E' Wikipedro il 'Personaggio Fiorentino 2021': 'Contento per l'affetto della gente'

'E' il coronamento di un lavoro iniziato 3 anni fa. Ecco come nasce Wikipedro'

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sabato 29 gennaio 2022 17:39

"Nessuno è 'profeta in patria', tanto meno io. Ma quello che conta è l'amore della gente". E' Wikipedro il 'Personaggio Fiorentino del 2021' secondo i lettori di 055Firenze.it! Decine di migliaia di voti sui social da parte dei fiorentini hanno permesso a Pietro Resta, 'in arte' Wikipedro, di vincere il premio del 2021. "Sono molto contento, soprattutto per l'effetto che ricevo dalle persone. Questo ti ripaga di tutto, vale più di qualsiasi ambito lavorativo", dice a 055Firenze.it. Con Wikipedro c'erano personaggi importanti in gara, da quel Borja Valero 'battuto' nella finalissima ("Un giocatore che amo profondamente") a Vittoria Puccini ("Donna di cui sono follemente innamorato").

 

"E' il coronamento di un lavoro iniziato tre anni fa", ci dice Wikipedro. Già, ma come nasce quest'avventura? "Volevo affittare casa mia, e per mettere un annuncio sui social ho iniziato a fare dei video per raccontare la città. Mi sembrava utile per i miei possibili clienti. Il progetto di affittare casa è naufragato, non è venuto nessuno, ma continuai a fare video. E la clip sul Corridoio Vasariano, diventata poi virale, ha aperto la strada".

 

Una bella storia, insomma. Un fiorentino innamorato di Firenze che con un'idea innovativa si sta facendo sempre più strada. Ma come nascono tutti questi retroscena sulle bellezze della città? "Camminando tanto per Firenze, cercando curiosità e fatti storici da raccontare. Non basterebbe una vita per raccontare Firenze, ma la sfida piu bella è cercare sempre di raccontare le cose in modo originale e diverso. Non c'è la paura di non avere più argomenti, ma la voglia di scoprirne di nuovi".

 

Che rapporto ha con Firenze? "Con la città c'è un rapporto madre-figlio, la vedo come fosse una mamma. Una donna che ci sara sempre e sarà pronta ad accoglierti. Ho cercato di vivere fuori, ho avuto esperienze e a Cuba, Padova, Siena e altrove. Ma Firenze mi ha sempre riaccolto in maniera bellissima. Andare a vivere fuori forse mi serviva per apprezzare ancor di più la città. Forse non avrei mai fatto Wikipedro se non fossi andato a Cuba".

 

Cuba per Pietro è stata l'ultima tappa della carriera calcistica. "Sì, ero un calciatore, sognavo di giocare in Serie A, fare il professionista. Poi a causa di alcuni infortuni purtroppo non ce l'ho fatta, ho smesso a 24 anni. Ho fatto il settore giovanile della Fiorentina, Siena, alcune esperienze in Serie D e ho concluso la carriera proprio a Cuba, per essere originale. Poi ho lavorato nella ristorazione qua e là, ma alla fine ho scoperto che mi piaceva raccontare la mia città sui social".

 

E con i fiorentini invece che rapporto c'è? "Un rapporto positivo, anche se vorrei che ci fosse più apertura mentale e meno voglia di lamentarsi. Ma in generale cerco sempre di imparare dai fiorentini, prendo molto spunto dagli artigiani, dai lavoratori, dal 'popolo'. Come faceva Verdone nei suoi film. Cerco di mettere le persone al centro dei miei video, sono i fiorentini i monumenti della città".

 

Quali sono gli aspetti più belli di essere Wikipedro? "Senz'altro vivere la città, perché tutti i giorni può succedere qualcosa di nuovo e di bello. Può nascere una nuova opportunità, può venire un'idea nuova. Il risvolto della medaglia è che non sempre è facile creare qualcosa di nuovo. Ma è la bellezza e l'imprevediblità di questo lavoro. Non è un lavoro monotono, a volte non sei creativo al 100%, ma camminare per queste strade, parlare con le persone, rimanere incantato tra le meraviglie ti ispira per creare sempre cose nuove. E poi soprattutto la parte affascinante sta nella possibilità di vedere luoghi non aperti al pubblico. Mi sento fortunato. Per esempio entrare nella tribunetta della controfacciata di San Lorenzo, progettata da Michelangelo, oppure salire nella terrazza di Ponte Vecchio dell'artigiano Gigi: sono luoghi unici in cui sono potuto entrare grazie ai rapporti creati negli anni".

 

C'è un aneddoto particolare o divertente di questi anni di Wikipedro? "Sì, ce ne sono tanti. Su tutti vi racconto di quella volta che mi portarono via i Carabinieri, quando mi presentai in piazza della Signoria con una pala da contadini. Dovevo raccontare un aneddoto sulla statua equestre di Cosimo I: era il 2019, i Carabinieri arrivarono e mi videro con la pala in mano. Non sentirono discorsi e mi portarono via", ricorda ridendo.

