Crans Montana, Scandicci si ferma per ricordare le vittime. Luigi Ciatti: 'Deve essere garantita la sicurezza nei locali'

Minuto di silenzio e lutto cittadino, il ricordo del padre di Niccolò Ciatti

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venerdì 09 gennaio 2026 16:11

Un minuto di silenzio per ricordare le giovani vittime del rogo di Crans Montana. Questa mattina, venerdì 9 gennaio, alle 10,30, gli uffici del Comune di Scandicci hanno sospeso l'attività per ricordare i ragazzi che hanno perso la vita la notte di Capodanno. Alla cerimonia, insieme alla sindaca Claudia Sereni, ha preso parte Luigi Ciatti, padre di Niccolò, il giovane scandiccese che ha perso la vita nell'agosto del 2017,  in circostanze diverse ma sempre a causa dell'assenza di sicurezza in un luogo di divertimento. 

 

La bandiera del Comune esposta sulla terrazza del palazzo comunale è stata listata a lutto ed esposta a mezz'asta, poi si è tenuta una breve cerimonia negli uffici del "Punto Comune", nel corso della quale la prima cittadina ha letto i nomi dei sei ragazzi italiani deceduti nel rogo: Riccardo Minghetti, Giovanni Tamburi, Achille Barosi, Chiara Costanzo, Sofia Prosperi, Emanuele Galeppini.

 

"Il messaggio che vogliamo dare con questo atto, che per noi non è solo simbolico, è di totale vicinanza a quanto è accaduto a questi giovani, in quella che dovrebbe essere la notte più bella dell’anno – ha detto la sindaca Claudia Sereni -. Non è giusto perdere la vita in un momento simile per gravi carenze di sicurezza: abbiamo visto alcol servito ai minori, la mancanza di uscite di sicurezza, situazioni che non sono in alcun modo tollerabili. Scandicci ha già vissuto una tragedia simile: ha perso un proprio figlio, Niccolò Ciatti, in un luogo di divertimento dove le norme di sicurezza non erano rispettate. Per questo ringrazio Luigi Ciatti per essere qui con noi oggi. Siamo come una grande famiglia in lutto: quando un giovane muore in questo modo non è possibile creare distanza, non si può restare indifferenti».

 

"Oltre alla denuncia per quanto accaduto – ha aggiunto la sindaca – vogliamo esprimere anche un sentimento profondo di vicinanza verso i nostri ragazzi. Vogliamo rivendicare con forza il loro diritto a divertirsi in sicurezza, a stare bene insieme, a non doversi chiudere in casa per paura. Il ricordo di Niccolò Ciatti, diventato un simbolo per l’intero Paese, ci spinge a porci con determinazione queste problematiche: siamo qui anche per lui e per chiedere giustizia per la sua famiglia". "Non dobbiamo mai dimenticare quello che è successo a Niccolò. La famiglia ci ha chiesto, e noi abbiamo accettato, di creare qualcosa che possa ricordarlo in maniera stabile e integrata nella città. Capiremo cosa fare, forse un'opera d'arte dedicata a lui e alla sua vicenda".

 

"Credo che la sicurezza dei locali sia un qualcosa che debba essere ritenuto indispensabile ed essenziale – ha detto Luigi Ciatti -. A Crans Montana sarebbe bastato poco per salvare delle vite: se l'uscita di sicurezza fosse stata aperta, se ci fosse stato un impianto antincendio, se ci fosse stato un estintore, se ci fosse stato soprattutto del personale formato per dare le indicazioni corrette ai ragazzini, per dire loro cosa fare quando sono divampate le fiamme. È la stessa cosa che è successa a mio figlio, sebbene in maniera diversa. Nella discoteca di Lloret de Mar la sicurezza non era garantita perché all'interno non c'era un buttafuori, non c'era le due guardie giurate previste dalla legge spagnola: purtroppo di tutto questo se ne sono accorti dopo che è successa la tragedia. Servono controlli seri, ed eseguiti alle scadenza giuste. I titolari non devono pensare solo ai soldi, ma prima di tutto alla vita di questi ragazzini che viene loro affidata".

 

 
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