Sequestro sezioni Sollicciano, Funaro: 'Situazione oltre il limite, va buttato giù e ricostruito'
La sindaca: 'Questa è una ferita che non possiamo più avere'
giovedì 18 giugno 2026 17:06
"Una situazione oltre il limite". E' quella del carcere di Sollicciano, nelle parole della sindaca Sara Funaro, dopo il provvedimento di sequestro preventivo di alcune sezioni emesso dalla Procura di Firenze.
"Sul carcere di Solliciano secondo me siamo arrivati a una situazione che è oltre il limite e la chiusura delle sezioni lo indica ormai in maniera molto chiara. Noi è da tempo che diciamo che il carcere di Solliciano va chiuso, va buttato giù e va ricostruito. Non ci sono altre strade perché ha dei problemi strutturali talmente gravi che c'è la necessità di un intervento importante", afferma la sindaca.
"Al Ministro Nordio avevo già scritto - continua Funaro - c'erano state delle interlocuzioni tramite mail. Mi auguro che questa prospettiva possa essere davvero una prospettiva da realizzare, per fare in modo di arrivare davvero a un svuotamento del carcere e poi poter ragionare sul futuro del carcere di Solliciano. Su una base di intervento radicale noi ovviamente come territorio ci siamo per confrontarsi per il bene della nostra città, per il bene di chi lavora e per il bene delle persone che anche sono detenute".
"Perché ricordiamoci che una detenzione dignitosa è quella che può portare a dei percorsi di reinserimento. Una detenzione in uno stato così degradato come questo non porta altro che a un aumento della recidiva e questo ovviamente non fa bene a nessuno. Siamo disponibili al confronto, al dialogo, anzi auspichiamo che ci possa essere nel più breve tempo possibile un confronto con tutti gli attori istituzionali per procedere nella direzione nell'avere un carcere che sia dignitoso in una città come Firenze che è sempre stata attenta a temi dell'inclusione e del rispetto delle persone. Questa è una ferita che non possiamo più avere", conclude Funaro.
Sulla vicenda anche le parole della sindaca di Scandicci Claudia Sereni. "L'inchiesta sul carcere di Sollicciano rappresenta un fatto senza precedenti e testimonia la gravità della situazione all'interno dell'istituto. Va riconosciuto il merito della Procura di Firenze per aver avuto il coraggio di portare alla luce la necessità che le regole siano rispettate da tutti, senza eccezioni. Chi si trova in carcere ha certamente commesso degli errori e deve scontare la propria pena, ma questo non può avvenire in condizioni che ledono la dignità della persona. Non si può pensare di rieducare attraverso l'inciviltà o il degrado. Il carcere non deve essere un luogo di abbandono e di separazione dal mondo, ma uno spazio capace di offrire percorsi di recupero, responsabilizzazione e rigenerazione umana. Purtroppo, oggi Sollicciano è l'esatto contrario di tutto questo".
"Come territorio – ha aggiunto Sereni - stiamo facendo la nostra piccola parte per testimoniare una presenza concreta e una cura costante, con l'obiettivo di non lasciare le persone sole e abbandonate a se stesse. Da tempo promuoviamo iniziative di civiltà e inclusione: prima gli spettacoli all'interno dell'istituto, poi il progetto che ha permesso di dotare il carcere di una lavatrice destinata agli indumenti intimi dei detenuti. Dopo i più recenti incontri con la direzione, abbiamo chiesto quali ulteriori esigenze potessero essere affrontate e sono emerse nuove richieste. Le abbiamo condivise con le realtà del territorio, che hanno risposto con disponibilità e sensibilità, consentendoci di raggiungere altri piccoli ma significativi risultati. Sono gesti concreti che contribuiscono a migliorare la qualità della vita delle persone detenute e a dare un messaggio di cura e di interesse della comunità verso chi vive una condizione di fragilità".
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