturale del nostro modello e al clima complessivo di incertezza, indeterminazione e presunzione di colpa nel quale ci siamo ritrovati non ci è possibile andare avanti".
Le associazioni concludono rilanciando la richiesta di un confronto con Palazzo Vecchio e auspicando un percorso condiviso tra istituzioni e realtà associative.
"Crediamo che una fruizione sicura degli spazi passi da un impegno condiviso tra associazioni, istituzioni e base sociale", si legge nella parte finale del documento. "È venuto il momento di riconoscere la specificità di questo modello, che dovrebbe ricevere maggior attenzione anche in virtù della sua vocazione etica".
