'Qualcuno ha dato fuoco al Leccio di Belmonte': lo shock di una comunità per lo sfregio all'albero secolare
Lo sfogo del sindaco: 'Mi viene da piangere, oltraggio a 600 anni di storia'
martedì 23 giugno 2026 11:16
Qualcuno ha dato fuoco al Leccio di Belmonte, secolare albero di Bagno a Ripoli.
A denunciare i fatti il sindaco ripolese, Francesco Pignotti: "Vedendo queste immagini faccio fatica anche a scrivere. Qualcuno ha dato fuoco al Leccio di Belmonte, l’albero secolare più antico del nostro territorio, con oltre seicento anni di vita. Troppa è la rabbia per un fatto che mi lascia senza parole. Un oltraggio, uno sfregio spudorato a tutta la comunità, a un pezzo della nostra storia, a un vero e proprio monumento".
Continua il sindaco: "Mentre stavamo lavorando per rendere pubblico il lembo di terra su cui affonda le radici, oggi di proprietà della Misericordia, per farlo riscoprire alle nuove generazioni che hanno potuto vederlo da vicino e ammirarlo solo adesso dopo tanti anni in cui era precluso l’accesso, tocca assistere a questo scempio. Mi viene da piangere a vedere queste immagini. Perché un albero secolare non brucia da solo, di notte, lontano da tutto. Provo a immaginare cosa può essere scattato, cosa può portare alla volontà di distruggere un patrimonio di tutti cosi inestimabile. Una violenza che lascia sgomenti, che fa rabbia".
E ancora: "Abbiamo lottato per inserire il leccio negli alberi monumentali della Regione Toscana, ci abbiamo riportato le scuole, sono ricominciate le visite guidate. Insieme ad Andrea Rontini e agli Amici del leccio stavamo lavorando per entrare in possesso dell’area e renderla finalmente pubblica. Un leccio di oltre 600 anni, un bene di tutti.
Stiamo parlando con la Misericordia di Firenze, proprietaria del terreno, con i Vigili del Fuoco che sono intervenuti e con le Forze dell’Ordine. Insieme al Vicesindaco Francesco Conti e alla Misericordia di Firenze ci stiamo recando a sporgere denuncia. Faremo verificare subito lo stato dell’albero. Farò e faremo di tutto per accertare quello che è successo. Chi è responsabile dovrà pagare per questo oltraggio a 600 anni di storia, alla Natura e a tutta la nostra comunità. Noi faremo di tutto per salvare il nostro Leccio di Belmonte".