 

E il video di cui va più orgoglioso? "Direi quello che ho girato di notte in cui parlavo con le statue di Firenze. È il video che mi ha dato più consapevolezza e forza. Volevo lanciare un messaggio di speranza che però non fosse retorico sul Rinascimento. In tanti hanno usato la parola Rinascimento con poco senso in questi anni, quello invece era un video in cui i personaggi di Firenze raccontavano i momenti difficili attraverso i quali erano poi diventati grandi. Lorenzo Il Magnifico ad esempio si salvò dalla Congiura dei Pazzi e andò poi a Napoli e a trattare con il Papa, riuscendo a diventare ago della bilancia delle politica italiana. Solita cosa Michelangelo, Brunelleschi stesso che veniva preso per pazzo per il progetto della Cupola, nessuno gli dava fiducia. In quel video cercai di far capire che dalla storia si impara non in modo superficiale e astratto, ma concreto".

 

Insomma, un bel messaggio anche per i ragazzi: "Penso di sì, anche se in realtà io cerco di ispirare i giovani in un altro modo. Nel far capire che dal nulla si può creare qualcosa di bello e di importante. Il mondo del web se usato in modo intelligente può creare opportunità. Si parla di un periodo di crisi per i giovani, ma in realtà credo sia un periodo di grandissime opportunità: con lavoro e sacrificio si può creare qualcosa di proprio anche a costo zero. Una cosa che 30-40 fa magari non era possibile".

 

Qual è invece il rapporto con Nonna Lasagna, la tua 'spalla' in tanti video? "Vi dico questo: ho avuto il Covid per una settimana, e la gente mi chiedeva come stava lei. La 'mi nonna' è sempre stata un personaggio incredibile, ho capito subito che lei, genuina com'è, poteva 'bucare lo schermo'. È molto verace, estremamente simpatica e geniale. Facciamo tante cose insieme, andiamo a fare la spesa, cercare mobili. Ma la considero 'un pezzo pregiato', cerco di non farla vedere troppo sennò sembra che me ne voglia approfittare. La voglio fare desiderare".

 

Nel 2021 è stato eletto 'Personaggio Fiorentino' dai lettori di 055Firenze.it. Qual è invece l'obiettivo per il futuro? "Mi piacerebbe diventare il volto turistico della Toscana, esportare il progetto da Firenze a tutta la Regione. Credo ce ne sia bisogno. Avvicinare il pubblico italiano che ama la Toscana ma che non conosce alcune sfaccettature. Girare tutta la Toscana è il progetto del 2022".

 

Per chiudere l'intervista con Pietro Resta, una serie di botta e risposta sulla 'Firenze vista da Wikipedro'.

 

Il posto più romantico: "Giardino delle Rose"

 

Il posto mozzafiato, che fa tremare le gambe: "Ce ne sono tanti. Dico Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, taglia il cuore in due"

 

Il posto in cui va meno volentieri: "Zona Novoli, aeroporto, tribunale. Anche se è un po' banale. Dico sennò la parte di via Verdi-angolo via Pietrapiana, dove c'è il palazzo delle Poste"

 

Il posto che dà più energia: "Il Loggiato degli Uffizi, la parte che inizia dal Corridoio Vasariano e finisce agli Uffizi. Quando mi sento giù guardo la spada di Giovanni dalle Bande Nere, c'ha scritto "Non mi snudare senza ragione, non m'impugnare senza valore""

 

Il posto che sente come 'casa': "Ponte Santa Trinita, dove ogni pensiero scompare e dove sono abbagliato dall'amore per la mia città. È il primo luogo dove vado quando torno"

 

Il posto che meriterebbe più attenzione: "Tantissimi. Il Chiostro dello Scalzo in via Cavour, oppure il Cenacolo di Andrea del Castagno in via 27 aprile"

 

Il posto da tornare a valorizzare: "Mi piacerebbe che le Cascine fossero più vivibili da noi fiorentini, con meno criminalità. Poter vivere di più il cuore verde di Firenze, lo chiamo il nostro Central Park"

 

Un posto troppo 'inflazionato' che non merita così tante attenzioni (simpaticamente): "Secondo me il Porcellino, un posto dove vanno tutti i turisti ma che forse vale meno a livello storico rispetto ad altre bellezze di Firenze"

 

Il piatto fiorentino: "Lampredotto"

 

Il posto in cui ha passato le serate più divertenti: "Piazza Santo Spirito"

 

Un posto che ha scoperto grazie alle sue ricerche: "Uno dei luoghi che più mi è entrato nel cuore è il Chiostro di Santa Maria Novella, e in generale il complesso di Santa Maria Novella, che Michelangelo chiamava "la mia sposa""

 

Un posto che rappresenta Firenze: "La Cupola di Brunelleschi, il simbolo. Alla pari con il David di Michelangelo"

 

Un difetto di Firenze: "Troppi cartelli stradali lasciati lì senza senso, il traffico nel centro e la viabilità. L'epoca moderna che si scontra con una città medievale. Difficile unire le due cose".

 

Marco Pecorini

 

 

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