Con gli occhi dentro il pancreas, innovativa pratica endoscopica a San Giovanni di Dio

Si tratta della prima volta in Toscana

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sabato 18 giugno 2022 09:44

All’ospedale di San Giovanni di Dio un coledocoscopio di dimensioni millimetriche è stato utilizzato con successo sul pancreas, nello specifico su una calcolosi massiva pancreatica. Si tratta della prima volta in Toscana e pochi sono gli altri casi in Italia.

 

Il paziente di 89 anni soffriva di coliche importanti da ostruzione causate dalla presenza di numerosi calcoli, almeno 3 di dimensioni superiori al centimetro, all’interno della via pancreatica. Operato dall’equipe di Andrea Nucci, direttore della Gastroenterologia ed Endoscopia della Ausl Toscana centro, il paziente è stato dimesso dopo tre giorni.

 

Per il trattamento della calcolosi pancreatica, la litotrissia extracorporea a onde d’urto sotto guida Tac, è una pratica clinica comunemente utilizzata. Nel caso in questione la litotrissia è stata eseguita tramite il coledocoscopio che ha consentito la visione diretta e la possibilità di sprigionare le onde d’urto con una fibra di un millimetro, inserita nello strumento, direttamente e solo sui calcoli e non sulle pareti dei dotti per ridurne gli effetti lesivi. Si tratta di uno strumento endoscopico monouso delle dimensioni di 3,3 mm che viene introdotto all’interno del canale operativo del duodenoscopio e quindi guidato nella via biliare o nel Wirsung, il dotto pancreatico principale come in questo caso. Lo strumento consente, tramite la visione diretta, sia di fare biopsie mirate andando a esplorare dove si ritiene più opportuno, sia la distruzione in frammenti dei calcoli attraverso l’invio di onde d’urto. Lo stesso operatore guida i due strumenti contemporaneamente.

 

Abbiamo portato i nostri occhi dentro questo piccolissimo canale che è il Wirsung – spiega Andrea Nucci – Nelle gastroenterologie dell’Azienda questo piccolo strumento è già utilizzato ma questa è stata la prima volta che lo si è utilizzato all’interno del pancreas dove i calcoli ostruenti non sono poi così usuali e sono abitualmente molto resistenti. Si è praticamente bombardato sotto visione diretta e non sotto guida di un’immagine indiretta radiologica. Poi abbiamo proceduto a estrazione con un cestello microscopico e con i consueti dispositivi”.

 

Al paziente è stato posizionato uno stent di sicurezza rimosso dopo due settimane. E sta finalmente bene, senza le abituali coliche.

 
 
 

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