Monopattini elettrici, dalla Regione Toscana il via libera alla proposta di legge per regolamentarne l’utilizzo

Giani: 'Una legge regionale che auspica l’utilizzo del casco per motivi di sanità pubblica non pone problemi di costituzionalità'

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martedì 31 agosto 2021 09:27

Ci potrà essere anche l’uso del casco fra le prescrizioni che riguardano l’utilizzo dei monopattini elettrici. Ieri, lunedì 30 agosto, la Giunta della Regione Toscana ha dato il via libera all'unanimità alla proposta di legge per l’utilizzo dei monopattini richiesta dal presidente Eugenio Giani.

 

In base alla proposta di legge i monopattini elettrici possono circolare nelle aree consentite ai velocipedi, nel rispetto delle indicazioni della segnaletica e delle limitazioni e prescrizioni impartite dagli enti proprietari della strada o dal comune; fra queste prescrizioni vi può essere appunto quella dell’uso del casco: “In presenza di particolari caratteristiche strutturali dei percorsi o dell’ambiente urbano suscettibili di dar luogo ad elevato rischio di collisioni o cadute accidentali – si legge nella delibera - la Regione e le province provvedono a regolare la circolazione dei monopattini elettrici anche con l’obbligo di indossare il casco protettivo conforme alle norme tecniche di riferimento”.

 

Di fronte a fatti che vedono l’uso e abuso di monopattini elettrici che sfrecciano a velocità incompatibili in zone pedonali – ha sottolineato il presidente Eugenio Giani - o ancor più con monopattini che si avventurano in assi stradali che li portano a contatto con mezzi di ben altra velocità e solidità, una legge regionale che regolamentasse la materia con maggiore specificità era opportuna. Con la legge approvata prevediamo fra le prescrizioni per l’utilizzo del monopattino elettrico anche l’obbligatorietà del casco.”

 

“Questa legge – ha spiegato ancora il presidente Giani - interviene su un aspetto in cui possiamo renderci in armonia con il disposto del codice della strada, ovvero l’obbligo del casco per i monopattini, facendo riferimento che nel codice della strada si dice che interventi di sicurezza stradale possono essere fatti dai proprietari delle strade. Quindi noi offriamo sulla questione del casco un riferimento per i sindaci e i presidenti delle province, che nelle strade di loro proprietà possono fissarlo proprio perché lo auspica la legge  regionale”. 

 

“Come Regione possiamo intervenire perché fra la legislazione concorrente consentita alle regioni rispetto alla legislazione statale, vi è la materia della sanità in cui rientra l’incolumità pubblica e quindi la sicurezza stradale e quella della polizia locale ed urbana”. Per Giani “una legge regionale che auspica l’utilizzo del casco per motivi di sanità pubblica non pone problemi di costituzionalità. Una legge così fatta, che non obbliga automaticamente all’uso del casco, è una legge in armonia con le norme che legittimamente il legislatore ha nel codice della strada. Spero che quando la legge diventerà esecutiva dopo l’approvazione in Consiglio regionale, scatti il meccanismo dei sindaci che la applichino nei rispettivi comuni con propria ordinanza. Un minuto dopo che sarà esecutiva la applicherò nelle strade regionali che entrano direttamente nei centri urbani”. 

 

Giani ha poi fatto le condoglianza alla famiglia del bambino di 13 anni morto ieri a Sesto San Giovanni dopo essere caduto battendo la testa dal monopattino mentre era su un pista ciclabile: “Sono fatti del genere che mi hanno imposto di agire subito. In Toscana lo stiamo facendo”.
 

Sempre di ieri è la notizia della nuova ordinanza sulla sicurezza stradale a Firenze, che vede il ritorno dell'obbligo del casco in monopattino.

 

 

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