Gallerie degli Uffizi sotto attacco hacker, il museo: 'Non è stato compiuto nessun danno ne effettuato alcun furto'
Le precisazioni delle Gallerie: 'Non sono state rubate password. Il server fotografico non è stato rubato'
venerdì 03 aprile 2026 09:44
Le Gallerie degli Uffizi sotto attacco hacker.
La situazione raccontata oggi dal Corriere della Sera è un di un attacco subito circa due mesi fa alla rete del polo museale, che comprende Uffizi, Palazzo Pitti e Giardino di Boboli, con furto di dati. Sarebbe anche stato chiesto un riscatto al direttore Simone Verde per la restituzione delle informazioni sottratte. Sarebbe stato rubato l'archivio del gabinetto fotografico, ma, secondo quanto riportato dal quotidiano, nell'attacco informatico sarebbero stati sottratti anche dati sensibili come codici di accesso e password.
Il museo intanto avrebbe preso delle misure straordinarie, sarebbe stato disposto il trasferimento dei gioielli della collezione del tesoro dei Granduchi nel caveau della Banca d'Italia, e alcune uscite sarebbero state murate.
Sull'accaduto sull’accaduto starebbero in corso indagini di Procura e Polizia Postale, affiancate dagli esperti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.
Ma in mattinata arrivano alcune precisazioni da parte delle Gallerie. "Non è stato compiuto nessun danno ne effettuato alcun furto. Le telecamere erano in fase di sostituzione da un anno. La situazione non era affatto come al Louvre; le telecamere alle Gallerie c’erano, ma erano analogiche e ora sono digitali. Ne è stata eseguita la sostituzione dopo segnalazione della polizia nel 2024 ed essa, ovviamente, è stata accelerata per via dei fatti del Louvre, già prima (e poi anche dopo) l’attacco hacker.
"Non sono state rubate password. Nessuna, in assoluto, perché i sistemi di sicurezza sono a circuito chiuso interno e non aperti all’esterno.
"Per la posizione delle telecamere esse sono per definizione visibili da chiunque si faccia un giro nei locali e questo in tutti i musei e i luoghi pubblici del mondo. Non ci sono prove di alcun tipo riguardo al possesso da parte degli hacker di mappe sulla sicurezza. Per quanto riguarda il tesoro mediceo, esso è chiuso perché si è affidato il cantiere di rifacimento di tutto il museo la cui gara è stata lanciata a settembre; dunque i pezzi andavano sgombrati comunque in vista dell’inizio del lavori. Le prime telefonate in merito sono avvenute tra Uffizi e Banca d'Italia in autunno.
"Per quanto riguarda le porte murate, si tratta in parte di presidi richiesti dal piano anti incendio, di cui è stata depositata non a caso la Scia ai vigili del fuoco nella giornata dell’altro ieri. Un evento storico dopo decenni di assenza di certificazione antincendio e che ha visto un grande lavoro da parte del personale degli Uffizi. Altre sono state effettivamente aggiunte per evitare la permeabilità eccessiva degli spazi di edifici storici, vale la pena ricordarlo, risalenti al 1500, e viste le mutate funzioni e il mutato contesto internazionale.
"Il server fotografico non è stato rubato. Il backup effettuato è infatti completo. Non sono stati infiltrati i telefoni dei dipendenti. I giorni di paralisi sono legati al tempo di ripristino del backup che è stato completato. Non è stata persa nessuna informazione", concludono le Gallerie.
Immagine di repertorio
